Le parole dell’era digitale

La Crusca nei Coop.fi. A novembre a Firenze, Empoli e Lucca un ciclo d’incontri a cura degli esperti linguisti dell’Accademia della Crusca. Intervista a Marco Biffi, coordinatore degli incontri e responsabile del sito web dell'Accademia della Crusca

Saranno lezioni informali e dinamiche, con il coinvolgimento attivo dei partecipanti, quelle dedicate a “Le parole dell’era digitale” in programma a novembre negli spazi soci dei Coop.fi del Centro*Ponte a Greve e del Centro*Lucca ”. Il 12 e 19 novembre anche al Centro*Empoli.

A simboleggiare questo nuovo ciclo di appuntamenti in collaborazione con l’Accademia della Crusca, la Pala del Provveduto ( nella foto sopra), una fra le più alte per levatura stilistica. Il motto Tenterò l’oceano e potrò farlo (Petrarca, Triumphus Famae I.161) e il soggetto marinaresco che ben si adatta al suo possessore, Giovan Carlo de’ Medici, generale del Mediterraneo di Filippo IV e poi dal 1644 cardinale, sono un’ottima metafora della navigazione nella rete, ma anche dell’utilizzo della lingua per tentare orizzonti inesplorati.

Coordinatore e anche uno dei relatori di questo nuovo ciclo d’incontri Marco Biffi, ricercatore e responsabile del sito web dell’Accademia della Crusca.

Scrivere nell’era digitale: quali le competenze linguistiche necessarie?

Il linguaggio della rete non è monolitico, ma si muove in un suo spazio linguistico, cambia a seconda del contesto in cui ci troviamo a scrivere. Richiede una buona capacità di organizzazione del testo e saper scegliere il registro linguistico più corretto da utilizzare. Ad esempio, se dobbiamo scrivere su un blog di carattere scientifico dovremmo utilizzare vocaboli e strutture sintattiche adeguate, se dobbiamo scrivere ad un amico su Whatsapp o su Facebook, possiamo usare anche un registro più libero e uno stile informale, il che non significa necessariamente sgrammaticato.

La velocità nella rete è andata a discapito della ricchezza della lingua italiana?

La responsabilità non è del mezzo, ma di chi lo guida. La rete è uno specchio della nostra società e il padroneggiare incerto dell’italiano e delle sue regole grammaticali riflettono la bassa scolarizzazione e l’analfabetismo di ritorno del nostro Paese. Il Web 2.0, ovvero la possibilità per ciascun utente di partecipare alla co-generazione di contenuti nella rete, da una parte ha avuto il merito di riportare alla scrittura molte persone, dall’altra ha ampliato l’utilizzo di una scrittura semicolta. Per questo è importante recuperare profondità e attenzione nell’uso della lingua italiana nella rete: ad esempio, prendendosi il tempo per rileggere il testo di una e-mail prima di inviarla. La posta elettronica oggi ha di fatto sostituito la posta tradizionale, basti pensare alla PEC, l’equivalente digitale della tradizionale raccomandata.

I social network: come hanno influenzato il nostro modo di scrivere?

Ciascuno di noi può commentare un post su un blog, o su Facebook, Twitter, Instagram, e questo ha accentuato l’utilizzo di testi brevi e poco articolati, un uso non sempre corretto del congiuntivo, delle abbreviature, della punteggiatura utilizzata in maniera espressiva, degli emoticon. L’utilizzo degli #, ovvero delle parole chiave identificative dei vari post, ha portato ad accentuare l’ipotestualità, brandelli di testo prodotti senza alcuna coerenza e coesione che si completano solo attraverso l’interrelazione dei messaggi che riportano lo stesso #, riuniti automaticamente dal sistema digitando la parola chiave e consentendo così il recupero di tutti i post di coloro che hanno interagito sul tema.

Le nuove parole dell’era digitale: può fare qualche esempio?

Le nuove parole del web sono spesso parole tecniche, che grazie alla rete si diffondono a grande velocità. La maggior parte di queste parole probabilmente non entrerà nel nostro vocabolario, ma vivrà per un certo periodo circoscritta allo specifico ambito di appartenenza. Negli ultimi anni hanno avuto larga diffusione due termini, virale e meme, che sono andati a sostituire in alcuni contesti la parola tormentone, anche se hanno subito una traslazione semantica rispetto al loro significato originario: virale identifica una trasmissione molto veloce e diffusa di un contenuto, che trova una valida piattaforma nel web 2.0; il termine meme (in internet un meme può essere un’immagine, un video, un hashtag, anche una parola o una frase) identifica un elemento culturale o di informazione che, per qualche sua caratteristica, finisce per essere imitato, diviene riconoscibile e riproducibile, diffondendosi in maniera velocissima, grazie alle possibilità date dai nuovi canali di comunicazione.

L’inglese nel linguaggio della rete.

La presenza dell’inglese è legata al fatto che la tecnologia stessa deriva da paesi anglofoni, e la rete ne accelera sicuramente la diffusione. Parole come backup, password, selfie, youtuber, mouse sono entrate a fare parte del linguaggio comune. In alcuni casi è possibile usare delle traduzioni, in altri, il significato dell’espressione sarebbe meno preciso del termine inglese.

L’Accademia della Crusca in rete.


Il nostro obiettivo è quello di educare a un utilizzo corretto della lingua e della grammatica italiana. L’Accademia ha un sito web dal 1996, nel 2002 abbiamo aggiunto un servizio di consulenza linguistica. Nel 2012 abbiamo aperto un nostro account Twitter e la pagina Facebook perché volevamo raggiungere un pubblico più ampio, e solo con il sito non avremmo potuto farlo. Il linguaggio che utilizziamo nella rete è molto accurato, perché l’attenzione sulla nostra istituzione è alta, non possiamo permetterci l’errore o una caduta di stile, anche se sui social utilizziamo necessariamente un linguaggio più libero e meno formale.

Perché partecipare agli incontri che la Crusca terrà a novembre nei Coop.fi del Centro*Ponte a Greve e del Centro*Lucca?

La lingua italiana si alimenta studiandola. Partecipando agli incontri si potranno ricevere informazioni utili a non farsi sopraffare dalla rete.

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Le parole dell’era digitale. Dove e quando

  • Coop.fi Centro*Ponte a Greve, viuzzo Case Nuove, giovedì 7, 14 e 21 novembre, ore 17
  • Coop.fi Centro*Lucca, viale G. Puccini, mercoledì 6, 13 e 20 novembre, ore 17
  • Coop.fi Centro*Empoli, via Sanzio, martedì 12 novembre alle ore 16.30 e martedì 19 novembre ale ore 17.00

Info e prenotazioni

3314686363 (lunedì-venerdì ore 10-16), cooperativa@metaonlus.com

Costo d’iscrizione agli incontri: 15 euro

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