Sole sì, ma con cautela

Con l’arrivo dell’estate e il sole che torna a splendere, nasce la voglia di conquistare quel colorito dorato che ci regala un aspetto di buona salute. Ma è fondamentale prendere le giuste precauzioni per proteggere la pelle, perché un nemico silenzioso si nasconde dietro i raggi del sole: il melanoma. Questo tipo di tumore è una vera emergenza, soprattutto nelle località della costa: a Livorno l’incidenza è la più alta d’Italia, e pari a quella del Queensland in Australia.

Nel 2024 sono stati identificati 400 casi. Insieme all’Intergruppo Melanoma Italiano (Imi), associazione scientifica per la ricerca e la cura di questo tumore, e in collaborazione con Ispro e Regione Toscana, Unicoop Firenze promuove una campagna di prevenzione.

Vincenzo De Giorgi, dermatologo dell’Azienda Usl Toscana Centro di Firenze e segretario dell’Intergruppo Melanoma, spiega quali sono i fattori di rischio più comuni: «L’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto quando è intermittente, ma intensa, scottature ripetute in età infantile o adolescenziale, uso di lampade o lettini abbronzanti».

Esiste una predisposizione?

Nella malattia incidono anche altri fattori, come il fototipo chiaro, quindi pelle, occhi e capelli chiari, la presenza di molti nei, la familiarità per melanoma, un precedente melanoma o altri tumori cutanei e, in alcuni casi, condizioni di immunodepressione. In sintesi, il rischio nasce dall’incontro fra predisposizione individuale e danno solare accumulato nel tempo. La pelle ha memoria e i danni accumulati nel tempo possono presentare il conto anche dopo molti anni.

Come si può riconoscere un melanoma?

Il primo campanello d’allarme, soprattutto in età adulta, è un cambiamento sulla pelle. Un neo che modifica forma, colore o dimensioni, che prude, sanguina, si arrossa, oppure una nuova macchia, che compare e appare diversa dalle altre, meritano attenzione. La regola “abcde” ci aiuta: asimmetria, bordi irregolari, colore non uniforme, dimensioni in aumento, evoluzione nel tempo. Ma c’è anche un criterio molto semplice: osservare quel neo che “stona”, che non assomiglia agli altri. Se qualcosa cambia, prudenza vuole che venga controllato dal dermatologo.

Ci sono strategie per prevenirlo?

Esporsi al sole con buon senso, evitare le ore più calde, usare una protezione solare alta e riapplicarla con regolarità, indossare cappello, occhiali e, quando serve, indumenti protettivi. E poi c’è una regola che oggi dobbiamo ribadire con forza: evitare le lampade abbronzanti. Proteggere la pelle non significa rinunciare all’estate, ma viverla in modo più intelligente. E insegnarlo ai bambini è ancora più importante, perché molte delle scottature che pesano sul rischio futuro avvengono proprio nei primi anni di vita.

Qual è l’importanza di una diagnosi precoce?

È fondamentale. Quando il melanoma viene scoperto nelle fasi iniziali, nella maggior parte dei casi può essere curato con successo, spesso con il solo intervento chirurgico. Questo significa aumentare moltissimo le possibilità di guarigione e ridurre il rischio che la malattia si diffonda. Per questo conoscere la propria pelle, osservarla periodicamente e sottoporsi a controlli dermatologici è un atto di prevenzione prezioso. Arrivare presto fa davvero la differenza.

Quali sono le novità nella ricerca e nella cura del melanoma?

Negli ultimi anni il melanoma è stato uno dei campi in cui abbiamo visto i progressi più importanti dell’oncologia. L’immunoterapia e le terapie mirate hanno cambiato radicalmente la cura delle forme avanzate, aprendo prospettive impensabili fino a poco tempo fa. Oggi la ricerca si sta muovendo verso cure sempre più personalizzate, trattamenti impiegati anche prima dell’intervento in casi selezionati e strumenti diagnostici più sofisticati.

Anche l’intelligenza artificiale potrà dare un aiuto nella lettura delle immagini e nell’individuazione precoce delle lesioni sospette. Il messaggio, però, resta chiaro: la ricerca corre, ma la prima arma continua a essere la diagnosi precoce.

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