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Una giornata dedicata ai nostri amici gatti

Da sempre il gatto esercita sull’uomo un misterioso ascendente. Già gli antichi Egizi, è cosa nota, adoravano questi animali come divinità. La devozione per i felini era tale che, nella città di Bubasti, consacrata alla dea-gatta Bastet, protettrice della famiglia e della prosperità, ogni anno si svolgevano festeggiamenti che coinvolgevano l’intera popolazione, per giorni e notti, in bagordi senza sosta.

In molte culture orientali il gatto mantiene tutt’oggi un’aura sacrale o simbolica: in India si venera la dea Sashti che – si racconta – cavalca un gatto bianco, e nel luogo mitico di Nikko, in Giappone, esiste la tradizione di offrire doni al “Gatto dormiente”, inciso sulle pareti di legno di un tempio.

E come risponde l’Italia gattofila, con il suo sguardo più disincantato? Ce lo spiega Enrico Ercole, scrittore e storico che ai felini ha dedicato molte ore di studio: «Risponde con la Giornata nazionale del gatto, che viene celebrata il 17 febbraio. La scelta di questa data è circondata da suggestioni: febbraio è il mese dell’Acquario, segno degli spiriti liberi e indipendenti, come i gatti. Il 17, in numeri romani, si scrive XVII, che anagrammato diventa VIXI (ovvero “vissi, ho vissuto”), un richiamo poetico alle presunte sette vite del gatto. C’è anche la Giornata del gatto nero, il 17 novembre, ma qui si capisce al volo la scelta volutamente scaramantica del giorno e del mese».

Da Baudelaire a Beethoven

Che il gatto sia da sempre qualcosa di più di un semplice animale da compagnia, non è un mistero: «Il gatto è un amico silenzioso, un testimone discreto delle nostre vite, un ponte fra storia, cultura e mitologia – prosegue lo scrittore -. E non sorprende che proprio questa natura enigmatica abbia ispirato, nei secoli, artisti, scrittori e musicisti. Charles Baudelaire dedicò ai gatti alcune delle sue poesie più intense, vedendoli come creature sensuali e magnetiche; Thomas Stearns Eliot li trasformò in protagonisti di una raccolta ironica e filosofica, divenuta poi il celebre musical Cats».

Nella pittura, Théophile Steinlen fece del gatto l’icona della Parigi bohémien, mentre Balthus lo nascose come simbolo enigmatico in molte sue tele. Persino Beethoven osservava divertito come il suo gatto passeggiasse sui tasti del piano, sostenendo che «un gatto è sempre musica, anche quando tace». Il felino, con la sua grazia naturale, è diventato così una musa silenziosa, capace di attraversare generi ed epoche.

Uno di famiglia

L’amore per i gatti in Italia è radicato, diffuso e in crescita. Secondo un rapporto recente, il numero di gatti nelle case italiane è aumentato sensibilmente negli ultimi anni. Pare che siano 10,2 milioni i gatti domestici in Italia: il 79% di chi possiede animali li considera parte integrante della famiglia stessa.

«In Europa i gatti sono fra gli animali domestici più diffusi – spiega Ercole -: secondo una stima, il numero complessivo di gatti nelle case europee supera i 108 milioni. Tra i Paesi con il maggior numero assoluto di gatti, troviamo la Germania: secondo dati recenti, ne conta circa 15,7 milioni di felini domestici, risultando al primo posto in Europa».

Tuttavia, il Paese europeo con la maggiore densità di gatti per km² è Malta, grazie alla propria superficie ridotta. Un altro caso degno di nota è il Belgio, per la sua tradizione felina e l’attenzione verso i gatti, ai quali in alcune città sono dedicati eventi e feste.

In ogni caso, superstizione, amore, mito o semplice simpatia, ricordiamoci il 17 febbraio di fare gli auguri al nostro micio.

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