Numeri contro la violenza

30.000 euro ai centri antiviolenza della Toscana. È il ricavato dalla vendita del pane del 25 novembre nei Coop.Fi. Finanzierà le attività della rete di associazioni che ogni giorno sono impegnate contro la violenza sulle donne

«A volte basta un biglietto dell’autobus per salvare una donna e i suoi figli da una situazione di violenza, se quell’autobus la porta in un centro specializzato» raccontano le operatrici che giorno dopo giorno si trovano a raccogliere le denunce delle vittime.

Forse un biglietto del mezzo pubblico non basta, ma sicuramente è uno dei bisogni che i centri antiviolenza sottolineano quando si parla di emergenza e di spese vive. E il biglietto per raggiungere un centro di ascolto, come un quaderno e delle matite per i figli delle vittime, fanno la differenza per chi cerca disperatamente di iniziare una nuova vita.

Anche a questo serviranno i 30.000 euro raccolti attraverso la vendita del pane nei Coop.fi durante la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, consegnati ai centri antiviolenza della Toscana venerdì 13 dicembre. Lo scorso 25 novembre infatti la mobilitazione nei 104 Coop.fi della regione aveva coinvolto il reparto forneria e tutti coloro che avevano fatto la spesa nei punti vendita.

Sull’incarto del pane era stato applicato un bollino che ricordava il numero unico contro la violenza sulle donne 1522 e lo stesso numero era stato stampato sugli scontrini. Il 1522 è il numero antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24.

Il contributo economico di 30.000 euro verrà destinato al Coordinamento Toscano Centri Antiviolenza Tosca e a Ginestra Federazione Antiviolenza Onlus, che raccolgono i centri antiviolenza della Toscana. Verrà utilizzato per sostenere tutte quelle attività di base che permettono ai centri di svolgere la propria funzione, di ricevere le segnalazioni delle vittime di violenza, accoglierle e dare loro la possibilità di uscire dalle situazioni più pericolose e iniziare una nuova vita.

Consegniamo oggi 30.000 euro ai centri antiviolenza della Toscana, ma il nostro impegno sul territorio non si ferma e vogliamo continuare a sostenere iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione sul tema della violenza, non solo il 25 novembre. Come Fondazione Il Cuore si scioglie onlus siamo attivi tutto l’anno sui territori per sostenere le associazioni e le realtà che supportano le vittime di violenza, i loro bambini e li accompagnano con percorsi di autonomia e di reinserimento”, commenta Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze e presidente della Fondazione Il Cuore si scioglie onlus.

Dieci richieste al giorno

I centri antiviolenza della Regione Toscana ogni giorno sono chiamati a rispondere in media a dieci richieste di aiuto, per un totale di 3539 nel 2018/19 (erano 1761 nel 2009/10).

Per quanto riguarda il Tosca, i fondi verranno suddivisi fra i diversi centri: «Alcune realtà medio-piccole faranno rete e li utilizzeranno per l’acquisto di un software per l’inserimento dei dati. Il monitoraggio dell’utenza è fondamentale per una valutazione del fenomeno, oltre a essere previsto dalla Convenzione di Istanbul, e strategico per approntare politiche e pratiche adeguate – spiega Anna Bainotti del Coordinamento Tosca – Un altro gruppo di centri, con i fondi del pane del 25 novembre, intende incrementare le attività a diretto contatto con l’utenza, potenziando i corsi di formazione per il reinserimento socio-lavorativo delle donne delle case rifugio e le attività per i minori che loro malgrado assistono alle violenze. Un’ulteriore parte del contributo di Unicoop Firenze sarà destinato alle spese vive per le donne e i bambini, che spesso provengono da condizioni di povertà. In questi casi, i centri finanzieranno piccole spese necessarie, come l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici, di quaderni o matite per i bambini, di attività sportive per i figli delle donne vittime di violenza».

Un aiuto ai bambini

Il Centro antiviolenza La Nara di Prato (che fa parte di Tosca) si occupa anche di bambini che hanno assistito in prima persona a episodi di violenza, come spiega Francesca Ranaldi: «Troppo spesso i piccoli non sono al centro degli interventi antiviolenza, si muovono al seguito delle madri e vengono presi in carico da servizi che non sono pensati a loro misura. I bambini, come vittime di violenza assistita, rischiano di crescere sviluppando comportamenti aggressivi o al contrario di vittimizzazione. Del resto, troppo spesso passa il concetto che il marito o compagno “cattivo” in fondo possa essere un padre non violento, mentre è provato che assistere ai maltrattamenti per i bambini è un altro modo di subirli. Attraverso la creazione di spazi e momenti di gioco e attività ad hoc, cerchiamo di aiutare a crescere donne e uomini migliori».

L’altra rete di centri antiviolenza in Toscana, che riceverà parte del ricavato della vendita del pane di Unicoop Firenze, è la Ginestra Federazione Antiviolenza Onlus. Dalla Ginestra fanno sapere che la donazione verrà utilizzata per azioni di rete, per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza di genere: progetti nelle scuole, formazione delle operatrici, sensibilizzazione della comunità e supporto alle attività dei centri.

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1522

Per accedere alla rete delle diverse associazioni ed in caso di necessità, è stato attivato da diversi anni dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri il servizio 1522, gratuito e accessibile da tutta Italia, disponibile 24 ore su 24.

Rispondono operatrici ed operatori qualificati che parlano in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo, pronti ad ascoltare, dare informazioni utili e orientare la persona al centro di ascolto e di aiuto più vicino.

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