Quando all’interno di una famiglia i genitori si separano, non sono solo i coniugi a vivere un cambiamento: tutto il nucleo familiare viene coinvolto sia sul piano organizzativo sia su quello emotivo. La separazione è un processo che richiede un adattamento da parte di tutti, anche dei figli, che ne sono inevitabilmente coinvolti e che devono affrontare i cambiamenti legati alla nuova organizzazione familiare. Ne abbiamo parlato con Alessandra Bettini, psicologa psicoterapeuta della Psicologia ospedaliera pediatrica dell’Aou Meyer Irccs.
Come mitigare gli effetti di una separazione?
Gli effetti della separazione sui figli non dipendono solo dall’evento in sé, ma da una serie di fattori sociali, economici, legali e psicologici che possono amplificare o attenuare lo stress connesso a questa esperienza. L’età e il livello di sviluppo emotivo del bambino giocano un ruolo fondamentale, così come il clima affettivo presente prima, durante e dopo la separazione, sia fra i genitori sia nella relazione genitori-figli.
I figli di genitori separati sono emotivamente più esposti?
È importante ricordare che i figli di genitori separati non sono, di per sé, più a rischio di difficoltà emotive rispetto ad altri bambini: ciò che incide maggiormente sul loro benessere è l’esposizione a un conflitto genitoriale intenso e protratto nel tempo. In questo senso, una separazione può persino rappresentare una scelta protettiva, se pone fine a una situazione di forte tensione e se i genitori riescono a costruire nuove modalità collaborative, limitando il coinvolgimento dei figli nei conflitti ed evitando un loro uso strumentale (ad esempio come messaggeri o alleati). È altrettanto importante evitare di parlare negativamente dell’altro genitore e non caricare i figli di preoccupazioni economiche o legali legate alla separazione. I bambini hanno diritto di restare bambini.
Come parlare ai bambini della scelta di separarsi?
Comunicare ai figli la decisione di separarsi è un momento delicato. È preferibile farlo quando la scelta è definitiva e i cambiamenti organizzativi sono imminenti, così da ridurre l’incertezza legata a situazioni sospese. Le parole devono essere adeguate all’età e al livello di sviluppo dei bambini e, quando possibile, è importante che siano entrambi i genitori a parlarne insieme. Rassicurare i figli sul fatto che continueranno a essere amati da entrambi e che non hanno alcuna responsabilità per ciò che sta accadendo è fondamentale. Ovviamente, non sempre è facile trovare le parole giuste: in caso di bisogno, può essere utile rivolgersi a professionisti competenti. Ricordiamo che, anche se la coppia può non essere più tale, i singoli rimarranno sempre i genitori di quel bambino.
Quali le reazioni possibili?
I figli hanno bisogno di tempo per elaborare il cambiamento. Possono emergere tristezza, rabbia, confusione o regressioni temporanee. È importante accogliere queste emozioni senza minimizzarle, mantenere routine prevedibili e offrire ascolto e presenza. I bambini devono sentire che, nonostante la nuova organizzazione familiare, nel cuore e nella mente di ciascun genitore c’è sempre per loro un posto sicuro.
Come presentare nuove figure o una famiglia allargata?
L’ingresso di nuovi partner o di una famiglia allargata va introdotto con gradualità. Forzare i tempi o aspettarsi legami immediati può mettere in difficoltà i bambini. È fondamentale rispettare i loro ritmi, chiarire i ruoli e permettere che le relazioni si costruiscano nel tempo, senza l’intento di sostituire le figure genitoriali.
Diritti dei bambini
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha redatto un testo guida che afferma il diritto dei figli a: continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e a mantenere i propri affetti; continuare a essere figli e a vivere pienamente la propria età; essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori; essere ascoltati ed esprimere i propri sentimenti; non subire pressioni da parte dei genitori o dei parenti; vedere condivise da entrambi i genitori le scelte che li riguardano; non essere coinvolti nei conflitti fra i genitori; veder rispettati i propri tempi; essere preservati dalle questioni economiche; ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.
Articolo in collaborazione con Aou Meyer Irccs
