Una giovane donna tutta d’oro “muove” i suoi passi sulle antiche pietre di piazza della Signoria a Firenze. È alta quasi 4 metri e appare intenta a guardare il suo telefono, quasi inconsapevole dei mostri sacri cinquecenteschi che la circondano, dal David di Michelangelo al Nettuno dell’Ammannati. Realizzata in bronzo con patina oro, l’opera è stata commissionata al celebre scultore Thomas J Price.
donna d’oro è il simbolo più eclatante della stagione primaverile ed estiva di mostre organizzate dal Museo Novecento, “Supernovecento”, che in questa stagione offrono a Firenze una miriade di opportunità di cui approfittare. «L’opera di Thomas J Price – spiega Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento e curatore di “Supernovecento” – è una figura antiretorica che non appartiene al mito. Il mondo cambia e si rinnovano i canoni estetici. Il Museo Novecento vuole dare voce alle novità più interessanti del panorama internazionale».
Intanto, altre opere di Price, dalle sembianze “afrodiscendenti”, saranno ospitate fino al 14 settembre (mentre la ragazza gigante rimarrà in piazza Signoria no all’11 giugno) anche negli spazi delle ex Leopoldine, dove dialogheranno con la collezione permanente, ma saranno pure in Palazzo Vecchio, nella sala delle Udienze, nella Sala di Lorenzo e in quella dei Gigli.
Parola alle artiste
La ragazza d’oro dà il La ad una serie di mostre al Museo Novecento in piazza Santa Maria Novella, nelle quali sono protagoniste al 90% le donne (l’eccezione è rappresentata ad aprile dall’incursione nell’arte del Novecento con la monografica su Lorenzo Bonechi, a settant’anni dalla sua nascita). «La mostra collettiva “Messaggere”, a cura di Eva Francioli e Stefania Rispoli – spiega ancora Risaliti -, è importante perché vede dialogare le artiste Chiara Baima Poma, Fatima Bianchi, Lucia Cantò, Parul Thacker e Tuli Mekondjo, in una riflessione sull’arte intesa come pratica spirituale. Sono tre italiane, un’indiana e una namibiana. La loro riflessione ci porterà molto lontano».
Ancora donne con Marion Baruch e il suo “Un passo avanti tanti dietro”, che renderà omaggio fino all’8 giugno alla po- liedrica artista rumena di Timisoara, ma cosmopolita nel messaggio che lancia. Ospitata al Museo Novecento e alla Manifattura Tabacchi, questa è la più ampia retrospettiva di Marion Baruch in un’istituzione italiana: dai primi lavori della ne degli anni Cinquanta alle collaborazioni con designer come Gavina, dalle sculture performative alla nascita di Name diffusion (nome con cui ha portato avanti diversi progetti). Ampio spazio verrà dato ai lavori in tessuto nati dall’interesse per l’uso di scarti di sartoria e residui di lavorazioni tessili.
Un giardino contro l’inquinamento
Oltre a Marion Baruch – continua Risaliti – ospitiamo una pittrice attivista di grande talento come Haley Mellin, in un dialogo tra generazioni che abbraccia il Novecento e culture diverse fra Italia, Europa, Africa e Asia». A giugno infatti si realizzerà il progetto legato all’emergenza climatica e alla so- stenibilità dell’artista americana. “Re-wild Museum” ( fino a novembre) trasformerà il chiostro del Museo in un giardino permanente, un’oasi verde con piante native nel cuore dell’ex convento, pensata per compensare le emissioni di CO₂ del museo e «per restituire alla comunità un giardino sul modello di quello dei secoli passati – dice Risaliti -.
Le sale ospiteranno inoltre la prima mostra personale di Mellin in Italia, fra dipinti e disegni, realizzati con un’immersione totale nelle foreste che con il suo attivismo vuole preservare dalla distruzione. Siamo orgogliosi di ospitare le opere di Haley. È una land conservator, un’attivista e una stupefacente pittrice che non imita la natura, quando dipinge en plein air nel cuore di foreste amazzoniche, ma si fa tutt’uno con essa». Donne, spiritualità, natura e impegno sociale. L’arte ci parla. Ascoltiamola.
Per il Museo Novecento e i Musei Civici Fiorentini i soci di Unicoop Firenze possono usufruire dell’offerta 2X1 (due biglietti al prezzo di uno).
Per informazioni: museonovecento.it