La Rete di Pollicino

Tra i destinatari della raccolta di materiale per la scuola a sostegno di bambini e ragazzi in difficoltà di sabato 11 settembre anche la Rete di Pollicino, il Coordinamento regionale degli enti del Terzo Settore. Intervista al responsabile Augusto Borsi

«I risultati li vedi sul lungo periodo, quando i ragazzi che hai seguito ti mandano la foto con la loro nuova famiglia o ti raccontano che hanno aperto una attività in proprio» spiega Augusto Borsi, responsabile di Pollicino.

Pollicino, come il personaggio della fiaba di Perrault che lascia sassolini sulla strada per ritrovare la via di casa, usa intelligenza e resilienza e per quanto piccino salva tutta la famiglia.

Si chiama così il Coordinamento regionale degli enti del Terzo Settore che gestiscono interventi, strutture e servizi socio-educativi a favore di bambini, adolescenti e famiglie. In pratica centri diurni e comunità di accoglienza, incontri protetti con i genitori, attività di educazione domiciliare e altre iniziative per bambini e ragazzi che vivono in situazioni problematiche e famiglie vulnerabili, dove la povertà può essere una delle difficoltà, insieme ad altri tipi di disagio, dalla salute mentale alla violenza.

«Purtroppo a volte le politiche per l’infanzia sembrano essere l’ultima ruota del carro – constata Borsi -; prendiamo ad esempio la pandemia: tutti stilavano linee guida per la gestione delle Rsa e altre realtà, nessuno ha pensato a dare indicazioni per i centri che accolgono minori». Da qui nel 2020 la nascita di Pollicino, che ha trovato subito l’appoggio dell’assessorato al sociale della Regione Toscana, guidato da Serena Spinelli. Obiettivo: fare rete e sensibilizzare, attraverso un’organizzazione più organica e un manifesto, con obiettivi e intenti.

«Sono molte le famiglie che faticano dal punto di vista culturale, oltre che economico, e spesso manca anche la consapevolezza di quelli che sono gli strumenti per uscire dalle situazioni. Chi sa esattamente cosa è un centro diurno o una comunità di accoglienza? E poi c’è la questione del disagio adolescenziale e dei disturbi come quelli del comportamento alimentare, che si sono acutizzati con la pandemia – spiega Borsi – e che sottolineano il bisogno di avere una comunità che sostiene e accoglie bambini e ragazzi in difficoltà».

A piedi sulla Francigena

Fa eco Elena Bartalucci della Cooperativa Piccolo Principe, che a Castelfiorentino si occupa principalmente di infanzia e minori, gestione di nidi, centri giovani, diurni e comunità per minori, in due parole, “dal benessere al disagio” ma anche il contrario. Anche dal suo punto di vista «la situazione è peggiorata con la pandemia, aumentano le segnalazioni, le problematiche e la loro intensità, negli scorsi mesi è mancato l’investimento nell’apprendimento e le chiusure hanno incrementato il disagio». Quelle dei centri diurni, ad esempio, che hanno visto ridursi o bloccare i servizi, con progetti importanti che si sono dovuti interrompere. Ora che le attività hanno ripreso, il Piccolo Principe con la Comunità di San Martino ha grandi progetti: «Faremo la Francigena, da Castelfiorentino a Roma: 360 km in poco più di dieci giorni, con noi operatori e i ragazzi della comunità – spiega Bartalucci -. Sarà una esperienza nuova: i ragazzi saranno immersi nella natura, potranno sfidare se stessi, in un’impresa bella e faticosa dove potranno sperimentarsi e trovare nuovi stimoli e obiettivi». Il progetto, dal titolo “Ndo si va, cronache di un viaggio verso Roma”, impegnerà tutta la #thebigfamilysanmartino e verrà documentato con un video.

Italiano per tutti

La Penny Wirton di Poggibonsi è una scuola di italiano, animata esclusivamente da volontari, per bambini, ragazzi e adulti stranieri, con un metodo che prevede un insegnamento individuale e che quindi mette in primo piano oltre all’apprendimento linguistico anche la relazione: «A volte si tratta di studenti appena arrivati, senza la minima conoscenza della lingua, per i quali è fondamentale l’italiano per l’inserimento scolastico, ma ci sono anche adulti, donne e giovani che arrivano in Valdelsa per ricongiungersi o per lavoro – continua Dario Ceccherini -. Fra le tante storie belle che mi vengono in mente, c’è quella di un ragazzo arrivato nel 2015 che si è avvalso per diverso tempo delle nostre lezioni, poi ha fatto un percorso di formazione e ora lavora, come artigiano nel settore dei tessuti. Poi penso a una bambina senegalese che inizialmente aveva difficoltà con la scuola, ma grazie alla sua forza di volontà ha fatto le medie con un buon rendimento e ora inizia il liceo. Ci sono poi le donne che sono venute ad accompagnare i figli e hanno deciso di imparare l’italiano anche loro».

Bambine e bambini, giovani e adulti, che vivono in condizioni modeste, famiglie spesso con un solo reddito e più figli, per le quali risulta difficile persino comprare quaderni, penne, risme di carta e matite.

Raccolta del materiale scolastico

Ai soggetti della rete Pollicino, al Piccolo Principe e a Penny Wirton arriveranno i materiali della raccolta scolastica del prossimo 11 settembre, in collaborazione con la Regione Toscana: «Ringrazio Unicoop Firenze, che anche nel 2021 organizza una giornata di raccolta di materiale scolastico per le famiglie in difficoltà, perché quest’anno la rete della solidarietà si allarga ai bambini e ragazzi che vivono fuori dalle famiglie, nelle strutture riunite nel Coordinamento regionale Pollicino, nato poco più di un anno fa, su iniziativa delle principali realtà toscane del Terzo Settore attive nell’accoglienza ai minori – afferma l’assessore Spinelli -. Favorisce la sinergia con le istituzioni regionali e svolge un ruolo prezioso nel mettere in rete esperienze, promuovere le collaborazioni e lo scambio di pratiche, oltre che nell’elaborare nuove modalità operative in un settore complesso e sempre in cambiamento come quello delle politiche per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia».

Insieme possiamo fare la differenza!

L’11 settembre in 70 Coop.fi sarà possibile acquistare materiale scolastico e regalarlo a bambini e famiglie in difficoltà. Attraverso il coordinamento della Rete Pollicino e di oltre 200 associazioni del territorio quanto donato arriverà a chi ne ha davvero bisogno.

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