Trama
La trilogia della città di K è un romanzo che vede protagonisti due gemelli dall’infanzia fino alla loro morte. La storia inizia durante un periodo di guerra, in una zona non identificata di un paese del blocco sovietico.
I due gemelli, affidati alle cure dell’avida e crudele nonna materna, cominciano ad addestrarsi in prove di resistenza e ad avere comportamenti piuttosto estremi annotando tutto nel grande quaderno.I bambini, che parlano e ragionano all’unisono,non si scompongono per nessun fatto,saranno capaci di uccidere l’amata perpetua e ad uccidere il padre per permettere ad uno dei due di varcare di nascosto la frontiera Nei due volumi successivi vengono narrate le vite dei due fratelli ormai lontani e separati ù.
La prova vede la narrazione della vita di Lucas, rimasto nella città di K, che si prende cura di Yasmine e del figlio di lei Mathias, per poi amare la bibliotecaria Clara e concludere la sua vita in solitudine e follia La terza menzogna invece racconta la vita di Klaus, cresciuto con la madre dopo un evento tragico , condurre una vita mesta e solitaria, vivendo nel rammarico e nel confronto perenne con il fratello Lucas creduto morto e disperso.
La citazione degna di nota
Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.
Le nostre riflessioni
La prosa di Kristóf è cruda e priva di fronzoli, catturando la brutalità e la disumanità della guerra in modo straordinario. Uno stile tagliente, incredibilmente asciutto e distaccato, quasi a simboleggiare un totale annichilimento dell’Io umano.
I gemelli, spesso descritti come insensibili e cinici, diventano così dei narratori freddi che riflettono in modo onesto e spietato sul mondo che li circonda. Lo stile asciutto porta tutti gli avvenimenti sullo stesso piano.
Non c’è l’intento di far commuovere, né quello di scandalizzare: c’è una volontà dichiarata di raccontare la vita così com’è, in una disarmante trasparenza. Ritroviamo il topos letterario dei gemelli identici, inseparabili e in qualche modo connessi tra di loro nello spazio e nel tempo. Talmente connessi che nella prima parte – Il grande quaderno – si uniscono in un duplice Io narrativo per poi separarsi e diventare l’uno l’estensione dell’altro in un continuum identitario.
La bellezza di Trilogia della Città di K. di Ágota Kristof è che scioglie il confine tra realtà e menzogna creando filoni narrativi paralleli in cui il lettore si perde e cerca di trovare il bandolo della matassa per dare un senso a quello che sta leggendo. Il libro è complesso e ha diverse chiavi di lettura: ci si può ritrovare la storia di una famiglia distrutta dalla guerra; la guerra quotidiana con se stessi e con gli altri; la scoperta del mondo esterno in una sorta di romanzo di formazione dissonante.
Al lettore si lascia il compito di riflettere su quello che va a toccare le sue corde più intime e a scavare da sé l’intreccio che ha più senso per la sua storia, ad aprire – una alla volta – tutte le sliding doors.
Lo consigliamo a...
A tutti coloro che cercano una favola nera e onirica ma senza lieto fine.
