Innamorati in ….Toscana

Alcuni luoghi simbolo da visitare in occasione della festa degli innamorati di ogni età

Le pinete intorno Viareggio

Vagando senza meta, da veri innamorati, potremmo cominciare con una passeggiata nelle pinete intorno a Viareggio, teatro delle gesta di Gabriele d’Annunzio. Si dice che il poeta andasse a cavallo in costume adamitico fra i pini versiliesi e che sulla spiaggia, vestito di un gran tunicone con cui riparava se stesso e l’amata di turno, si lanciasse in amplessi per lo meno focosi.

Non c’è bisogno di imitare le gesta equine ed erotiche del Vate: basta una romantica passeggiata mano nella mano per respirare i profumi del mare d’inverno, a volte più fascinoso di quello estivo. E perché no, mentre il sole del tramonto barbaglia fra le onde, leggiamo alla nostra dolce metà La pioggia nel pineto.

Sulle rive dell’Arno pisano

A Pisa, dopo esserci incantati in piazza dei Miracoli, risaliamo l’Arno, accompagnati dalle ombre di George Byron e di Teresa Querini, giovanissima amante del poeta inglese, fino a giungere al viale delle Piagge: con i suoi alberi e i locali, piccoli e grandi, invita alla confidenza, alle parole sussurrate, in pieno relax. E se non siete innamorati potete comunque sfruttare questo luogo per fare attività fisica con i percorsi segnalati.

Montecatini Terme

Quanti affetti nascono o si consolidano a Montecatini Terme con la scusa di un salutare bicchier d’acqua. Fra le coppie celebri che hanno soggiornato qua, Grace Kelly e Ranieri di Monaco. E chissà se nascosti dietro cappelli e occhiali da sole, anche questa coppia, bella e celebre, si sarà incamminata per una tenera passeggiata, mano nella mano, cercando discrezione nel delizioso paese di Montecatini Alto, e incantandosi davanti al panorama sulla Val di Nievole indorata dal tramonto.

Firenze: dal Ponte Vecchio a piazza Santissima Annunziata

A Firenze, andiamo sul Ponte Vecchio, ma non suggelliamo il nostro amore attaccando un lucchetto alla cancellata del busto di Benvenuto Cellini, perché è vietato, anche se sicuramente il Pil si è giovato dei lucchetti venduti. Invece noi affacciamoci alla spalletta del ponte per specchiarci nell’Arno d’argento (poetica immagine di un bel tempo che fu); magari diamoci un bacetto e poi, sempre mano nella mano, andiamo a cercare angoli romantici, come la vicina e misconosciuta via del Canneto, intima e silenziosa.

Raggiungiamo piazza Santissima Annunziata, gioiello dell’architettura rinascimentale. Qui, eternato dal Giambologna, seduto su un cavallo molto paziente («sono cinque secoli che me lo porto in groppa!»), Ferdinando I dei Medici, tenerone come un hamburger, guarda verso una finestra, da sempre socchiusa, del bel Palazzo Budini Gattai. È quella dove si affacciava la donna amata dal granduca. Lei era già sposata e aveva il marito in guerra. Ma pure il Medici era sposato. Forse Ferdinando così tenerone non era.

Prato

Nella vicina Prato, a metà del XV secolo, lavorava il pittore Filippo Lippi. Era anche un frate. Lo fecero cappellano del Monastero di Santa Margherita, fra le cui suore c’era Lucrezia Buti. S’innamorarono. Lei lasciò il monastero e andò a vivere a casa di Filippo. Lo scalpore fu grande. Qualche anno dopo papa Pio II sciolse entrambi dai voti e poterono vivere il loro amore alla luce del sole.

Lui, Filippo Lippi, è uno dei maggiori pittori del Rinascimento; a Prato ha lasciato capolavori come le Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista, affrescate nella Cappella Maggiore del Duomo della città laniera. Anche se la storia destò scandalo, grande fu il frutto di quell’amore: il figlio Filippino. Talis pater talis filius, il rampollo divenne anche lui pittore, anche lui creatore di capolavori, come gli affreschi della Cappella di Filippo Strozzi in Santa Maria Novella a Firenze.

Le colline del Chianti

Non possiamo che amare Montefioralle, paesino-bomboniera che sta nel palmo di una mano. Si trova in cima a una collinetta, vicino a Greve in Chianti. Tutto in pietra, ha una sola strada dove si aprono alcuni affacci sulla magica campagna circostante, qua coltivata a vigne e olivi. Tacito, il paese invita al silenzio: senza parole, ma senza imbarazzi, come fra due innamorati.

L’Albero dell’Amore di Lucignano

Lucignano, borgo medievale a pianta circolare, che si affaccia sulla Valdichiana, è caro a chi ama: nel Museo Comunale è custodito l’Albero dell’Amore, capolavoro gotico di arte orafa, realizzato con cristalli, corallo e smalti. Ci vollero 121 anni per finirlo, e tanta pazienza ed entusiasmo. Come nell’amore. Molte coppie, mano nella mano, vengono a stupirsi davanti a tale opera e anche, e soprattutto, a suggellare le loro promesse di fedeltà.

Siena e dintorni

Vagando per le stradine di Pienza, capita di ritrovarsi in alcuni vicoli dai nomi evocativi: via della Fortuna, via dell’Amore, via del Bacio. Abbandoniamoci all’incanto nell’atmosfera di questa cittadina, scelta, non a caso, da Zeffirelli per ambientarvi Romeo e Giulietta, la più grande storia d’amore mai narrata.

«Ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fe’, disfecemi Maremma». È tragica e misteriosa la storia di Pia de’ Tolomei, che Dante eternò nel Purgatorio: la dolce ragazza senese, forse innamorata di un uomo gentile, fu uccisa dal marito malpensante e violento. Venendo dalla città del Palio, poco dopo il paese di Rosia, sul fiume omonimo, ecco il ponte a lei dedicato. Di origine romana, ha un’unica elegante arcata. Si fa presto a vederlo: è proprio lungo la strada. Si dice che Pia l’abbia attraversato per il viaggio in Maremma dove trovò la morte.

Bastano pochi chilometri e scacciamo la tristezza fra le arcate gotiche dell’Abbazia di San Galgano dove il pavimento è un prato verde e per tetto il cielo. Un’atmosfera magica. E allora, mano nella mano, sgraniamo pure gli occhi e lasciamo che le bocche si socchiudano nello stupore.

Le terme di Saturnia

Inoltriamoci in Maremma, fino a Saturnia. Dopo aver visitato la città dalle antiche memorie, come la porta Romana sulla via Clodia, qui con il basolato ancora intatto, potremmo concederci una pausa di relax e salute alle locali terme. E, perché no, un bagno in una delle vasche naturali formate dalle spettacolari Cascate del Molino. L’acqua è calda anche d’inverno e invita a restare a mollo. Mano nella mano?

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