Fra i viaggiatori regna la prudenza: rincari, cancellazioni, incertezze sul carburante e un contesto internazionale imprevedibile non fanno dormire sonni tranquilli. Nonostante tutto, la voglia di vacanza resta. Non c’è un crollo della domanda, osservano gli addetti ai lavori, cambia la geografia delle ferie estive.
«Crescono le prenotazioni verso mete considerate più vicine e facilmente raggiungibili, in Europa e nel Mediterraneo, con Italia ed Egitto in testa – spiega Mario Vercesi, amministratore delegato di Gattinoni Travel, gruppo con oltre 1400 agenzie di proprietà e affiliate su tutto il territorio nazionale -. Non si rinuncia, tuttavia, a vacanze a medio e lungo raggio come Sudafrica, Giappone, Maldive, Kenya e Zanzibar».
Turista fai da te
Qualche dubbio però resta: è meglio il fai da te o rivolgersi a un consulente? «Il pacchetto turistico offre un livello di tutela superiore rispetto all’acquisto di singoli servizi separati – risponde Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia -. Secondo le normative europee e italiane, quando si compra un pacchetto, l’organizzatore è responsabile dell’intera prestazione: se uno degli elementi essenziali, come il volo, viene cancellato o subisce modifiche rilevanti, il consumatore ha diritto a risolvere l’intero contratto senza penali e ottenere il rimborso di tutte le prestazioni incluse, quindi anche hotel, escursioni e trasferimenti».
Al contrario, organizzando in autonomia i vari “pezzi” della villeggiatura, ogni tassello sarà legato a una società diversa, con differenti condizioni contrattuali. In presenza di un intoppo, tutto si complica: se la tratta in aereo salta, il risarcimento dell’albergo non scatta in automatico.
Aereo a terra
Le tutele, soprattutto in Europa, ci sono. A seguito dell’annullamento del volo si ha diritto al rimborso del biglietto o alla riprogrammazione verso la destinazione finale senza costi extra e, se l’attesa si prolunga, deve essere fornita assistenza gratuita, inclusi pasti e pernottamento. Tutto questo vale anche per la mancanza di carburante.
In circostanze specifiche scatta inoltre un indennizzo da 250 a 600 euro: ad esempio quando l’aereo rimane a terra perché il prezzo del cherosene è reputato troppo caro dalla compagnia, «al passeggero spetta la compensazione se la cancellazione viene comunicata a meno di 14 giorni dalla partenza», nota Pisanò. Queste regole valgono per chi parte dall’Ue o rientra nel Vecchio Continente (in quest’ultimo caso però a bordo di un vettore comunitario).
Nelle altre situazioni, generalmente, ci sono le garanzie della Convenzione di Montreal; tuttavia, è necessario verificare le condizioni del contratto.
Assicurati o no?
Dunque, in un momento così complesso, un’assicurazione sul viaggio mette al sicuro da inconvenienti? Dipende. Dalla malattia improvvisa ai disastri naturali, una polizza può risultare utile per coprire altre evenienze rispetto a quelle già disciplinate dai regolamenti internazionali, ma occhio ai dettagli.
«È fondamentale leggere bene le condizioni, soffermandosi su cosa è coperto e cosa no – sottolinea il Centro Europeo Consumatori Italia -. È il punto più critico: sono esclusi, ad esempio, eventi prevedibili o già noti al momento della stipula, come le condizioni mediche preesistenti».
Insomma, non c’è una regola buona per tutti, poiché vanno considerate le esigenze personali e il grado di protezione. «Oggi è fondamentale privilegiare flessibilità e protezione, come biglietti e pacchetti con condizioni di modifica e cancellazione chiare, buone polizze assicurative (anche per cause di forza maggiore) e prestare attenzione alle penalità – aggiunge l’amministratore delegato di Gattinoni Travel -. Il mio consiglio è di non guardare soltanto al prezzo, ma al valore complessivo: l’assistenza prima, durante e dopo il viaggio fa una grande differenza, soprattutto nei momenti di crisi».
