Le virtù della frutta esotica

Frutto della passione, alchechengi, rambutan, carambola e pomelo: buoni e sani

Curiosi ai nostri occhi ma ricchissimi di proprietà nutritive fondamentali

A Natale la frutta nostrana è affiancata da prodotti esotici, che non molti anni fa erano ananas, datteri e frutta secca di ogni tipo che oggi si trovano e si consumano tutto l’anno, perdendo la loro caratteristica esotica e natalizia. Così come mango, papaya e avocado che sono meno usuali ma ormai entrati stabilmente sui banchi dei supermercati e sempre meno saltuariamente sulle nostre tavole.

La frutta esotica oggi

Carambola, rambutan, frutto della passione, alchechengi, pomelo e molti altri, strani e colorati, di cui non conosciamo niente, per questo spesso rimangono ornamento e non ne godiamo le qualità nutritive.

È un vero spreco, se pensiamo che sono alimenti salutari, ricchi di antiossidanti e vitamine, magari da aggiungere a macedonie o insalate, utili per alternare i pasti decisamente molto ricchi di calorie, tipici delle feste natalizie. Il processo di conoscenza può partire dall’etichetta dei prodotti confezionati o dal cartellino di vendita degli sfusi, dove è sempre indicata, per legge, l’origine. L’Italia importa frutti esotici soprattutto da Costarica, Ecuador, Colombia, Perù, Brasile, Sudafrica, Costa d’Avorio, Israele e Cina.

Il metodo di trasporto è un’indicazione facoltativa, anche se la maggioranza arriva per via aerea, così da garantire che in 3-4 giorni il prodotto arrivi alla vendita, mantenendo gusto e qualità adeguati. I modi d’uso e di conservazione sono spesso indicati per aiutare il consumatore, pur non essendo obbligatori.

Frutto della passione

Esistono le varietà Granadilla, a buccia gialla, e Maracujá, a buccia viola; si mangia l’interno gelatinoso, sia fresco che cotto, in salse e confetture. Ricco di acqua, vitamine A e C, apporta meno di 90 Cal/100 g.

Alchechengi

Cresce spontaneo anche in Italia, sotto i 1000 metri. Il nome Alchechengi significa lanterna cinese, perché la bacca è avvolta da membrana arancione, che quando si secca indica che è il momento giusto per mangiarlo. Contiene più vitamina C del limone e poche calorie: 60/100 g. Appartiene alla famiglia delle Solanacee, quindi attenzione per coloro che non possono mangiare pomodori o melanzane.

Rambutan

Il nome significa massa di capelli, perché il guscio è come un riccio con gli aculei appassiti. Il rambutan Ha gusto dolce e leggermente acidulo. Ricco di niacina (fondamentale per la respirazione delle cellule), vitamina C e potassio, contiene fibre solubili che nell’intestino formano un gel che favorisce il transito intestinale.

Carambola

È chiamato frutto stella, perché se tagliato sembra una stella a cinque punte. Usata per decorazioni, ne esistono varietà dolci e acide. Queste ultime, poco reperibili sui nostri mercati, sono più piccole, con un più alto contenuto di acido ossalico (non indicate per chi soffre di reni). In Europa si trova soprattutto la carambola dolce, dal gusto a metà tra l’uva, l’arancia e l’ananas. È ricca di sostanze antiossidanti (fenoli e flavonoidi), di potassio e di vitamina C, mentre è povera di zuccheri.

Pomelo

È un agrume antico, una delle specie da cui derivano cedri, pompelmi e mandarini. Si contano decine di varietà pregiate, alcune dolci (a polpa chiara), altre acide (a polpa rosa o rossa). Originario dell’estremo Oriente, si coltiva in California e Israele, ma anche in Corsica e in Liguria, dove è chiamato sciaddocco. Il pomelo è davvero poco calorico, con 35 Cal/100 g; ricco di acido folico, vitamina C e potassio. Per essere consumati, gli spicchi devono essere privati della buccia che li ricopre.

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