Pisa: i prodotti donati con la raccolta alimentare di sabato 15 maggio andranno all’Emporio della Solidarietà gestito da Caritas

L''Emporio della Solidarietà ogni mese assiste centinaia di famiglie in stato di bisogno. La raccolta alimentare di sabato 15 maggio coinvolgerà in tutto 73 punti vendita Coop.fi in tutta la Toscana e 200 associazioni impegnate per il contrasto della povertà alimentare.

 Torna oggi sabato 15 maggio in 73 punti vendita di Unicoop Firenze la raccolta alimentare. Soci e clienti che durante la giornata si recheranno nei punti vendita della cooperativa troveranno uno speciale allestimento che metterà in evidenza i generi alimentari di base, quelli indispensabili per chi vive in condizioni di bisogno. Basterà metterli nel carrello e, dopo aver pagato la spesa alla cassa, lasciarli ai volontari che li destineranno alle persone in difficoltà sul territorio. Sono infatti alcune centinaia i volontari coinvolti, insieme alle sezioni soci Coop sul territorio che da anni portano avanti con entusiasmo ed impegno le raccolte alimentari, come momenti di partecipazione e di sostegno a chi ha meno. 

La raccolta è organizzata in modo da rispettare tutte le misure anti-contagio attivate nei Coop.Fi. Elenco dei punti vendita e lista dei generi alimentari da donare sono disponibili su www.coopfirenze.it/alimentalasolidarieta

A Pisa la raccolta alimentare promossa da Unicoop Firenze insieme alla Fondazione Il Cuore si scioglie, con la collaborazione delle sezioni soci e della rete delle associazioni che la cooperativa affianca nelle iniziative di contrasto all’emergenza alimentare, si svolge nei punti vendita di Pisa Cisanello e Pisa Porta a Mare. Proprio a Porta a Mare rappresentanti della Fondazione Il Cuore si scioglie e della Caritas hanno incontrato la stampa, per fare il punto sulla situazione della povertà alimentare sul territorio e raccontare la collaborazione che da anni lega Cooperativa e Fondazione alle attività dell’Emporio della Solidarietà.  

“I dati ci dicono che la povertà alimentare resta una delle emergenze sociali, anche in Toscana e in particolar modo per il protrarsi della crisi economica innescata dal Covid19 -affermano dalla Fondazione Il Cuore si scioglie – per questo, anche adesso che molte attività si apprestano a ripartire, è vitale contribuire con piccoli gesti solidali per chi è stato più colpito dall’emergenza. Invitiamo tutti i soci e clienti che faranno la spesa nei Coop.Fi oggi a lasciare qualche prodotto per chi ha più bisogno”. 

“Tutti gli alimenti e beni di prima necessità che ci sono stati donati sono già stati stoccati nei magazzini della Cittadella della Solidarietà e da lì sono destinati agli scaffali del nostro emporio, in questi mesi impegnato in prima linea e quotidianamente nel sostegno alle tantissime famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica e sociale collegata alla pandemia, ma anche nel supporto alla rete dei centri di distribuzione di associazioni, parrocchie e vicariati che in questi mesi ha assicurato un aiuto costante a tanti nuclei in difficoltà – dice il direttore Caritas don Emanuele Morelli -: siamo certi che anche in quest’occasione, come il 19 ottobre scorso, non mancheranno la solidarietà e la vicinanza a chi fa più fatica da parte di tantissimi soci e cittadini che offriranno un aiuto utile, ma anche un messaggio di speranza in un momento difficile e complesso come quello che stiamo vivendo”. 

“La collaborazione fra Caritas e sezione soci Coop di Pisa è storica e dura tutto l’annocon tante iniziative che coinvolgono i soci ed i volontari– afferma Angiolina Rovetini, presidente sezione soci Coop di Pisa – Siamo felici di poter tornare oggi a promuovere la raccolta alimentare che dà un aiuto concreto perché nessuno resti indietro. Invitiamo tutti a fare la loro, anche piccola, parte per alimentare la rete solidale pisana”.  

La solidarietà della raccolta alimentare della Fondazione Il Cuore si scioglie è un intervento a kilometro zero che sostiene subito chi ha bisogno: i prodotti donati da soci e clienti vengono direttamente ritirati dalle associazioni e dalle Caritas della regione, arrivando in questo modo in tempo record sulle tavole dei bisognosi, nelle mense solidali e negli empori della solidarietà.

Cosa donare?

I generi alimentari richiesti sono olio, farina, pasta, riso, carne, tonno e legumi in scatola, biscotti, latte, prodotti per i bambini e di igiene personale. 

 Povertà incontrate e interventi di aiuto alimentare della Caritas di Pisa nel 2020 

Oltre due mila persone incontrate e assiste in tutto il 2020. Ben 1.909 dal 1° gennaio al 10 novembre, circa un quarto in più (25,7%) delle 1.519 che si sono rivolte alla Caritas nello stesso periodo del 2019. Numeri che ai servizi Caritas della diocesi di Pisa non erano mai stati raggiunti, come è emerso anche dal 15esimo Rapporto sulle povertà della Caritas di Pisa, presentato nei giorni scorsi. A preoccupare, in particolare, è la crescita delle nuova povertà, ossia delle persone che si sono rivolte per la prima volta ai servizi dell’ufficio per la pastorale della carità della chiesa pisana dopo il lockdown del 9 marzo 2020: si tratta di 630 persone, oltre un terzo (35,78%) di tutte quelle incontrate. 

E’ soprattutto l’aiuto alimentare a fare la parte del leone negli interventi messi in campo da operatori e volontari della Caritas per cercare di sostenere le famiglie più colpite dalla crisi generata dall’emergenza sanitaria: sommando, i pacchi spesa ritirati nei centri Caritas o distribuiti a domicilio, con i buoni spesa, la mensa e le tessere della Cittadella della Solidarietà, infatti, si raggiunge la cifra di 2.046 interventi, oltre un terzo (34,9%) dei 5.864 effettuati nei primi undici mesi del 2020. 

In particolare la Cittadella della Solidarietà, l’emporio alimentare gestito dalla Caritas di Pisa, ha emesso 432 tessere solo nel periodo compreso fra il 10 marzo e il 10 luglio 2020. A queste, però, vanno sommate le tessere utilizzate per la consegna dei pacchi alimentari a domicilio da parte degli hub allestito nei locali della parrocchia di Santo Stefano Extra Moenia e del Circolo Arci Alhambra: in tutto altre 425 per un totale di 857 famiglie seguite, quasi il doppio rispetto al 2019. 

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