Preoccupazione è la prima parola scelta dagli italiani per definire l’anno che verrà (37% del campione), che viaggia di pari passo con l’insicurezza (23%) anche se, sul finire d’anno, non manca la voglia di resistere con uno su 4 che si attacca comunque tenacemente all’ottimismo (25%), e alcuni chiamano in causa persino la curiosità e la fiducia (24%). È pur vero però che le emozioni positive sono fortemente connesse alla sfera personale e familiare; più gli italiani guardano allo scenario nazionale e internazionale più la tensione sale e ammanta di negatività le aspettative.
È così per il mercato del lavoro del territorio in cui si vive (lo vede nero il 43%, solo l’11% associa positività), il fattore sicurezza (47% negativo a fronte di un 8% positivo), l’accesso ai servizi sanitari (il 48% versus 9%) e non si fanno sconti allo stato dell’economia italiana (percezione negativa al 42% contro il 21% positiva), alle criticità generate dai cambiamenti climatici (percezione negativa al 50% contro il 20% positiva).
È l’istantanea degli italiani scattata dalle due survey dell’Ufficio Studi Coop condotte a dicembre 2025; la prima su un campione rappresentativo della popolazione italiana in collaborazione con Nomisma e la seconda tra gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto Coop.

Un’Italia delle piccole cose
In un simile contesto difficile ipotizzare un qualche dinamismo dei consumi; gli opinion leader intervistati prevedono una crescita dello 0,3% mentre l’ultima previsione Istat è più ottimistica, ma pur sempre contenuta (+0,9%). Certo gli italiani sanno di dover spendere di più, ma lo faranno quasi esclusivamente per consumi di necessità; quanti pensano di spendere di più per utenze e bollette superano di 22 punti percentuali quanti sperano di pagare meno. E questo timore di spendere di più vale anche per la salute fisica (saldo +10 punti percentuali) e il cibo domestico (+9).
Così se trasferirsi all’estero, cambiare lavoro, dedicarsi di più alla propria formazione rimangono anche nel 2026 nel cassetto dei sogni inutile pensare che possa per miracolo accennare a riprendere la natalità (solo il 12% dei 18-44enni italiani pensa di avere un figlio nei prossimi 12 mesi a fronte del 29% che lo vorrebbero ma non pensa accadrà e del 59% che non è interessato ad averne).

La casa, il luogo del cibo
E in questa Italia delle piccole cose, la casa continua ad essere il luogo del cibo. Stabile la crescita del “cucinare in casa” (7 italiani su 10 non prevedono cambiamenti nella spesa alimentare per il consumo domestico, mentre il 20% ipotizza un aumento) e perfino il delivery (la consegna a casa del cibo) torna a crescere, trascinato dalla voglia di rimanere in casa. Innovazione e più tempo tra i fornelli sono le parole chiave della tavola 2026 degli italiani, fatta di alimenti salutari, semplici, autentici.
Attenzione alla salute
Chi prevede di acquistare più cibi senza conservanti e additivi, infatti, nel 2026 supera di 21 punti percentuali chi pensa di diminuirli (+14 nel 2024); la stessa differenza è di 18 punti percentuali per i cibi senza / a ridotto contenuto di zuccheri (+13 nel 2024) e di 15 per i cibi senza / a ridotto contenuto di grassi (+12 nel 2024).
Nelle intenzioni degli italiani, verdura, frutta e pesce sono in aumento (chi prevede di acquistarne di più supera, rispettivamente, di 23, 21 e 9 punti percentuali chi pensa di ridurli), in netto contrasto con le previsioni di spesa per l’acquisto di carni rosse (-21) e salumi (-28).Esce radicalizzato il mantra degli italiani degli ultimi anni che puntano al benessere a tavola associato al principio della prevenzione come comportamento oramai acquisito.
Qualità e convenienza
Nel carrello la qualità trova il suo posto a fianco della convenienza e in questo senso si può leggere sia l’ulteriore espansione della MDD che oramai ha conquistato gli italiani (l’81% dei manager food & beverage prevede un aumento della spesa delle famiglie per alimenti e altri beni del largo consumo confezionato a Marca del Distributore) sia il rallentamento della crescita dei discount.
I sondaggi
Le previsioni 2026 sono frutto di due indagini on-line (metodologia Cawi) condotte nel mese di dicembre 2025 dall’Ufficio studi Coop e i suoi partner. La prima, “Wish List 2026”, è stata realizzata in partnership con Nomisma su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana di 18-65 anni ed ha visto la collaborazione con A21 Consulting di Mirko Veratti. La seconda, “Unwrapping 2026”, rivolta alla community del Rapporto Coop, ha visto la partecipazione di 714 opinion leader italiani (titolari e manager di aziende, rappresentanti di istituzioni pubbliche, analisti di primarie società di consulenza)
Infografiche scaricabili su www.italiani.coop
