L’Alfabeto della gentilezza

Parole gentili raccontate dai bambini per i grandi. Un’idea della giornalista toscana Gaia Simonetti, ambasciatrice di Costruiamo Gentilezza, il progetto nazionale dell’Associazione culturale Cor et Amor 

A di Abbraccio, B di Bacio, C di Carezza, P come Pace, T come Tenerezza, sono queste le parole più ricorrenti tra le circa 20 mila arrivate da tanti bambini di tutta Italia grazie all’iniziativa “Alfabeto della gentilezza”, una raccolta di parole gentili scritte dai bambini per i grandi (che a breve saranno raccolte in un e-book), che è stata anche protagonista dei “Giochi della Gentilezza” che si sono svolti in Italia ad ottobre 2022, ed hanno visto la partecipazione di oltre 21mila bambini, che con i loro nonni, si sono sfidati a suon di parole gentili. 

L’iniziativa, ideata dalla giornalista toscana Gaia Simonetti, è partita il 2 ottobre del 2021, festa dei nonni, una delle figure più importanti nella vita dei bambini, ed ha trovato da subito il sostegno dell’Associazione culturale Cor et Amor guidata da Luca Nardi, che dal 2020 porta avanti il progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”, con l’obiettivo di costruire pratiche gentili per accrescere il benessere della comunità, partendo proprio dalle generazioni più giovani, espressione più concreta del nostro domani. 

Come praticare gentilezza

Anche Gaia è una delle ambasciatrici del progetto, una squadra di oltre 1700 uomini e donne, tutti volontari, di varia età e professione: ci sono assessori, insegnanti, allenatori sportivi, medici, giornalisti, imprenditori. Ciascuno cerca di favorire, a partire dalla propria esperienza di vita, pratiche di gentilezza, che favoriscano l’inclusione e il confronto: nella scuola, nel lavoro, nella comunità. Si sono dati come scadenza ideale il 2036, per fare della gentilezza una pratica quotidiana, un’abitudine bella, perché come ha scritto uno dei bambini che ha partecipato all’iniziativa dell’Alfabeto, “essere gentili oggi è un atto di coraggio”.

“Al progetto dell’Alfabeto hanno aderito anche molte scuole che hanno messo in pratica le parole gentili scritte dai piccoli studenti. A come Accoglienza si è tradotto in un progetto di solidarietà, in collaborazione con le istituzioni, verso bambini fuggiti dalla guerra. C’è chi ha voluto declinare l’alfabeto in tema sportivo, e allora ha messo come parola gentile la S di Squadra, chi ha voluto dedicare il suo alfabeto alla natura e privilegiato la R di Rispetto per l’ambiente. Oppure chi come Daniele, un bambino di 11 anni di Cerreto Guidi, il primo bambino a compilare l’alfabeto, ha dedicato il suo alfabeto alla nonna, regalandole parole come A di Amore, B di Bontà, C di Coccolare, ma anche la G di Grazie, la I di Impegno o la M di Meraviglioso”, racconta Gaia Simonetti. 

Foto g.c. Associazione culturale Cor et Amor. Le panchine viola vengono messe in luoghi che sono gentili. Ce ne sono quasi 300 in Italia.I l viola è il colore della gentilezza, che nasce dalla fusione del rosso del cuore con il blu della mente.

Tu sei una giornalista sportiva. Quali sono secondo te le parole gentili importanti nello sport?
“Il Rispetto, per sé e per gli altri, per lo sport stesso, l’Attenzione all’utilizzo delle parole, e Valore, quello da dare alle buone pratiche e agli esempi belli, che fanno bene sia nello sport che nella vita. Come Associazione Cor et Amor con Ussi Toscana, il gruppo dei giornalisti sportivi della Toscana abbiamo dato vita al premio Costruiamo gentilezza nello sport. Quest’anno abbiamo premiato Guglielmo Vicario, portiere dell’Empoli, per aver accolto una famiglia ucraina fuggita dalle atrocità della guerra, un esempio concreto di solidarietà”.

Chi è è stata la tua prima maestra di gentilezza?
“Mia nonna che da piccola mi diceva sempre di andare avanti con un sorriso ed un grazie. Ho cercato nella vita di seguire sempre il suo esempio”.

Quando sei diventata “Ambasciatrice di gentilezza”?
“Nell’agosto del 2021, per il mio compleanno, mi sono fatta questo regalo, per me e per gli altri, e così ho incontrato l’Associazione culturale Cor et Amor. E da lì a pochi mesi è nata l’iniziativa dell’Alfabeto. In occasione del Festival dell’Italia Gentile, che si è tenuto a maggio 2022 a Firenze, siamo andati nelle scuole ed i bambini, oltre a compilare l’alfabeto, ci hanno raccontato anche le loro pratiche di gentilezza. Gesti semplici, ma importanti come chiedere scusa, o aiutare a portare la spesa. Per loro la gentilezza è un gioco bello, le loro parole gentili ci raccontano la loro attenzione al presente e il mondo che vorrebbero”.

Quali sono per te le tre parole gentili più importanti?
Cuore perché questo per me è la vita, Umanità perché è la base di partenza della nostra vita, Abbraccio perché anche nel silenzio ci avvicina agli altri.

Un libro per costruire gentilezza?
Cuore di Edmondo de Amicis.

Il 13 novembre è la Giornata mondiale della Gentilezza, nata in Giappone grazie al Japan Small Kindness Movement, fondato nel 1988 a Tokyo, dove due anni prima si era costituito un primo gruppo di organizzazioni riunito nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza). La data coincide con la giornata d’apertura della Conferenza del “World Kindness Movement” promossa a Tokyo nel 1997.

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