Amici per strada

Comunità di Sant'Egidio e Fondazione Il Cuore si scioglie insieme per aiutare chi è in difficoltà

Una storia, tante storie

Robert arrivò in Italia con i primi sbarchi dall’Albania: lavorava duro e aveva tanti sogni, ma presto si ammalò di leucemia. Nonostante ciò continuò a lavorare, ma dopo poco tempo perse tutto, lavoro e casa. Si ritrovò in mezzo alle strade di un paese straniero, senza potersi curare, senza nessuno che gli stesse vicino. Quando i volontari della Comunità di Sant’Egidio di Firenze lo incontrarono, si attivarono subito: riuscirono a trovargli un posto dove stare, a farlo curare e soprattutto a dargli quella vicinanza di cui aveva tanto bisogno.
Presto diventò uno di famiglia: lo accompagnavano alle terapie e stavano con lui. Robert purtroppo alla fine non ce l’ha fatta, ma quando se ne è andato era in casa sua, circondato da tante persone che gli volevano bene.

Da Roma a Firenze

La Comunità di Sant’Egidio nasce nel 1968 come un movimento per il doposcuola dei bambini delle baracche romane. A metà degli anni ‘80 è arrivata anche a Firenze.
«Abbiamo iniziato la nostra attività nel quartiere di Ponte di Mezzo, che all’epoca era una zona popolare in difficoltà: tossicodipendenza e non solo», racconta Enrico Gerini, uno dei volontari di Sant’Egidio di Firenze. Poco dopo hanno incominciato a occuparsi anche degli anziani rimasti soli e di tutti quelli che erano relegati ai margini della società.

Verso la fine degli anni ‘80 la comunità di Sant’Egidio di Firenze iniziò a portare da mangiare a chi viveva per strada, cercando di veicolare anche un messaggio di amicizia. Chiamarono quest’idea “Amici per strada”.
«Il popolo della strada è variegato – spiega Enrico -: ci sono i migranti di passaggio, ma ci sono anche tanti italiani che per la crisi o per vicissitudini personali hanno perso tutto. Giovani e anziani, accomunati da uno stesso destino che li ha privati di una speranza di vita migliore».

Pasti caldi e sani

Ed è proprio a loro che ogni martedì e sabato sera la Comunità di Sant’Egidio distribuisce i pasti caldi. Un’attività nata dalla volontà di rompere quel velo di indifferenza che troppo spesso rende invisibili queste persone, come si evince dalle parole di Enrico: «Tutto è iniziato da due persone che vivevano quasi in pianta stabile sotto i portici di Santissima Annunziata e Santa Maria Nuova. I nostri volontari li notarono mentre passavano di lì per raggiungere la sede in via della Pergola. Così decidemmo di portar loro una bevanda calda e un panino, cercando di capire chi fossero. E poi ci domandammo: sono soltanto loro?».

Quei due pasti oggi sono diventati circa 60 per il turno del martedì nei pressi della Stazione di Santa Maria Novella. L’altro appuntamento importante è il sabato, sempre a cena, a Campo di Marte, dove vengono messi a disposizione fra i 150 e i 200 pasti a seconda dei periodi. Ci sono poi distribuzioni itineranti in centro o in luoghi segnalati dai cittadini.

L’intero processo, dalla preparazione del pasto al trasporto, è organizzato e gestito solo da volontari. Sono pasti completi dal primo al dolce, con acqua e succo di frutta.
Ma nella realtà di ogni giorno il cibo rappresenta soltanto il primo contatto per avvicinarsi alle persone, per aprire una breccia nel muro di solitudine e far emergere la voglia di essere ascoltati. Perché ciascuno di loro cela una sua storia.

Non solo cibo

Oltre ai pasti, la Comunità di Sant’Egidio organizza anche una distribuzione di abiti usati e una scuola d’italiano per stranieri. Di solito la richiesta di indumenti adatti all’inverno avviene durante le cene organizzate dalla comunità.
«È un momento in cui le persone non vengono soltanto per prendere un cappotto, ma per chiedere aiuto: magari per cercare un lavoro o una sistemazione dove trascorrere la notte. Così proviamo ad avviare pratiche di integrazione al reddito e altre forme di sostegno, per iniziare una relazione insieme», spiega Alessio Mugelli, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Firenze.

La guida “Dove dormire, mangiare, lavarsi a Firenze”, pubblicata ormai da diversi anni proprio dalla Comunità, serve a chi vive per strada ma anche agli operatori del settore.
«Non possiamo risolvere tutte le problematiche che incontriamo – chiarisce Alessio – ma attraverso la guida, leggendola insieme e spiegandola, cerchiamo di dare delle indicazioni utili».

Pensati con il Cuore

Cibo, vestiti, informazioni sono elementi fondamentali per rispondere ai bisogni primari di chi è in difficoltà. Nel 2018 queste attività sono state sostenute anche grazie alla campagna di crowdfunding “Pensati con il Cuore” della Fondazione Il Cuore si scioglie. Con questa iniziativa sono stati messi a disposizione oltre 15.000 euro utilizzati per l’acquisto e la distribuzione dei pasti, oltre che per la stampa dell’edizione 2018 della guida.
Ma non solo. Proprio durante il crowdfunding, arrivò l’ondata di freddo più intenso.
La situazione divenne presto drammatica: occorreva agire subito. Fu così che la Fondazione Il Cuore si scioglie, insieme alle sezioni soci Unicoop Firenze, consegnò un carico straordinario di piumoni, seguita da tanti cittadini che risposero in massa all’appello della Comunità di Sant’Egidio.
«Grazie a quell’aiuto siamo riusciti a distribuire in tutta la città coperte e generi alimentari – racconta Enrico, ricordando quei giorni -. Fu in quel momento che percepimmo l’importanza di quanto avevamo attivato anche grazie al crowdfunding: una rete pronta ad attivarsi e a dare il proprio contributo».
Un tessuto sociale prezioso per poter lavorare non soltanto sull’emergenza ma sulla prevenzione. Perché, conclude Enrico, «ogni anno c’è un’emergenza freddo e il sostegno delle persone è indispensabile per farci trovare pronti».

(Ha collaborato Francesco Ricceri)

Per partecipare come volontari o per donare coperte e vestiti
recarsi alla sede in via della Pergola 8 nei seguenti orari: martedì alle 18.30, sabato alle 17.
Info: 0552342712, santegidio_firenze@hotmail.com

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