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Trilogia della città K

Trilogia della città di K

Autore Agota Kristof

Casa editrice Einaudi, 2008

Pagine 374

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Borgo San Lorenzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

La trilogia della città di K è un romanzo che vede protagonisti due gemelli dall’infanzia fino alla loro morte. La storia inizia durante un periodo di guerra, in una zona non identificata di un paese del blocco sovietico.

I due gemelli, affidati alle cure dell’avida e crudele nonna materna, cominciano ad addestrarsi in prove di resistenza e ad avere comportamenti piuttosto estremi annotando tutto nel grande quaderno.I bambini, che parlano e ragionano all’unisono,non si scompongono per nessun fatto,saranno capaci di uccidere l’amata perpetua e ad uccidere il padre per permettere ad uno dei due di varcare di nascosto la frontiera Nei due volumi successivi vengono narrate le vite dei due fratelli ormai lontani e separati ù.

La prova vede la narrazione della vita di Lucas, rimasto nella città di K, che si prende cura di Yasmine e del figlio di lei Mathias, per poi amare la bibliotecaria Clara e concludere la sua vita in solitudine e follia La terza menzogna invece racconta la vita di Klaus, cresciuto con la madre dopo un evento tragico , condurre una vita mesta e solitaria, vivendo nel rammarico e nel confronto perenne con il fratello Lucas creduto morto e disperso.

La citazione degna di nota

Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.

Le nostre riflessioni

La prosa di Kristóf è cruda e priva di fronzoli, catturando la brutalità e la disumanità della guerra in modo straordinario. Uno stile tagliente, incredibilmente asciutto e distaccato, quasi a simboleggiare un totale annichilimento dell’Io umano.

I gemelli, spesso descritti come insensibili e cinici, diventano così dei narratori freddi che riflettono in modo onesto e spietato sul mondo che li circonda. Lo stile asciutto porta tutti gli avvenimenti sullo stesso piano.

Non c’è l’intento di far commuovere, né quello di scandalizzare: c’è una volontà dichiarata di raccontare la vita così com’è, in una disarmante trasparenza. Ritroviamo il topos letterario dei gemelli identici, inseparabili e in qualche modo connessi tra di loro nello spazio e nel tempo. Talmente connessi che nella prima parte – Il grande quaderno – si uniscono in un duplice Io narrativo per poi separarsi e diventare l’uno l’estensione dell’altro in un continuum identitario.

La bellezza di Trilogia della Città di K. di Ágota Kristof è che scioglie il confine tra realtà e menzogna creando filoni narrativi paralleli in cui il lettore si perde e cerca di trovare il bandolo della matassa per dare un senso a quello che sta leggendo. Il libro è complesso e ha diverse chiavi di lettura: ci si può ritrovare la storia di una famiglia distrutta dalla guerra; la guerra quotidiana con se stessi e con gli altri; la scoperta del mondo esterno in una sorta di romanzo di formazione dissonante.

Al lettore si lascia il compito di riflettere su quello che va a toccare le sue corde più intime e a scavare da sé l’intreccio che ha più senso per la sua storia, ad aprire – una alla volta – tutte le sliding doors.

Lo consigliamo a...

A tutti coloro che cercano una favola nera e onirica ma senza lieto fine.