Unicoop Firenze: prezzi bloccati e sostegno alle famiglie

Le scelte della Cooperativa per fronteggiare l'emergenza e l'impegno a sostegno dei soci e delle persone in difficoltà sul territorio. Intervista a Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza e Michele Palatresi, presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze

«Per ognuno di noi il momento è straordinario, l’impegno quotidiano nella gestione di un’emergenza si somma spesso a ciò che si deve fronteggiare nella propria vita; e la squadra, il gruppo con cui si lavora, diventa spesso motivo di incoraggiamento, di consolazione e di nuova energia». Parole di Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, che spiega le numerose iniziative messe in campo a sostegno di soci e clienti, ma anche dei fornitori e dei dipendenti. Un’azione ad ampio spettro.

Partiamo dai prezzi dei prodotti bloccati per due mesi.

In questa difficile emergenza la nostra cooperativa è chiamata a svolgere un ruolo semplice ma importante: garantire alle persone la possibilità di fare la spesa. Per questo abbiamo preso la decisione di bloccare i prezzi di tutti i prodotti fino al 31 maggio, per proteggere la spesa da ogni possibile ed eventuale speculazione, garantendo la stabilità dei prezzi anche ai produttori e agli allevatori italiani e toscani.

Una crisi sanitaria che si sta trasformando in crisi economica e sociale…

Il blocco di tante attività economiche e produttive, necessario e condivisibile per arrestare i contagi, sta mettendo a dura prova la realtà economica e sociale del Paese. La cooperativa deve svolgere il suo ruolo e preoccuparsi di tutelare soci e clienti, i lavoratori e il territorio in cui opera.

Quali altre iniziative a sostegno di famiglie e persone in difficoltà?

Insieme alla Fondazione Il Cuore si scioglie abbiamo distribuito oltre trecentomila euro sotto forma di buoni spesa a chi vive in condizioni di difficoltà. Abbiamo voluto intensificare un’attività solidale che la cooperativa e la Fondazione portano avanti da sempre, insieme alle associazioni di volontariato del territorio. Un impegno ancora più importante che speriamo sia stato utile in questo momento di difficoltà.

Bilanciare le esigenze dei clienti da un lato e dei dipendenti dall’altro, è stato difficile?

Mai come adesso la spesa, gesto che ci riporta a una scontata normalità, si scopre essenziale. Ma quello che ci sembrava facile ora è diventato complicato: i clienti sono costretti a lunghe file per rispettare il distanziamento, gli addetti alla vendita continuano a lavorare, con senso di responsabilità, in luoghi frequentati da tante persone per garantire a tutti l’approvvigionamento. Lo fanno rispettando tutte le norme igieniche, indossando mascherine, guanti e tutto ciò che serve, ma esponendosi comunque a un rischio.

Anche i clienti possono fare la loro parte?

Sì, con il meccanismo della Spesa Sospesa nel mese di aprile è stato possibile contribuire donando alla casse dei Coop.fi a partire da un euro o da 100 punti della carta socio. I fondi raccolti hanno finanziato l’acquisto di pacchi spesa che, ritirati dalle associazioni di volontariato del territorio, sono stati consegnati direttamente alle persone in condizioni di povertà e a quanti stanno attraversando momenti difficili a causa dell’emergenza Coronavirus. Un aiuto che può fare la differenza per tante famiglie che ora faticano a trovare le risorse per mettere in tavola un pasto caldo, come testimonia l’aumento di richieste di aiuto alle associazioni di volontariato. A maggio il progetto proseguirà con diverse modalità ma con le stesse finalità.

A fianco di chi opera sul territorio per superare la crisi

Con il blocco dei prezzi per soci e clienti fino al 31 maggio resta inalterata anche la remunerazione per i fornitori. Una scelta che può innescare meccanismi virtuosi a livello territoriale: «Il rapporto con i fornitori è da sempre improntato alla massima trasparenza e siamo fermamente contrari alle aste al ribasso, a differenza di altri attori della distribuzione. La convenienza che dobbiamo garantire al nostro socio e cliente non deve mai essere praticata a scapito di chi lavora e produce beni alimentari – spiega Michele Palatresi, presidente del Consiglio di gestione di Unicoop Firenze -. La nostra trasparenza passa attraverso il controllo dell’intera filiera, contro ogni rischio di speculazione».

Ma questa non è l’unica scelta fatta a vantaggio delle realtà economiche del territorio…

All’indomani della decisione del Governo di chiudere gli esercizi commerciali non alimentari e quelli della ristorazione, ci siamo preoccupati, assieme alle associazioni di categoria, di stabilire delle condizioni che consentissero a queste imprese di pianificare la loro attività con maggiore “serenità”. Per questo abbiamo scelto di sospendere temporaneamente il pagamento degli affitti per i negozi presenti nei centri commerciali di proprietà di Unicoop Firenze.

In termini economici, a quanto ammonta l’impegno della cooperativa per queste scelte?

Le cifre sono ancora provvisorie, ma abbiamo già stanziato qualche decina di milioni di euro a sostegno di soci e clienti, del personale dipendente e del tessuto produttivo del territorio. L’emergenza sanitaria si sta, purtroppo, tramutando in emergenza economica e sociale, quindi saranno necessari ulteriori investimenti per continuare a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.

È stato difficile garantire l’approvvigionamento e la presenza dei prodotti sugli scaffali?

Non è stato facile, ma grazie alla nostra filiera commerciale e logistica, compreso il consorzio nazionale Coop Italia, e grazie ai numerosi rapporti con fornitori della nostra regione, soprattutto nel settore dell’ortofrutta, siamo riusciti a garantire sugli scaffali i prodotti necessari richiesti. A dimostrazione di quanto sia stata lungimirante la scelta di sviluppare filiere con fornitori toscani e italiani (Unicoop Firenze ha il doppio di fornitori toscani delle altre insegne commerciali). Credo che, nel prossimo futuro, sarà sempre più importante e strategico potenziare i processi produttivi locali.

Quali settori merceologici hanno sofferto di più?

In termini di approvvigionamento, quelli dei cosiddetti prodotti indispensabili o di primaria necessità, quindi tutte quelle merceologie che compongono la dispensa base delle famiglie che, costrette a rimanere confinate nelle proprie abitazioni, hanno anche riscoperto l’arte bianca, tant’è che due prodotti particolarmente critici sono risultati la farina e il lievito. Per quanto riguarda invece i trend negativi di consumo, fa registrare un segno meno il reparto dei freschissimi, eccezion fatta per le carni che, grazie alla possibilità di congelamento, hanno registrato incrementi considerevoli.

Osservatorio privilegiato durante l’emergenza, i 104 punti vendita di Unicoop cosa raccontano sui comportamenti dei toscani?

Molta compostezza e collaborazione, soprattutto il contingentamento degli accessi all’area di vendita ha messo a dura prova, per i tempi di attesa, i nostri soci e clienti. Colgo l’occasione per ringraziarli della comprensione dimostrata, che è risultata preziosa per tenere in equilibrio tempi di attesa accettabili e dare garanzia sulle distanze di sicurezza, così come ringrazio il nostro personale, per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrato.

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