Lampedusa: rinasce la Porta d’Europa

Oggi, nella ricorrenza del terribile naufragio del 3 ottobre 2013, l'inaugurazione dell'opera restaurata dell'artista Mimmo Paladino, diventata simbolo universale di accoglienza e di solidarietà. Il restauro è stato realizzato grazie al contributo di Unicoop Firenze e di tanti soci e cittadini

In meno di due mesi, la scorsa estate, grazie alla raccolta fondi popolare “Salviamo la Porta d’Europa”, fra online e donazioni alle casse dei supermercati Coop.Fi, erano stati raccolti oltre 37mila euro per il restauro dell’opera dell’artista della Transavanguardia Mimmo Paladino collocata nel punto più a sud d’Europa, inaugurata a Lampedusa nel 2008 e dopo oltre dieci anni segnata dal vento e dalle intemperie del mare.
Oggi l’inaugurazione a Lampedusa della Porta, restituita a nuova vita.

Unicoop Firenze: “Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto, oggi la Porta d’Europa torna al suo compito di tenere alta l’attenzione sull’importanza dell’accoglienza e di ricordare i migranti scomparsi in mare”.

Gli oltre 37mila euro raccolti, grazie alla grande adesione di soci e cittadini, hanno reso possibile far tornare a nuova vita l’opera simbolo dell’accoglienza, realizzata da Mimmo Paladino per ricordare i tanti migranti morti e dispersi nel Mediterraneo mentre facevano rotta verso la piccola isola siciliana alla ricerca di un futuro migliore e per ribadire l’importanza del concetto di accoglienza.

La Porta d’Europa si trova nel punto più a sud d’Europa e la necessità di provvedere ad un intervento di restauro era stata segnalata da Pietro Bartolo, medico di Lampedusa ed europarlamentare, e subito accolta dalla cooperativa Unicoop Firenze.

Oggi all’inaugurazione del restauro della Porta d’Europa, alla presenza, fra gli atri, di: Maria Arena, Vicepresidente della Commissione/altorappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del Parlamento Europeo; Domenec Devesa, della Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo; Pietro Bartolo, Vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo (LIBE) e Totò Martello, Sindaco di Lampedusa e Linosa, oltre ai sopravvissuti ai naufragi e agli studenti.

Un simbolo di accoglienza e di umanità

“A nome di tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi, con piccoli o grandi contributi, oggi inauguriamo la Porta d’Europa, restaurata, che di nuovo brilla nel sole e si apre sul Mediterraneo. L’opera di Paladino è un simbolo di accoglienza, un omaggio a chi ha perso la vita cercando una vita migliore: aver sostenuto il suo restauro per noi significa riaffermare con forza i valori di umanità e solidarietà che ci contraddistinguono. Averlo fatto “insieme”, con una raccolta fondi partecipata, ci ha permesso di sensibilizzare e coinvolgere molte persone. La Porta d’Europa è una meravigliosa opera d’arte che porta dentro di sé un significato profondo” fanno sapere da Unicoop Firenze.

“La Porta d’Europa, rinata a nuova vita, è anche un po’ la mia porta. Da quest’isola, la mia isola, dove ho assistito e soccorso centinaia e centinaia di persone, parte ancora una volta un nuovo appello ad occuparsi degli ultimi, dei disperati, di quelli che Papa Francesco chiama “gli scartati”. Siamo qui, grazie al contributo di decine e decine di cittadini italiani e alla fattiva e importante organizzazione fornita dagli instancabili amici di Unicoop Firenze, a rivendicare una politica europea sulla migrazione che affronti il fenomeno alla radice così come chiedono gli abitanti di Lampedusa che hanno sempre dimostrato di essere accoglienti e solidali. Nella ricorrenza degli avvenimenti tragici del “3 Ottobre” dobbiamo tutti insieme operare affinché un bellissimo mare, come il Mediterraneo, smetta di essere il cimitero di quanti aspirano ad una vita dignitosa. Il Mediterraneo torni ad essere un mare di vita. Lo dico alle istituzioni europee, ai governi dell’Unione e al governo del mio Paese”, afferma Pietro Bartolo.

La presentazione della Porta restaurata è stata uno dei momenti più intensi del programma della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza che si tiene ogni 3 ottobre a Lampedusa in ricordo del naufragio del 2013 in cui, al largo dell’isola siciliana, persero la vita 368 persone. Bambini, donne e uomini che cercavano di raggiungere l’Europa nel disperato tentativo di trovare sicurezza.

Il restauro

Il crowdfunding della scorsa estate aveva utilizzato due canali, quello digitale con la possibilità di donare online su Eppela, e quello offline, con le donazioni alle casse dei Coop.Fi, in contanti o in punti della carta socio. Online erano stati raccolti 31.015 euro, in parte da singoli cittadini, in parte da alcuni grandi donatori, come Oranfrizer, Fondazione Noi Toscana di Legacoop Toscana, associazioni del Comune di Scandicci, Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, associazioni del Comune di Campi Bisenzio. Alle casse invece soci e clienti avevano donato complessivamente 3.050 euro che sono stati raddoppiati da Unicoop Firenze per un importo totale di 6.100 euro. In tutto la raccolta ammontava a oltre 37.000 euro, per la precisione 37.115.

Le operazioni finanziate dalla raccolta fondi “Salviamo la Porta d’Europa” sono state la pulitura generale di tutta l’opera, la sostituzione delle parti metalliche degradate dal tempo, l’incollaggio delle scaglie di ceramica e la stuccatura e il consolidamento della struttura.

La Porta d’Europa

Porta di Lampedusa – Porta d’Europa” di Mimmo Paladino è l’opera dedicata alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, che fu promossa nel 2008 da Associazione Amani e Arnoldo Mosca Mondadori. Il monumento di quasi cinque metri di altezza e di tre metri di larghezza, realizzato in ceramica refrattaria e ferro zincato, si ispira alla drammatica vicenda delle migliaia di migranti che, affrontando incredibili avversità, tentano – troppo spesso invano – di raggiungere l’Europa alla disperata ricerca di un destino migliore. La porta è un simbolo universale, che incarna il messaggio di una città e di una comunità, quella di Lampedusa, che accoglie e non resiste. Ma la porta segna anche il punto di accesso all’Europa, come tratto culturale che ci caratterizza e civiltà basata sui valori fondanti di solidarietà, accoglienza, uguaglianza e rispetto dei diritti di tutti gli uomini.

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