Trama
Appena terminata la Seconda Guerra mondiale, Juliet, una giovane scrittrice di 32 anni, si butta su una nuova impresa letteraria. Incuriosita da una missiva ricevuta, scopre su un’isola della Manica un gruppo di persone nato durante l’Occupazione tedesca che, segretamente, si ritrova per parlare di libri e mangiare cibi difficili da trovare o da conservare legalmente in periodo di guerra. Ogni isolano ha caratteristiche ben definite, gusti e personalità molto differenti, che contribuiscono a dare al club un aspetto veritiero e interessante.
Tutti i personaggi ci illustrano ciò che accade durante il 1946 attraverso le lettere che scrivono, nelle quali sono narrati non solo i fatti ma anche i pensieri e i ricordi di tutti. Ricordi dolorosi della guerra non ancora alle spalle o gioiosi d’infanzia che li hanno portati ad essere dove sono oggi: sull’isola di Guernsey a scoprire il loro posto nel mondo e a ricostruirsi
La citazione degna di nota
“Magicamente siamo trasformati in un club letterario ogni volta che diamo un libro a qualcuno, ogni volta che facciamo una domanda su un libro, ogni volta che diciamo se ti è piaciuto quello, scommetto che ti piace questo. Ogniqualvolta siamo disponibili a essere deliziati e a condividere tale delizia, come fece Mary Ann, siamo parte della storia ininterrotta de Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”.
Le nostre riflessioni
Storia romantica e molto dolce che ci ha sorpresi positivamente. Avevamo bisogno di un libro che ci lasciasse speranza per il futuro e che ci facesse credere nel bene e questo ci è riuscito. Come il nostro circolo, anche questo club nasce da una necessità: nascondere un arrosto di maiale sotto l’occupazione nazista. Lentamente aumentano i vari personaggi e i colpi di scena, le situazioni commoventi ma anche quelle divertenti. A quei personaggi ci si affeziona e si inizia ad intravederli nella nostra mente con le loro caricature e pensieri, persino ad anticiparne le mosse.
Al libro non manca niente, dall’ambientazione storica accuratissima, ai racconti più dolorosi, alla storia d’amore fino all’humour, è perfetto. Un romanzo scritto sotto forma di lettera che riesce a far ridere, piangere, amare, perdipiù letto in un’epoca dove le scritture “a mano” si sono ormai quasi interamente perse. Fa venire voglia di scrivere una lettera a qualcuno. La guerra è vissuta e raccontata da una prospettiva diversa dal solito: è vivissima nella memoria dei protagonisti che ricordano la fame, la miseria, le privazioni, vedono le macerie, non possiedono più qualcosa o qualcuno.
Tuttavia le autrici, zia e nipote che porta a termine la stesura, non ci lasciano con l’amaro in bocca, ci vogliono far ancora sorridere, ricominciare da capo e assaporare, oltre che deliziose torte, anche il punto di vista delle piccole vite quotidiane.
Lo consigliamo a...
Agli inguaribili romantici.
Le parole chiave del libro
Isola
scoperta
lettere
dolore
rinascita
occupazione
guerra
affetti
