Una madeleine, come il celebre dolcetto descritto da Proust in Alla ricerca del tempo perduto: un sapore capace di portarci indietro nel tempo, sprigionare un’emozione, ricondurci a un luogo e a un affetto. Ogni famiglia, ogni persona ha il suo cibo del cuore e raccontarlo significa comporre le tessere di una storia collettiva saporita e profumata.
Sono proprio le “Storie a tavola” il tema del concorso di Coop che, dal 15 luglio al 30 agosto, ha invitato soci e consumatori a proporre racconti, aneddoti, ricette che rappresentano un cibo connesso a un momento della propria vita o alla storia d’Italia, di ieri, di oggi o magari anche di domani.
Un patrimonio di tutti
“Storie a tavola” è un modo per leggere il rapporto che lega gli italiani al cibo come valore, creando un archivio sentimentale della nostra cucina, riconosciuta Patrimonio Unesco alla fine del 2025 proprio per il suo portato culturale e sociale fatto di condivisione, e profondamente intrecciata ai costumi, ai paesaggi, alle comunità, in una parola alla storia del nostro Paese.
Della giuria del concorso fanno parte lo scrittore, divulgatore e agronomo Antonio Pascale, la direttrice Comunicazione di Coop Italia Sara Taschera e Carla Coccolo, responsabile relazioni esterne e partnership di Slow Food.
I tre elaborati più originali verranno svelati in occasione di “Terra Madre-Salone del Gusto” di Torino, di cui Coop è partner, e i premiati vinceranno l’ospitalità nella tre giorni conclusiva della manifestazione, dal 24 al 27 settembre.
Chiacchiere appetitose: dopo il concorso il vodcast
Le “Storie a tavola” sono parte del progetto Coop “La Tavola del Tempo”, che prevede anche un video-podcast (vodcast) on air dal 10 settembre fino a metà ottobre sulla piattaforma OnePodcast e su Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, YouTube.
In sei puntate e altrettante conversazioni di circa mezz’ora – naturalmente, a tavola – con esperti e cultori di cibo, la storia d’Italia dal dopoguerra si intreccia con il carrello degli italiani e con il ruolo svolto da Coop nell’intercettare i bisogni e spesso anticipare i cambiamenti.
A guidare il racconto è la giornalista radiofonica Chiara Galeazzi che dialoga volta per volta con Antonio Pascale, Camilla Baresani e Tessa Gelisio – quest’ultime giornaliste che si occupano a vario titolo di cibo e di costume sociale -, la chef esperta di cucina ambientale Chiara Pavan, Paolo Vizzari, che si autodefinisce “un narratore della cucina”, e l’antropologo Marino Niola.
Maccherone, me te magno!
Il punto di osservazione è il cibo attraverso i decenni fino ai giorni nostri, con una proiezione sul domani. Raccontando ciò che si serve a tavola per riflettere anche su tutto ciò che accade intorno: le trasformazioni della società, delle famiglie, dei consumi e delle idee.
Un percorso in cui Coop ha via via interpretato e spesso guidato il cambiamento attraverso i suoi prodotti a marchio: dagli ingredienti popolari e nutrienti che sfamano l’Italia del dopoguerra come la pasta e l’olio – quel maccherone che Alberto Sordi assaltava al grido «M’hai provocato e io me te magno» – per passare agli anni ‘60 con i primi consumi di massa consacrati da Carosello, quando il supermercato diventa simbolo della modernizzazione.
Poi i “favolosi” e ottimisti anni ‘80, e i ‘90 con la nuova consapevolezza del consumo critico e la linea dei “Prodotti con Amore” che lanciavano la carne senza anabolizzanti e la tracciabilità di filiera. Tappa dopo tappa, fino alla crisi del 2008 e al tentativo delle famiglie di risparmiare sulla spesa. Ancora un decennio e si arriva ai valori di salute e sostenibilità applicati al cibo di oggi, per approdare ai cibi del futuro.
Ma non è finita…
In Toscana l’invito a raccontare le ricette e le storie del cuore prosegue anche oltre settembre. Anzi, da ottobre vede nuovi attori intorno alla tavola: Luisanna Messeri, volto e mente del cibo di casa nostra, incontrerà quei soci di Unicoop Firenze che saranno pronti a confidare i propri “segreti” in cucina fra memoria, affetti e sapori. Si costituirà così la versione toscana dell’archivio sentimentale della cucina nazionale, che sarà poi messo a disposizione di tutti.
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130 candeline
Concorso e podcast definiscono un itinerario tra storia e costume che “apre” le iniziative per i 130 anni di vita del prodotto a marchio Coop: il primo nacque alla fine del 1896 a Milano, quando l’Unione Cooperativa Milanese produsse un panettone confezionato.
