Cinque domande sul mirtillo gigante

Frutto dalla forma leggermente schiacciata e dal colore blu chiaro, croccante e dal sapore delicato, ha un giusto equilibrio fra dolce e acidulo

Cos’è?

È soprannominato gigante perché le sue bacche superano per grandezza i “cugini” selvatici del sottobosco: il mirtillo della varietà Duke può arrivare ad avere la dimensione della punta di un dito. Prima di tutto è bello a vedersi, con frutti brillanti dalla forma sferica leggermente schiacciata e un colore blu chiaro, ma conquista anche il palato.

È croccante e ha un sapore delicato, caratterizzato da un giusto equilibrio fra dolce e acidulo. La coltivazione di questa pianta è piuttosto diffusa visto che, rispetto alle altre varietà di mirtilli (ne esistono circa 130), pur fiorendo tardi, ha una maturazione precoce. Insomma, un frutto di un certo calibro, è proprio il caso di dirlo.

Da dove viene?

Il mirtillo Duke è detto anche americano: le sue origini ci portano infatti Oltreoceano, nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove cresce spontaneamente. Negli ultimi quarant’anni questa varietà si è diffusa in tutto il mondo, perché ben si adatta ai climi temperati e continentali, con una buona resistenza sia al freddo dell’inverno che alla calura estiva. Viene coltivato pure in Italia, dove rappresenta circa i tre quarti della produzione nazionale di mirtilli e si raccoglie, a seconda della zona, da primavera fino alla tarda estate. I consumatori sono sempre più ghiotti di questo frutto di bosco: solo l’anno scorso le vendite nel Belpaese sono aumentate del 40%, rispetto all’anno precedente.

Fa bene?

Un gigante per dimensioni e un colosso per proprietà nutrizionali. Il mirtillo viene annoverato tra i “super-cibi”, in quanto è una miniera di elementi preziosi per la salute. La pianta e le bacche, conosciute fin dall’antichità e studiate oggigiorno per gli effetti benefici, sono alla base di innumerevoli preparati, con effetti astringenti, rinfrescanti, diuretici e antiossidanti. Il segno particolare è la presenza di antociani, pigmenti vegetali a cui si deve la colorazione della buccia, che svolgono un’azione contro l’invecchiamento cellulare e hanno funzioni antinfiammatorie e vasodilatatorie, aiutando la microcircolazione. I frutti, inoltre, sono ricchi di vitamine A e C.

Come si mangia?

Aggiunto alla macedonia, trasformato in gustose conserve o protagonista di bevande salutari grazie agli estrattori di succo. E ancora utilizzato come “ciliegina” sulla torta o addirittura abbinato ad arrosti di carne e piatti di pesce. In cucina gli usi di questo frutto sono infiniti. Attenzione però alla conservazione: ok al frigo, ma non mettetelo nel cassetto della verdura in basso, dove circola poca aria. Fra le ricette più semplici e sfiziose, ne consigliamo una adatta alla stagione calda: i ghiaccioli, da creare unendo i mirtilli, cotti in acqua e zucchero e poi frullati, allo yogurt bianco. Saranno sufficienti degli stampini da mettere nel congelatore per ottenere uno spuntino diverso dal solito, anche nel colore.

Dove si trova?

In Toscana questo tipo di mirtillo viene coltivato principalmente nel grossetano, dal nord della provincia a Castiglione della Pescaia fino al parco regionale della Maremma, nei pressi di Alberese. Il clou della raccolta, fatta rigorosamente a mano per non danneggiare le preziose bacche, si concentra durante il mese di giugno, per poi continuare fino a metà luglio. I “giganti” toscani arrivano sui banchi dei Coop.fi in vaschette da 250 grammi o – nel momento di maggiore produzione – nel formato famiglia da 500 grammi. Agosto invece è il mese dei mirtilli neri di montagna dell’Appennino pistoiese, frutti più piccoli, di cui sono disponibili minori quantità, solo in alcuni punti vendita.

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