Trama
Estate 1944. Lungo la Linea Gotica si svolge la fase più cruenta della guerra in Italia, segnata da una tragica sequenza di eccidi compiuti dai nazifascisti. Questo libro ricostruisce la strage di San Terenzo Monti (Massa-Carrara), in cui vengono uccise senza pietà 159 persone, in prevalenza donne e bambini, tra cui la bisnonna dell’autrice. La trama intreccia la storia personale della giornalista con il dramma collettivo della sua famiglia e del paese, in un viaggio tra passato e presente che mette in luce le storie dimenticate delle vittime e la giustizia negata. Il romanzo è un atto di memoria che lega il dramma delle stragi nazifasciste al presente, sottolineando come la verità storica possa essere riscoperta e condivisa.
La citazione degna di nota
Le cose non esistono finché non le raccontiamo.
La paura e l’orrore si esorcizzano meglio nella vicinanza piuttosto che nella solitudine. Fu proprio la spinta a non restare soli, tenera e umanissima, che condannò il paese al suo destino.
Le nostre riflessioni
In questo suo primo libro, la giornalista Agnese Pini riporta alla luce le vicende di uno dei tanti massacri avvenuti lungo la Linea Gotica: una ricostruzione attenta e accurata di un evento storico che si intreccia alla sua storia familiare. Tra le vittime, infatti, c’è anche Palmira, la bisnonna dell’autrice.
In risposta a un’azione partigiana, in cui rimasero uccisi 16 soldati tedeschi, il comandante Walter Reder decide di applicare quella legge secondo cui, per ogni soldato tedesco ucciso, dovevano morire dieci italiani. Una bambina, Clara, riuscirà a sfuggire alla morte restando nascosta sotto i corpi dei familiari uccisi. Attraverso una scrittura scorrevole, profonda e coinvolgente, l’autrice porta il lettore tra le valli della Lunigiana nel caldo agosto del 1944 descrivendo mirabilmente le vicende dei partigiani e i successivi rastrellamenti da parte dei nazifascisti, restando sempre in bilico tra fatti storici documentati e licenze narrative.
Utilizzando la forma di romanzo e non quella dell’inchiesta giornalistica, Agnese Pini ha potuto dare voce ai personaggi dando una dimensione emotiva dell’eccidio e permettendo al lettore di conoscere le persone realmente esistite: tra questi, abbiamo profondamente apprezzato la storia del procuratore militare Marco De Paolis che, dopo sessant’anni, riprende in mano i documenti di quelle stragi che sembravano ormai dimenticate, nascoste in quello che viene chiamato l’armadio della vergogna. Su questo, come su molte altre dinamiche, l’autrice ricostruisce con rigore le scelte politiche dell’epoca, spiegandone le motivazioni e il contesto, aggiungendo al dramma delle vittime quello dei sopravvissuti che non hanno mai ottenuto giustizia.
Molti eccidi, infatti, si sono verificati in zone rurali e isolate, come Sant’Anna, Vinca, Marzabotto e Fucecchio, dove nel dopoguerra non esistevano i mezzi – culturali, economici e sociali – per denunciare e ottenere giustizia. Nonostante siano stati riconosciuti iresponsabili, nel dopoguerra non si è agito: il silenzio ha coperto la verità e troppe stragi sono rimaste impunite. Tra le altre riflessioni a cui questa lettura conduce, abbiamo trovato incisiva quella “sindrome del sopravvissuto” che genera un senso di colpa profondo e lacerante: chi è rimasto si chiede perché proprio lui sia stato risparmiato, avvertendo il bisogno di dare un senso alla propria esistenza. Spesso, il dolore è così radicato che anche a distanza di anni i sopravvissuti faticano a raccontare, come se le parole non bastassero a contenere l’orrore vissuto.
Infine, il parallelismo con l’attuale contesto storico — segnato da guerre e tensioni politiche — appare inevitabile: un richiamo implicito alla responsabilità individuale e collettiva del lettore. Tra i tanti libri ambientati durante la Seconda guerra mondiale, questo in particolare ci ha ricordato Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, I giorni di vetro di Nicoletta Verna e Uomini comuni di Christopher R. Browning.
Secondo noi questo è un libro necessario, perché San Terenzo a Monti rappresenta solo una delle tante stragi troppo spesso dimenticate. In un contesto in cui la giustizia è mancata, la memoria diventa fondamentale: questo racconto si fa monito e con dolorosa chiarezza ci ricorda quanto l’essere umano fatichi a imparare dal proprio passato.
Lo consigliamo a...
Agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
A chi vuol conoscere la storia italiana più recente.
Le parole chiave del libro
Eccidio
strage
dolore
solitudine
memoria
Giustizia
