Chi l’avrebbe mai detto che una pianta infestante e fastidiosa come la gramigna, che di questi tempi fa impazzire gli allergici per i pollini e i giardinieri perché rovina i prati, può diventare un valido antinfiammatorio per le vie urinarie? Infatti, se dai rizomi si ricavano estratti o si fanno decotti, funziona contro cistiti, prostatiti e infezioni ricorrenti. A spiegarlo, è Fabio Firenzuoli, medico fitoterapeuta, considerato il padre della “medicina delle erbe” in Italia.
«Non sono magie da stregoni o rimedi della nonna, come qualcuno continua ad affermare – spiega -, ma realtà provate da una corposa letteratura scientifica. Le piante possono diventare farmaci e integratori, la cui capacità di prevenire malattie o curare il nostro corpo non ha nulla di inventato». La fitoterapia, racconta Firenzuoli nel libro L’odore della camomilla (Le lettere) che ripercorre la sua esperienza di medico ricercatore, ha fatto passi da gigante negli ultimi cinquant’anni, tanto che anche l’Unione europea ha previsto la categoria dei “farmaci vegetali” che sono riconosciuti dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali.
Ancora, però, non sono molti i medici in Italia che prescrivono in prima battuta farmaci di origine vegetale. Come trovarli? «All’ordine dei medici esiste un registro di quelli specializzati in fitoterapia, chiunque può fare richiesta per conoscere nomi e contatti – spiega Firenzuoli -. Anche in questo caso, come per qualsiasi medicina è bene evitare il fai da te: sarà l’esperto a prescrivere quella giusta, persino in formulato galenico, per una cura personalizzata, valutando anche le possibili interazioni con altri farmaci».
L’odore della camomilla
Torniamo alle proprietà delle erbe: se l’efficacia dell’infuso di camomilla per dormire è ancora controversa, il decotto di fiori (bollitura per 30 minuti e riposo per tutta la notte) aiuta nelle infiammazioni dell’apparato gastro-intestinale, e l’estratto secco riduce i sintomi del reflusso: può valer la pena provarne l’efficacia sostituendo gli inibitori di pompa protonica.
Ancora, la salvia: ne usiamo le foglie per cucinare o per pulire e sbiancare i denti, ma sotto forma di olio essenziale riduce i sintomi della menopausa e persino alcuni disturbi cognitivi. Tutto provato da studi scientifici: «Li può consultare chiunque nella banca dati PubMed» precisa Firenzuoli.
Ma le risorse che possiamo ricavare dalle piante sono tantissime e molte ancora da studiare. Ci sono quelle dalla tradizione millenaria e altre le cui proprietà benefiche sono state riconosciute recentemente. Fra le più studiate, l’iperico che cresce spontaneamente in Europa e che era già conosciuto dalla medicina tradizionale, l’echinacea che arriva invece dal continente americano e il gingko biloba dall’Estremo Oriente. «Quest’ultimo è una pianta bellissima, un albero particolarmente apprezzato per le sue foglie che in autunno diventano di un bel giallo brillante, che illumina le nostre città; ebbene proprio quelle foglie contengono flavonoidi e terpeni, che aiutano il microcircolo del sangue, grazie alle proprietà anti-aggreganti e anti-piastriniche». Ed è vero che il riso rosso, fermentato grazie al fungo Monascus, contiene statine naturali e può essere usato, in alternativa a quelle di sintesi, da chi non ne sopporta gli effetti collaterali.
Baccelli (e pecorino)
«Le ricerche che abbiamo portato avanti con il Cerfit, il Centro regionale per la fitoterapia all’ospedale di Careggi a Firenze – racconta il medico – hanno fatto sì che la cannabis diventasse un farmaco prodotto nell’ambito del sistema sanitario nazionale e che altri complessi fitoterapici venissero usati dai malati oncologici per attenuare gli effetti collaterali della chemioterapia, migliorando la loro qualità della vita».
Ma la ricerca prosegue e le nostre meravigliose piante potranno continuare ad aiutarci a vivere meglio su questo pianeta. Si è scoperto che i baccelli (le fave) contengono levodopa una sostanza utile per la cura dei sintomi del Parkinson. A maggio sono anche di stagione, speciali se mangiati seduti su un prato con il pecorino e un bicchiere di vino e, conoscendone meglio le proprietà, li apprezzeremo ancora di più.
