Povertà in Toscana

Famiglie numerose, composte da giovani o stranieri. Sono i poveri assoluti, 117.000 nel 2017, quasi il doppio rispetto ai 66.000 del 2008. Presentato il 5 dicembre il rapporto Caritas sulla povertà in Toscana

Famiglie numerose, composte da giovani o stranieri. Sono i poveri assoluti, 117.000 nel 2017, quasi il doppio rispetto ai 66.000 del 2008, fotografati nel Terzo rapporto sulle povertà in Toscana presentato giovedì 5 dicembre a Firenze.

La povertà assoluta continua ad essere maggiore nelle grandi aree urbane, sulla costa e agli estremi nord e sud della regione e si declina su più dimensioni della vita. Povertà abitativa, povertà educativa, povertà relazionale sono spesso tanti aspetti della stessa situazione di difficoltà, in cui comunque la carenza alimentare continua a restare l’emergenza dominante.

L’impoverimento inizia con un evento avverso, come la perdita del lavoro, un divorzio o una malattia, che spingono la persona e il suo nucleo familiare verso una condizione di marginalità sociale a cui diventa complesso sottrarsi.

Natale insieme. Un aiuto a chi ha più bisogno

La questione lavorativa è centrale anche nell’analisi del Dossier sulle povertà nelle diocesi toscane della Caritas: fra coloro che si rivolgono ai centri di ascolto (24.060 persone nel 2018) il 68% non ha un lavoro, percentuale che sale al 75,2% fra le donne e al 73% per gli stranieri. Il 15% degli utenti che si rivolgono ai centri invece ha un lavoro, che però non gli permette di uscire dalla povertà, perché precario, sottopagato o non sufficiente a coprire le esigenze di una famiglia numerosa. Incrementano di 9 volte dal 2007 al 2018 i giovani adulti poveri, con età compresa fra 18 e 24 anni, che passano dalle 120 richieste di sostegno alla Caritas di 12 anni fa alle 1.297 dello scorso anno.

Dal punto di vista della povertà relazionale, la solitudine colpisce fortemente chi è in situazione di disagio. Se da un lato vive da solo il 24,3% delle persone che si sono rivolte alla Caritas e il 20,9% vive in una condizione di disgregazione alimentare, dall’altro il 34,6% dichiara di avere figli, condizione che fa temere che la povertà possa coinvolgere l’intero nucleo familiare, compresi i bambini, con il rischio di un perpetrarsi dell’indigenza dal padre al figlio. Uscire dalla condizione di povertà, infatti, si conferma difficile e il 36,5% degli utenti dei centri Caritas è conosciuto da almeno 6 anni. Il rischio di cronicizzazione della povertà colpisce più frequentemente le donne degli uomini (58,4% contro il 41,6%).

Se emergenza alimentare e solitudine sono due tratti caratteristici della povertà in Toscana, come evidenziato dal Rapporto regionale e dal Dossier Caritas, Natale Insieme, la nuova campagna di solidarietà della Fondazione Il Cuore si scioglie, si pone un obiettivo ambizioso e importante. Assicurare a chi ha più bisogno un pasto caldo e in compagnia per le feste natalizie può diventare l’inizio di un nuovo percorso di sostegno per molti poveri.

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