La storia di Ivan Dimov, navigatore solitario e “catturaplastiche”

Chi fa il giro del mondo raccogliendo la plastica e chi cerca di ripulire le acque nostrane: i racconti di chi si impegna per il bene di tutti

«Non potete immaginare quanta plastica c’è in mare, ne ho vista tanta non solo negli oceani, ma anche quando navigo nelle acque davanti alla costa toscana: una volta ho visto una lavatrice e le mascherine abbandonate, una marea». Parole di Ivan Dimov, navigatore bulgaro di nascita ma toscano di adozione, e se lo dice lui possiamo crederci perché di onde ne ha cavalcate tante. Nel 2018 infatti è partito sulla sua Minnie, 5,90 metri di barca senza randa, con l’albero e lo scafo modificato per trovare una migliore stabilità, per fare il giro del mondo in solitaria e senza scalo, toccando i tre capi: Horn, Buona Speranza e Leewin. Un guscio di noce in mezzo agli oceani che infatti si è rivoltato più di una volta mettendo a rischio la vita del suo capitano: «Mi sono ferito e ho dovuto curarmi da solo con quel poco che avevo potuto imbarcare».

Nella cambusa, ma anche in ogni angolo disponibile, Ivan aveva caricato tutto ciò che poteva servire, ma soprattutto cibo sottovuoto e liofilizzato. Un menù che ogni tanto si arricchiva del pesce pescato con la lenza. Per bere, solo l’acqua di mare desalinizzata. Per sei mesi ha viaggiato svegliandosi ogni ora e mezzo la notte, senza contatti umani di nessun tipo, ma solo con gli abitanti del mare: pesci, tartarughe, balene: «Mi hanno sollevato dall’acqua e non è stato piacevole, ma i più cattivi sono i delfini – e qui viene in mente la memorabile scena della seduta di “auto-aiuto” degli squali nel fantastico cartone animato Alla ricerca di Nemo –, che mi hanno attaccato e sono addirittura saliti sulla barca». Non stavano giocando? «No, ne sono certo, forse volevano mangiarmi» scherza Ivan. Poi, un danno irreparabile alla imbarcazione e ha dovuto abbandonare.

Ma l’impresa di Ivan ha avuto comunque successo, perché, oltre alla sfida nei confronti dei propri limiti, c’era quella contro l’inquinamento dei mari. «Con delle reti raccoglievo i rifiuti galleggianti e li portavo sulla barca, quando erano troppi per la mia Minnie li chiudevo nelle reti in modo che i rifiuti non si disperdessero e li rimettevo in mare con un segnalatore, lo stesso che si usa per il salvataggio delle persone, sperando che le imbarcazioni più grandi potessero recuperarli, portandoli a bordo per smaltirli correttamente». Su ogni segnalatore Ivan aveva scritto i suoi riferimenti, ma nessuno l’ha mai contattato, né ringraziato. Invece, apprezzamenti sono arrivati dall’Istituto oceanografico di Trieste per i campioni raccolti e le misurazioni sulla limpidezza dell’acqua che Ivan ha annotato in diversi momenti del viaggio.

Ora la sua Minnie è ormeggiata nel porto di Rosignano e, in attesa di nuove avventure, aiuta – restrizioni Covid permettendo – i bambini malati a recuperare un contatto con la natura e un po’ di felicità, portandoli a navigare nel mare toscano. E infatti Minnie, a differenza di tutte le altre barche, ha sullo scafo disegni allegri e gioiosi: «Quando porto i bambini in mare vedo che stanno bene, come se rinascessero».

Prima di salpare per un nuovo giro del mondo – in programma nel 2023 – Ivan passerà il testimone per la salvaguardia del mare al Circolo Canottieri di Firenze, dove farà il suo ritorno in acqua il Seabin di Unicoop Firenze. A giugno dello scorso anno nei pressi di Ponte Vecchio era stato installato uno speciale bidone (seabin in inglese significa bidone di mare) “catturaplastiche” che ha fatto il suo dovere fino all’inizio dell’autunno. Poi è stato riportato a terra perché il regime torrentizio del fiume, con le piogge e le piene, avrebbe potuto danneggiarlo. Il 2 giugno è tornato al suo posto e ha ricominciato a svolgere il suo compito di mangiare la plastica che galleggia nell’acqua dell’Arno, convogliandola nella sua “pancia”.

Ma il giorno della “Festa della Repubblica” è stato davvero speciale per il fiume della Toscana, perché si è riempito di vele bianche, quelle alte quattro metri e mezzo dei Dinghy, barche storiche di dodici piedi rigorosamente in legno che parteciperanno alla Terza Coppa Ponte Vecchio, organizzata dall’Associazione vele storiche di Viareggio insieme al Circolo Canottieri di Firenze. «Sarà una regata da ponte a ponte e parteciperanno dodici barche, lo scorso anno purtroppo abbiamo dovuto saltare a causa del Covid, ma quest’anno speriamo di riportare le vele sotto Ponte Vecchio» afferma Gianni Fernandes, presidente dell’associazione. Un’immagine certamente suggestiva per il “Vela day”, organizzato dalla Federazione Italiana Vela in questa data, per ricordare l’importanza delle acque di Toscana, di fiume o di mare non conta.

Mari e laghi d’Italia

Quello sull’Arno è stato il primo di una serie di Seabin installati in mare, con il contributo di Coop Italia. Funzionano convogliando i rifiuti galleggianti in un contenitore che, una volta pieno, viene svuotato e i rifiuti avviati a un corretto smaltimento. Sono particolarmente efficaci in acque tranquille come quelle dei porti o nei laghi: nei prossimi mesi grazie alla campagna “Le nostre acque” ne saranno installati nel Lago di Como e in quello di Garda, oltre a quelli in mare, a Trieste e Portofino fra gli altri.

La gestione nei fiumi è più complessa ma cruciale, se si considera che gran parte dei rifiuti in mare arriva trasportata proprio dai fiumi. In Toscana sono già in funzione altri due Seabin, a Livorno e a Castiglione della Pescaia: insieme a quello fiorentino hanno raccolto oltre 470 chilogrammi di rifiuti, pari al peso di 94.500 sacchetti di plastica. In estate un nuovo Seabin contribuirà a ripulire anche le acque del Lago di Bilancino, l’inaugurazione è prevista il 15 luglio.

I rifiuti nel Seabin

Fra i materiali plastici catturati dai Seabin ci sono bottiglie, tappi, cannucce, contenitori in plastica e in polistirolo, pezzi di imballaggi di plastica, bicchieri e posate di plastica, sacchetti di plastica, microplastiche e frammenti di polistirolo, questi ultimi quasi invisibili in acqua a occhio nudo. Ma nella bocca del Seabin non finisce solo la plastica, ma qualsiasi cosa abbandonata in mare, come mozziconi di sigarette, assorbenti igienici, cotton fioc, lattine e da quest’anno anche mascherine chirurgiche.

Mercoledì 2 giugno 2021, Ivan Dimov è stato premiato da Unicoop Firenze per il suo impegno contro l’inquinamento da plastiche nel corso dell’evento che si è tenuto presso la Società Canottieri di Firenze.
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