Camminare fa bene. Il parere del medico

Intervista al dottor Nicola Armentano, medico e consigliere speciale del sindaco Nardella per la promozione di stili di vita corretti del Comune di Firenze

Dottor Nicola Armentano, medico e consigliere speciale del sindaco Nardella per la promozione di stili di vita corretti del Comune di Firenze, camminare fa bene. A cosa?

I benefici del camminare, e di altre attività motorie, sono molteplici. Ci sono vantaggi di natura cardiovascolare, perché l’attività fisica permette di prevenire malattie legate al cuore e alla circolazione, poiché si diminuisce il deposito di grassi sulle pareti delle arterie, si impedisce di perdere la riduzione del calibro, con vantaggi al livello dei parametri pressori.  

Altri benefici riguardano l’aspetto respiratorio, perché camminare è un’attività aerobica, che provoca la broncodilatazione e, anche qui, aumenta gli scambi gassosi. Questo aspetto è particolarmente importante per coloro che devono convivere con una riduzione del transito dell’aria, per fare un esempio per chi soffre di asma. Nella quasi totalità dei casi, per i soggetti che hanno avuto problemi respiratori anche di una certa importanza, grazie alla broncodilatazione,camminare diventa una vera e propria medicina. Così come anche per tutti coloro che hanno problemi di natura cardiovascolare. 

Come si può fare per far diventare il camminare una vera e propria medicina?

I benefici sono correlati all’intensità dello sforzo e alla frequenza cardiaca che generiamo. Si possono utilizzare i vari strumenti tecnologici per misurare la frequenza cardiaca. Di solito l’ottimale è stare sul 60-65% della frequenza teorica massima per età. Per fare un esempio, per un cinquantenne che va a fare attività sportiva, il calcolo si ottiene sottraendo a 220 l’età del soggetto, in questo caso 50. Il numero che si ottiene, 170, è la frequenza cardiaca teorica massima e ci serve per calcolare la “frequenza terapeutica”. In questo caso, se mi attesto su 100/105 quando cammino significa che sto facendo una attività fisica aerobica che mi fa bene.

Camminate 2020. Si riparte!

A febbraio 2020 nelle sezioni soci sono previsti gli incontri di presentazione delle attività, mentre da marzo partiranno le camminate.

Scopri il calendario…

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Altri benefici?

Camminare fa bene allo scheletro, perché previene la perdita di calcio delle ossa, quindi l’osteoporosi. Previene anche le malattie metaboliche, come il diabete, perché camminando si bruciano grassi e zuccheri. 

Sistema scheletrico, cardiovascolare, metabolico. C’è qualcosa a cui camminare non fa bene?

Se c’è, per il momento non è stato scoperto. Anzi recentemente è stato evidenziato anche un vantaggio cognitivo: la novità è che l’attività motoria rallenta anche il decadimento intellettivo e mantiene le persone anziane più vigili. È un aspetto che anche le istituzioni dovrebbero approfondire, poiché una vita attiva, con corretti stili di vita, fra cui il camminare, può ritardare i tempi della perdita di autonomia, con un notevole guadagno in termini di risparmio per tutte quelle condizioni che gravano il sistema sanitario dei costi per la gestione dei soggetti non autosufficienti. Per questo è necessario investire sulla lotta alla sedentarietà, soprattutto in quelle fasce di età che sono la terza e quarta.

Abbiamo capito che camminare ci fa guadagnare in salute da tutti i punti di vista. Veniamo ai dettagli: dove camminare?

Come detto, è fondamentale tenere conto dell’intensità dello sforzo attraverso la frequenza cardiaca, ma si possono provare diversi tipi di percorsi. Meglio per iniziare un terreno scorrevole, se non si è troppo giovani e se siamo poco allenati. Per i più giovani e preparati, bene anche camminate con pendenze, salite e discese. E’ più piacevole e salutare camminare nel verde, ma ricordiamoci che anche camminare in città, nonostante le impurità dell’aria che ci possono essere, è molto meglio di non camminare. 

E infine quale è la giusta dose di camminata per restare sani?

Fondamentale è che camminare non sia una attività estemporanea, ma diventi un appuntamento costante e non esagerato. L’ideale sono i famosi 10.000 passi che auspicano tutti i nostri dispositivi o, prendendo come unità di misura il tempo, 40 minuti di camminata al giorno, anche suddivisi in 4 micro attività da 10 minuti ciascuna.

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