Cosa ci distingue dalle macchine? L’intelligenza. Acqua. Le emozioni. Fuoco. Al momento, infatti, nessuna intelligenza artificiale è capace di provarle. «Anche se le stiamo addestrando a simularle: è evidente quando facciamo delle domande, perché tutte le piattaforme ci rispondono come se provassero i nostri stessi sentimenti, ci assecondano con gentilezza, sono collaborative, dimostrano empatia, perché noi umani le abbiamo allenate a fare così» spiega la neuroscienziata Daniela Perani, professoressa emerita dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
E lei di emozioni se ne intende perché le ha studiate tutta la vita, e proprio di emozioni parlerà al “Pianeta Terra Festival”, sabato 10 ottobre alla Chiesa di San Francesco, a Lucca. L’edizione di quest’anno è dedicata a esplorare le diverse forme di intelligenza, a partire da quella naturale fino ad arrivare alle reti neurali digitali su cui si basa l’intelligenza artificiale di ChatGPT, Gemini, Claude e le altre, di cui tutti parlano.
Cos’è l’intelligenza?
L’intelligenza ha tante definizioni, ma non ce n’è una che la indichi con esattezza. Si parla, ad esempio, di intelligenza razionale, di intelligenza emotiva e di intelligenza sociale. Si tratta di definizioni di tipo psico-linguistico che descrivono cose diverse; infatti si può avere una spiccata intelligenza razionale, ma essere del tutto privi di quella emotiva e sociale.
Gli esempi sono tantissimi, basti pensare ad alcuni politici che governano il mondo. Dal punto di vista delle neuroscienze si può dire che l’intelligenza è il frutto di un substrato di funzioni cognitive del cervello che abbiamo allenato con l’esperienza e lo studio e che ci consente di svolgere delle attività.
Come definire invece le emozioni?
Le emozioni sono il risultato dell’attività delle strutture più primitive del cervello. Le emozioni primarie dell’uomo, infatti, sono identiche a quelle che provano molti altri animali e che ne hanno permesso la sopravvivenza. Sono la paura, la rabbia, il disgusto, emozioni negative che istintivamente dettano certi comportamenti. La paura del coniglio nei confronti dell’aquila lo porta a nascondersi e a salvare la pelle. Lo stesso vale per noi.
Condividiamo con gli animali anche le emozioni non primarie?
Le emozioni secondarie sono più complesse e sfumate. Prendiamo la tristezza o la gioia: ci sono infiniti gradi di intensità, che comunichiamo non solo a parole, ma anche attraverso il volto con le diverse espressioni. Prevedono un’organizzazione delle strutture cerebrali più complessa. Le tecniche di mappatura cerebrale ci mostrano quali aree si attivano soprattutto nella corteccia prefrontale, che si è molto evoluta negli esseri umani.
Quanto contano gli ormoni nella formazione delle emozioni?
Gli ormoni sono sostanze che arrivano al nostro cervello e che sono fondamentali per il suo funzionamento, insieme all’attività elettrica e alle connessioni fra neuroni. E contano molto nella regolazione delle emozioni: dopamina, ossitocina, serotonina, sappiamo oggi che sono importanti per l’umore e di conseguenza per il nostro benessere e per le scelte che facciamo. La gratificazione, ad esempio, dovuta alla dopamina è alla base delle nostre azioni per la sopravvivenza, come bere e mangiare.
Ultimamente c’è chi ha ipotizzato l’estinzione del genere umano a causa delle macchine governate dall’intelligenza artificiale: cosa potrà salvarci?
Il senso critico: se lo perdiamo, siamo finiti e nessuno ci potrà difendere dalla manipolazione. Ma per conservare la capacità di discernere dobbiamo allenare il nostro cervello, che è un organo plastico, mentre affidarsi all’intelligenza artificiale per scrivere un tema o per fare un semplice calcolo, come fanno in tanti studenti e non solo, è negativo per l’intelligenza umana. Le emozioni, invece, forse si modificheranno, ma sopravvivranno.
Come il coniglio con l’aquila.
Il Bosco di Montopoli a Pianeta Terra Festival
Ideato dal neurobiologo Stefano Mancuso, il “Pianeta terra festival” si svolge a Lucca, con numerosi incontri in vari luoghi della città, dall’8 all’11 ottobre. Fra gli altri la presentazione del libro Montopoli, storia di un bosco che diventa comunità, con lo stesso Mancuso e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, sabato 10 ottobre alle 10, nella sala convegni di Confindustria Toscana Nord.
