La piramide alimentare capovolta: una rivoluzione nutrizionale o un passo indietro? Gli Usa hanno proposto una nuova piramide alimentare invertita, che pone le proteine al vertice e i cereali integrali alla base, suscitando dibattiti e preoccupazioni nella comunità scientifica internazionale.
Ma quali sono le principali motivazioni dietro la scelta americana?
«Il più importante motivo è legato al fatto che la popolazione degli Usa – spiega l’endocrinologo Carlo Maria Rotella – mangia prevalentemente alimenti pronti e ultraprocessati, per circa il 60% dell’energia consumata, oltre zuccheri aggiunti in quantità molto elevate. Zuccheri che non sono imputabili alle sole bevande, ma anche al fatto che i prodotti a base di carboidrati complessi distribuiti dall’industria alimentare contengono zucchero in misura più consistente di quelli commercializzati in Europa. Le Linee guida vorrebbero far ritornare gli americani a un’alimentazione più vicina a quella di 70 anni fa. La rappresentazione grafica in forma di piramide rovesciata presenta però molte difficoltà di interpretazione, perché al vertice vengono messi proteine, latticini e grassi accanto a frutta e verdura e più sotto i carboidrati complessi che vengono accostati a frutta fresca e frutta secca».
Quali sono i rischi di una dieta con più grassi saturi e meno cereali integrali?
Al contrario di quanto affermato nel documento americano, esiste un’imponente evidenza scientifica, rappresentata da lavori pubblicati osservando popolazioni di diversi Paesi, che questa dieta aumenti i livelli delle cosiddette lipoproteine “cattive” (le Ldl) che si depositano sulla membrana interna delle arterie formando delle placche aterosclerotiche che, nel tempo, tendono a ostruire le arterie. Queste placche sono la causa più importante di infarto del miocardio e di ictus ischemico.
Mangiando più proteine cosa succede?
Un aumento eccessivo e prolungato dell’apporto proteico nella dieta, specie se proveniente soprattutto da proteine animali, porta all’affaticamento dei reni e del fegato, con rischi cardiovascolari e aterosclerosi, problemi gastrointestinali, aumento di peso (se il consumo è superiore al 30% dell’energia giornaliera).
La nuova piramide ridurrà l’obesità così dilagante negli Usa?
Benché contenga alcune raccomandazioni positive, quali l’aumento di frutta e verdura, la riduzione degli zuccheri aggiunti e del sale, la limitazione degli alimenti processati, invitando a cucinare i pasti a casa con ingredienti semplici, non si fa attenzione al bilancio calorico, indicando le dosi raccomandate per ogni alimento, né si specifica mai l’importanza della attività fisica che regola il consumo di calorie quotidiano. In poche parole, non si parla proprio di obesità.
Quali sono i benefici dei cereali integrali e dei grassi vegetali come l’olio d’oliva?
Sono alla base della dieta mediterranea descritta da Angel Keys nel 1975, dopo aver studiato la popolazione del Cilento. In quell’area individuò un modello alimentare frugale costituito dai prodotti dell’agricoltura della zona: vegetali, poca carne e come unico condimento l’olio d’oliva. In quella popolazione l’incidenza di malattie cardiovascolari era bassissima e si osservava un’alta aspettativa di vita.
Ci saranno dei cambiamenti nelle linee guida italiane?
Mi auguro di no. La Società italiana di nutrizione umana (Sinu), in un documento di analisi delle linee guida statunitensi, ha espresso preoccupazione per il rischio della diffusione mediatica della piramide alimentare capovolta, senza un’adeguata revisione critica.
