A settembre, con le vacanze alle spalle, i conti familiari spesso non tornano. In più le crisi internazionali e gli effetti dei mutamenti climatici mettono il turbo all’inflazione: sembra proprio una tempesta perfetta per i consumatori. Ma, prima di mettere mano al portafoglio, passiamo in rassegna cosa paghiamo già, perché nelle pieghe della finanza domestica possono celarsi sorprese.
Abbonamenti dimenticati
Possediamo sempre meno e ci abboniamo sempre di più. La chiamano subscription economy, modello in cui i clienti sottoscrivono una quota periodica, mensile o annuale, per accedere a un servizio: succede per seguire lo sport in tv, leggere libri digitali, guardare film online o ascoltare musica. Questi canoni, che a una prima occhiata sembrano “mini”, messi tutti in fila fanno lievitare la “bolletta virtuale”: secondo una ricerca di Mastercard, ogni italiano gestisce in media 7 abbonamenti, sborsando ogni mese 121 euro. Fatti due calcoli, oltre 1.400 euro l’anno.
Come risparmiare?
Anzitutto con una ricognizione di tutte le piattaforme attive, per capire ciò che si usa davvero. In aggiunta, è utile valutare i diversi piani proposti: quelli a buon mercato, che prevedono annunci pubblicitari; quelli più cari, ma che consentono di condividere l’accesso (e la spesa) con familiari e amici; infine, i pacchetti che comprendono differenti risorse (ad esempio video più musica).
Consiglio furbo: anziché pagare più piattaforme contemporaneamente, attivarle solo all’occorrenza, per pochi mesi.
Bollette pazze
Luce e gas rappresentano circa un quinto delle spese annuali domestiche. Chi è nel mercato libero deve rassegnarsi: guai a lasciare le bollette nel cassetto, vanno monitorate costantemente, per cogliere il momento giusto e passare a un fornitore più conveniente. La trappola spesso scatta alla scadenza dell’offerta, perché le condizioni cambiano, gli sconti svaniscono e le tariffe non sono più vantaggiose.
Come risparmiare?
Due i numeri da segnare per scegliere tra le offerte. Il primo è il prezzo dell’elettricità (euro per kilowattora) o del metano (euro per metro cubo). Può essere variabile e seguire i valori del mercato all’ingrosso oppure bloccato per più mesi, in genere dai 12 ai 36. Poi c’è la quota fissa, fatturata a prescindere dai consumi: va da circa 60 a oltre 140 euro l’anno, a seconda della società. Attenzione, infine, alle eventuali penali per recesso anticipato.
Consiglio furbo: il sito istituzionale ilportaleofferte.it permette di paragonare i diversi gestori.
Costi fantasma
Sono quei piccoli importi “invisibili” ai quali non diamo peso, che sommati assieme generano un bel gruzzoletto. È il caso delle commissioni per il pagamento delle utenze domestiche come energia, telefono e rifiuti: variano tra 0,50 e 2,50 euro per bolletta, in base al canale utilizzato.
Come risparmiare?
Per azzerarli basta attivare l’addebito sul conto corrente, spesso gratuito. E per multe, bolli e altre voci per cui non è prevista la domiciliazione? Il portale statale www.pagopa.gov.it permette di selezionare il circuito con le commissioni più basse per i pagamenti online verso la pubblica amministrazione. Ci sono infine i balzelli del conto corrente, come le commissioni per i bonifici allo sportello o il canone annuale. Se si è avvezzi alla tecnologia, i servizi bancari online consentono di risparmiare fino a un terzo.
Consiglio furbo: stop alle spese per la ricezione via posta di estratti conto e fatture, meglio il recapito gratis via email.
Un’assicurazione non vale l’altra
L’Rc auto non frena la sua corsa e nel 2025 è cresciuta del 2,5%, per un esborso medio di 438 euro. Anche in questo caso è importante confrontare le differenti assicurazioni: gli esperti consigliano di verificare i termini di rinnovo 30-45 giorni prima della scadenza.
Come risparmiare?
Che sia una compagnia online o tradizionale, non bisogna guardare solo al prezzo finale, ma soprattutto ai dettagli: cos’è coperto, quali sono i massimali (cioè l’importo massimo rimborsabile) e le esclusioni (ad esempio la guida sotto effetto di alcol). E ancora: se le garanzie aggiuntive sono aggiornate alle nostre esigenze e a quanto siamo disposti a tirare fuori di tasca nostra in caso di incidente. Le polizze, infatti, possono prevedere delle cifre fisse (franchigie) e delle percentuali (scoperti) che restano a carico dell’utente. Insomma, va trovato il giusto equilibrio. Questo vale anche per le altre assicurazioni: casa, infortuni, viaggi, ecc.
Consiglio furbo: l’installazione sul veicolo della scatola nera può abbattere l’Rc dal 10 al 25%. A volte può convenire assicurare più veicoli con la stessa compagnia.
La prudenza alla guida paga
Con la guerra nel Golfo abbiamo scucito 16,5 milioni di euro in più al giorno per il carburante, dice il Codacons. Scegliere il fai-da-te alla pompa e i distributori più convenienti – grazie alle app che monitorano i prezzi o consultando il sito ministeriale carburanti.mise.gov.it – – dà solo qualche magra consolazione.
Come risparmiare?
Guardiamo allo stile di guida: accelerate e frenate brusche, insieme alle alte velocità, fanno impennare i consumi fino al 30-40%. Anche le gomme sgonfie costano care, poiché, oltre a peggiorare aderenza e sicurezza, aumentano l’attrito e fanno “bere” all’auto dal 2 al 10% in più. L’’aria condizionata pesa mediamente per il 5-15%: aprire i finestrini incrementa la resistenza aerodinamica, tuttavia sotto gli 80 km/h resta un’opzione più economica del climatizzatore.
Consiglio furbo: al volante, un’andatura costante può far recuperare l’equivalente di un pieno al mese.
Spesa alimentare
Nonostante il caro-carrello non dia tregua, gli italiani continuano a buttare via ogni anno circa 378 euro di cibo a testa, secondo le stime. Un segnale che c’’è ancora margine per una spesa più consapevole.
Come risparmiare?
Per evitare sprechi e acquisti impulsivi stiliamo una lista ragionata della spesa, considerando le esigenze settimanali e controllando cosa c’è già in dispensa. I volantini aiutano a prendere al volo le promozioni, occhio però agli “sconti civetta”, ossia il caso di pochi articoli a cifre stracciate per attrarre i clienti in negozio: sullo scontrino medio incide soprattutto ciò che non è in promozione. Quindi è buona norma comparare le caratteristiche dei prodotti, la qualità e il prezzo al chilo o al litro e verificare la scadenza per non eccedere nelle scorte. E poi preferire frutta e verdura di stagione (costano meno delle primizie), mangiare bene sano (perché l’alimentazione si riflette sulla nostra salute) e quando possibile prediligere l’acquisto di materie prime per preparare da soli sughi, dolci, pane e manicaretti.
Consiglio furbo: mente fredda e stomaco pieno. Entrare al supermercato con la sensazione di fame spinge a riempire il carrello senza un criterio.
Curiosità
Donne e anziani i più risparmiosi
Gli italiani, tradizionalmente, sono un popolo di risparmiatori. Ancora oggi, nonostante le difficoltà. Lo conferma Fabio Picciolini, consulente credito e finanza di Adiconsum: «I titoli di Stato negli ultimi 3 anni sono in crescita, come i fondi di investimento ETF, pure questi molti sicuri». Le operazioni “compra oggi, paga domani” non sono ancora un fenomeno rilevante in Italia, dove l’indebitamento medio in questa modalità è solo di 400 euro. Allo stesso tempo, però, circa 2 milioni di nostri concittadini investono in criptoattività, un ambito rischioso e volatile. Storicamente gli anziani e le donne sono più attenti, mentre i giovani risparmiano meno. «Spesso non si ha proprio la possibilità di accantonare, perché gli stipendi o la tipologia di lavoro non lo permettono – segnala il consulente di Adiconsum –. Negli anni Sessanta la percentuale di persone che risparmiavano era del 23%, oggi siamo intorno al 7-8%».
