Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.
logo Informatore
Home Blog Letture in Circolo Un gentiluomo a Mosca
Un gentiluomo a Mosca

Un gentiluomo a Mosca

Autore Amor Towles

Casa editrice Neri Pozza, 2017

Pagine 560

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il Conte Aleksandr Il’ic Rostov è costretto a vivere rinchiuso all’interno del maestoso hotel moscovita Metropol dal 21/06/1922, perché riconosciuto colpevole di essersi “arreso alle corruzioni della propria classe sociale”; si è salvato solo per le sue doti di poeta ma fa parte di quella società condannata dalla Rivoluzione d’Ottobre e perciò viene relegato ai margini.

Attraverso i suoi occhi assistiamo agli eventi storici della prima metà del ‘900 in Russia. La pena della segregazione forzata, ma anche privilegiata e confortevole, terminerà solo nel 1954, quando il Conte riuscirà a fuggire grazie alle sue notevolissime doti di astuzia e conoscenza umana e psicologica dei fatti e delle persone.

In questi 32 anni, il protagonista incontra numerosi personaggi e da tutti cerca di trarre il meglio: figura di spicco è Nina Kulikova, figlia di un burocrate ucraino vedovo, che fin da bambina avvolge il Conte in un’atmosfera di entusiasmo, vivacità e allo stesso tempo di responsabilità e correttezza. Nina diventa la principale amica del Conte e con lui gioca, sperimenta, impara e contemporaneamente gli apre nuovi orizzonti.

E da Nina erompe l’altra figura chiave del racconto, la piccola Sofja, di cui in maniera sempre più vivace conosciamo le vicende e le inclinazioni, fino a diventare l’oggetto principale dell’affetto del Conte, insieme alla vulcanica e imprevedibile Anna Urbanova, figura irrequieta e di grande spessore morale, che ritorna a più riprese nel racconto e verso cui la storia inclina sensibilmente sempre di più.

Le nostre riflessioni

Il romanzo è stato ritenuto dai più interessante e raffinato. Anche se la storia si svolge tutta quanta in un hotel è risultata comunque coinvolgente e addirittura si evolve come un racconto epico, che prende di mira le grandi trasformazioni storiche e sociali della prima metà del ‘900 nell’Unione Sovietica.

I fatti narrati nel romanzo fanno eco alle vicissitudini della storia russa di quel tempo e ne riecheggiano perfettamente il clima e i modi: il conformismo, la delazione, il sospetto, le istituzioni farraginose, l’avvicendarsi degli uomini forti al potere.

Il Conte Rostov è un uomo colto, arguto, nobile d’animo e resiliente, con cui il lettore entra facilmente in empatia. Viene ben descritto dall’autore, con uno stile elegante, ironico, leggero e pieno di colte divagazioni e se a volte può apparire come una persona fuori dal tempo, che con l’andare degli anni perde anche la conoscenza dei progressi fatti nella società civile e dei cambiamenti importanti che si sono verificati (es. la gratuità degli ospedali), sicuramente non smarrisce mai il senso più intimo delle cose e la consapevolezza della mentalità russa.

Abbiamo notato con piacere una forte corrispondenza tra il protagonista e l’ambiente sociale che lo circonda e una profonda consonanza con la narrazione corrente che di quel periodo storico comunemente si dà e questo ci ha sorpreso, trattandosi di un autore non russo, ma americano.

Towles delinea perfettamente, con scrittura elegante e sapiente, il lato psicologico dei vari personaggi e in primis quello del Conte stesso, uomo cortese, profondamente gentile e sensibile, che non recrimina mai, non si lamenta, ma riesce a governare le circostanze, senza lasciarsene dominare. A qualcuno di noi il libro ha ricordato la forza trascinante di “Resurrezione” di Tolstoj.

Particolarmente bello è stato ritenuto il rapporto del protagonista con le bambine, soprattutto Sofja, con i giochi mai banali che i due riescono a intavolare nell’albergo e al ristorante.

Alcuni però si sono lamentati della eccessiva lunghezza delle prime pagine, che scorrono in assenza di accadimenti significativi e perciò stesso hanno abbandonato la lettura, ritenendola eccessivamente noiosa, mentre altri hanno evidenziato come la seconda parte riscatti completamente l’opera, facendone un romanzo stupendo.

Lo consigliamo a...

A tutti, in particolare a chi vuole conoscere dal di dentro la storia della Russia nella prima metà XX secolo.