

Breve
La storia della famiglia Mazzeo è ambientata in una Messina spezzata dal terremoto del 1908. Una vita sospesa tra legalità e illegalità quella della famiglia Mazzeo. Da una iniziale situazione di agio e lusso dettata dalle attività criminali, la famiglia si trova a convivere con la miseria a causa della scelta dei capifamiglia di dedicarsi ad attività oneste, come la vendita dello zolfo. Alla morte di quest’ultimi, sarà Tomaso, il nostro antieroe, a farsi carico delle necessità economiche dei suoi cari. Alla luce della povertà, del dolore per le perdite subite, si snoda il racconto di famiglia.
D’altra parte, oltre alla famiglia, un’altra grande protagonista è Messina, la città in cui tutto avviene; quando si prova a spostare la narrazione non si riesce ad andare oltre il mare dello Stretto. Il lettore è catturato da una storia di quotidianità locale, facilmente rintracciabile nei racconti comuni, e indica la volontà di tratteggiare un momento disastroso per la città. Per quanto sia un testo romanzato, il dramma storico emerge chiaramente della penna dell’autrice. Il ruolo dei marinai italiani, inglese e russi che aiutano gli abitanti di Messina, la regina Elena che si occupa dei feriti, oltre a riportarci in forma romanzata un pezzo della nostra Storia, ci costringe a comprendere che cosa compare oltre la storia d’amore semplicistica tra Tomaso e Petra. Ciò che conta quindi non è tanto il lieto fine dell’amore ritrovato tra i due amanti, e la vita di Mimma insieme a loro, che si deduce dall’ultimo capitolo, quanto i capitoli centrali in cui il terremoto ci mostra chiaramente le fatiche, i soprusi, gli abusi, le difficoltà della vita in quel dato momento storico.


I personaggi
Protaginista è la famiglia Mazzeo, nello specifico i personaggi principali sono Tomaso, Nemo il fratello, zia Sofia, Gioacchino e Biagio cugini di Tomaso. Vincenzo Riggi, la famiglia Puglisi, la famiglia Donato, Sciabè, Guido, Mimma, Petra e la famiglia del marchese Badastrello.
Ogni personaggio porta con sé sensazioni di dolore che generano conflitti e sofferenze che rimangono irrisolti dentro di loro e di rimando anche nella narrazione.
I personaggi che ruotano intorno alla storia, come la zia Sofia, hanno sempre un ruolo chiaro e definito nella scena, a tal punto da far sembrare il testo scritto per una sceneggiatura teatrale. La narrazione si snoda intorno alla sete di vendetta di Tomaso che intende ad ogni costo, e ci riuscirà, vendicare la morte del padre e dello zio, occupandosi lui per primo di commettere un omicidio. Il personaggio di Tomaso è tratteggiato in maniera approssimativa, di rimando la protagonista centrale è una donna, la giovane Petra, autonoma, rivoluzionaria, una studiosa; di fatto la sua infatuazione per l’antieroe appare quasi unicamente carnale.
Ecco, dunque, che in effetti le due principali protagoniste sono due donne, Petra figlia illegittima del marchese Badastrello, di cui Tomaso si innamorerà, e Mimma una bambina che diventerà per Tomaso una sorella adottiva. Questo rapporto di attaccamento, che per Tomaso è legato al suo sentire il peso delle colpe di aver commesso un’atrocità, uccidere la sorella Rosetta malata da tempo, non sminuisce l’affetto che Mimma catalizzerà su di lui. Pertanto, Mimma e Petra risultano centrali, allontanando così il focus della narrazione dal capofamiglia che pensa unicamente a vendicare i morti.


La citazione degna di nota
p. 86 «Ti putìa tèniri a mano quannu hai paura.»
p. 187 Solo in quel momento Tomaso si accorse che si era alzato davvero e i suoi occhi erano soggiogati dalla sua città. Le diede uno sguardo, rapido ma intenso, quasi a voler imprimere nella mente ciò che da riva non aveva mai visto. Lo splendore, la ricchezza e la bellezza erano tutte lì, in una cartolina che non poteva portare con sé.


Le nostre riflessioni
Sul piano lessicale, il lettore si trova davanti a un racconto in cui è frequente l’uso del dialetto che rende i dialoghi autentici, e aiuta la caratterizzazione dei personaggi; il dialetto è la lingua della famiglia, del nucleo stretto di parentela, pertanto, tale scelta è coerente con il racconto. Di fatto viene fuori il forte legame tra i membri della famiglia, ad esempio, Gioacchino, cugino di Tomaso, è un vero e proprio aiutante dell’antieroe, sempre a servizio di Tomaso anche quando non concorde con le sue scelte.
Al centro di questo romanzo si trova la famiglia. I legami e il sostegno sono il centro di questa narrazione; infatti, è l’attaccamento a casa che spinge Tomaso, poco dopo essersi imbarcato, a scendere dalla nave, appena compreso che il maremoto era conseguenza del terremoto, è l’emblema di un personaggio che non vuole e non può allontanarsi dai legami affettivi e dalla sua terra.
Trattandosi di una saga familiare, le lettrici si aspettavano un’impostazione narrativa più complessa e articolata, con una trama maggiormente intrecciata. D’altra parte, si attesta nel testo un andamento narrativo fluido e coerente che rende la lettura scorrevole, ciononostante delle volte manca l’approfondimento emotivo o momenti di introspezione del personaggio che possano comunicare al lettore lo stato d’animo. Il testo, dunque, sembra soffermarsi sulla superficie dei sentimenti, preferendo lasciare al lettore la lettura indiretta della profondità emotiva dei personaggi e dei fatti narrati.


Lo consigliamo a...
Lettura leggera adatta ad ogni target di età.


Le parole chiave del libro
Terremoto
spirito tintu
fascinazione
destino
superstizione
eutanasia
famiglia
vendetta