Attenti alle unghie: come riconoscere e curare le onicomicosi

Una delle più comuni malattie delle unghie, generalmente causate da funghi, e la loro frequenza sta aumentando sensibilmente in tutti i Paesi del mondo. Come trattarle.

Con l’arrivo dell’estate i nostri piedi finalmente si scoprono. Anche se, talvolta, possiamo avere dei piccoli timori per la presenza di alcuni inestetismi. Sono molte, infatti, le pubblicità che parlano del problema delle onicomicosi e dei suoi rimedi. Cerchiamo di capirne di più con la consulenza del professor Giuliano Zuccati e di Irene Lastrucci, specialisti in Dermatologia.

Cosa sono?
Sono una delle più comuni malattie delle unghie, generalmente causate da funghi, e la loro frequenza sta aumentando sensibilmente in tutti i Paesi del mondo. Le unghie più colpite sono quelle dei piedi, soprattutto quelle degli alluci. L’infezione è rara nei bambini e la sua incidenza aumenta progressivamente con l’età fino a raggiungere una prevalenza del 20% tra i 40 e i 60 anni. Questa patologia può interferire sia con lo svolgimento delle attività quotidiane che con i rapporti interpersonali. È quindi importante che il medico le riconosca precocemente e utilizzi le numerose armi terapeutiche di cui oggi disponiamo.

Come si fa la diagnosi?
Si deve verificare la presenza del fungo o meno, con l’esame microscopico diretto e con l’esame colturale del materiale, prelevando piccoli frammenti della lamina e del solco sottoungueale. Solo in rari casi si ricorre alla biopsia di un frammento di unghia. Questi esami servono per distinguerla dalle altre malattie cutanee che procurano alterazioni delle unghie, come la psoriasi.

Quali sono le terapie per l’onicomicosi?
Quella topica è il trattamento ideale, poiché non ha effetti avversi né interazioni con altri farmaci, ma il suo utilizzo è valido per quelle di minore entità clinica. Quelle maggiormente utilizzate sono: Ciclipirox all’8%, Amorolfina al 5%, Tioconazolo al 28%. La formulazione in smalto/lacca trasparente permette la distribuzione del medicamento sull’intera unghia e consente al principio attivo di restare a contatto per un lungo periodo di tempo a una concentrazione efficace. La terapia locale deve durare almeno 6-12 mesi. Se l’unghia è molto compromessa dalla malattia, è necessaria la somministrazione di antimicotici sistemici.

Si può prevenire?
È opportuno seguire alcune indicazioni di buon senso per prevenire l’insorgenza delle onicomicosi, ad esempio mantenere le unghie corte e pulite, evitare traumi e contatti con sostanze irritanti, usare calze di cotone e scarpe non occlusive e cercare di mantenere i piedi asciutti, indossare ciabatte se si usano docce e servizi igienici comuni, frequentare solo pedicure e manicure che usano strumenti a perdere o sterili.

Gli smalti curativi che coprono le lesioni vanno bene?
Quelli trasparenti permettono di vedere l’evolversi della malattia e quindi sono da preferire.

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