Parola di Petronilla

Storia e cultura degli italiani a tavola, riscoperti tra le pagine di una “blogger” d’altri tempi

Quanti di voi hanno almeno una volta sentito parlare di Petronilla? Le sue ricette, antiche e casalinghe, sono tornate e ritornate di moda e, chi ancora non la conosceva, durante il lockdown, avrà forse scoperto qualche trucco del mestiere per cucinare senza forno o cuocere, ad esempio, una torta in padella, come nella ricetta di Luisanna Messeri (Torta in padella). 

Ricette e consigli che, quasi un secolo fa, Petronilla dispensava alle donne della sua epoca, in un periodo, come questo, difficile per l’Italia. Lei, passata alla storia come cuoca, era in realtà, tutt’altro: dietro il nome di Petronilla si nascondeva Amalia Moretti Foggia, nata nel 1872, borghese colta, raffinata e più volte laureata, tra le prime italiane a specializzarsi in pediatria, nonché amica di Anna Kuliscioff e di Ada Negri.

Ricette a puntate

A partire dal 1928 pubblicò, sulle pagine della Domenica del Corriere oltre 800 articoli di cucina e di economia domestica, che divennero ben presto lezioni di cucina per tante massaie che dovevano sfamare molte bocche, con poche risorse nel portafoglio, e, in dispensa, ingredienti poveri e essenziali, frutto del lavoro sulla terra o del poco rimediato per sbarcare il lunario. Proprio per questo le ricette di Petronilla non sono mai complesse, prevedono ingredienti semplici, e fanno dell’avanzo una virtù da riutilizzare. Petronilla dedica il libro “a voi che mi leggete” e già nel preambolo stringe un patto di complicità con le lettrici, ammettendo persino quella piccola cresta sulla spesa che al tempo, era forse una prassi per tante donne che non lavoravano e non avevano una loro autonomia finanziaria.

“… pur avendo, al pari di me, troppo lauto il mensile assegno maritale, vorreste ugualmente fare buona e varia, ma all’economica, la mensa per poter così, alla chetichella (senza che il marito sappia!) soddisfare anche quei certi capriccetti dei vostri figlioli adorati”.

Ingredienti e strumenti

Tra un consiglio e una ricetta, il dialogo fra Petronilla e le sue lettrici cuoche continua per tutto il libro, da cui spuntano utili dettagli e tante “istruzioni per l’uso, compresa la lista degli attrezzi indispensabili per cucinare: tra pentole, coltelli, casseruole e setacci compaiono anche la bilancia a due piatti, il fornetto di campagna (che negli ultimi anni ha avuto un grande revival), il mortaio di marmo che 100 anni fa facevano la differenza tra una cucina ed una cucina moderna. E, più di tutti, Petronilla consiglia un ingrediente necessario per la buona cucina: “… nel vostro cuore, c’è anche tanta pazienza, e tanto desiderio “di fare” e, soprattutto, tanto volere “di far bene”? Allora possedete tutto quanto il necessario per ammanire ogni piatto, da cuoca… di qualità”.

Tra piatto e piatto

Ricette di Petronilla (Le)

Il libro Le Ricette di Petronilla” adotta la suddivisione a ricettario, con capitoli dedicati alle minestre in brodo, alle minestre asciutte (pasta, riso, pasticci di pasta), minestre di magro (pesce). Prosegue poi con i piatti di pesce, di carne, di carne veloce e di verdure. Una sezione poi è dedicata ai dolci, ai dolci di frutta, alle marmellate e conserve ed ai liquori casalinghi. Ogni ricetta è introdotta da un aneddoto o da un ricordo che trasformano il ricettario in una lettura gradevole e curiosa.

E, di fronte a questa blogger anti litteram, viene da chiedersi quanto è cambiata la cucina italiana e quanto è cambiata l’Italia: la cucina oggi è altro, fatta di mille influssi, tendenze e contro sapori, dal sushi, agli stili vegani, dai super food al food delivery in vaschetta. Se il tempo ai fornelli si è ridotto di sicuro, qualcosa resta ancora attuale, ancor più in tempi di Covid: il valore del cibo come fonte di benessere e cura, di sé e degli altri. Con il sapore giusto, dentro al piatto.

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