La Fabbrica dell’Aria è arrivata all’ospedale Santo Stefano di Prato, grazie a un’iniziativa promossa da Unicoop Firenze in collaborazione con Regione Toscana, l’Azienda USL Toscana Centro, l’ospedale cittadino, le sezioni soci Coop del territorio e Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e professore dell’Università di Firenze, ideatore del dispositivo.
Cos’è la Fabbrica dell’aria?
La Fabbrica dell’aria è una bio-macchina, sviluppata da Pnat, società fondata come spin-off dell’Università di Firenze. La Fabbrica ha l’aspetto di una serra modulare che contiene al suo interno varie tipologie di piante: oltre al valore estetico, il dispositivo è in grado di aspirare e filtrare l’aria, restituendola filtrata e depurata attraverso le foglie e le radici.

L’inaugurazione a Prato
Vista l’utilità in luoghi di comunità, in particolare dedicati alla cura delle persone, Unicoop Firenze ha donato il dispositivo all’ospedale Santo Stefano di Prato, dove è stata inaugurata il 23 giugno mattina, alla presenza di Monia Monni, Assessora alla sanità e alle politiche sociali Regione Toscana, Cristina Manetti, Assessora alla cultura Regione Toscana, Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, Valerio Mari, Direttore generale Asl Toscana centro, Maria Teresa Mechi, Direttrice di Presidio e della Rete Ospedaliera, Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne Unicoop Firenze, e Camilla Pandolfi, referente Pnat.
Presenti anche i rappresentanti delle sezioni soci Coop del territorio che hanno sostenuto il progetto e coadiuvato la raccolta fondi.
La Fabbrica dell’aria: dove
Oltre che all’ospedale Santo Stefano di Prato, Unicoop Firenze ne ha sostenuto l’installazione negli ospedali di altre sei province toscane:
- ad Arezzo, ospedale San Donato,
- a Firenze, ospedale di Careggi,
- a Lucca, ospedale San Luca,
- a Pisa, ospedale Cisanello,
- a Pistoia, ospedale San Jacopo,
- a Siena, azienda ospedaliero universitaria senese. Altri due dispositivi sono già attivi nei punti vendita Coop di Firenze Novoli e Ponte a Greve.
La raccolta fondi
L’iniziativa è stata realizzata anche grazie a una raccolta fondi promossa da Unicoop Firenze lo scorso ottobre, con la vendita di piante di anthurium nei Coop.fi: per ogni pianta venduta, Unicoop Firenze ha donato 2 Euro al progetto. Grazie al contributo di soci e clienti, sono stati raccolti 24.592 Euro, per un totale di 12.296 anthurium venduti.
Umanizzazione della cura
«Con una combinazione affascinante di natura e tecnologia questo sistema non solo depura l’aria che le persone respirano, riducendo le sostanze inquinanti che si possono produrre nell’ambiente, ma aiuta anche a stare meglio contribuendo dunque a quell’umanizzazione delle cure (e in questo caso degli ambienti di cura) che costituisce un tema importante nell’agenda della nostra sanità pubblica. Ringranziamo Unicoop Firenze per la donazione», ha dichiarato Monia Monni, Assessora alla sanità e alle politiche sociali Regione Toscana.
Cultura, scienza e innovazione
«La Fabbrica dell’Aria è un progetto che racconta in modo concreto come cultura, scienza e innovazione possano dialogare per migliorare la qualità della vita delle persone. Portare un ecosistema vivente all’interno di un ospedale significa non solo contribuire a rendere più salubri gli ambienti, ma anche umanizzare i luoghi della cura attraverso la bellezza e il contatto con la natura.
La Toscana è una terra che investe nella conoscenza e nella ricerca e che sa trasformare le intuizioni dei propri talenti, come Stefano Mancuso, in esperienze capaci di generare benessere collettivo. Ringrazio Unicoop Firenze, le sezioni soci Coop e tutti i cittadini che hanno sostenuto questa iniziativa, esempio virtuoso di partecipazione e responsabilità condivisa verso le nostre comunità», ha affermato Cristina Manetti, Assessora alla cultura Regione Toscana.

Benessere delle persone
La replica del Matteo Biffoni, Sindaco di Prato: «Prato accoglie con soddisfazione un progetto innovativo che mette insieme scienza, sostenibilità e benessere delle persone. La Fabbrica dell’Aria arricchisce il nostro ospedale con un ecosistema vivente capace di migliorare la qualità degli ambienti e di trasmettere un messaggio importante: la cura passa anche dall’attenzione agli spazi in cui viviamo. Grazie a Unicoop Firenze, alla Regione Toscana, all’Asl Toscana Centro e a tutti i cittadini che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa».
L’effetto benefico delle piante
«Con grande soddisfazione inauguriamo la Fabbrica dell’Aria all’ospedale Santo Stefano di Prato dove pazienti e lavoratori dell’ospedale potranno godere dell’effetto benefico delle piante, quali la depurazione dell’aria da sostanze nocive, la riduzione dello stress ed il miglioramento del comfort ambientale.
Il progetto della Fabbrica dell’Aria, che abbiamo già realizzato anche in due supermercati Unicoop Firenze, è un unicum a livello mondiale e racchiude in sé un valore scientifico, economico e sociale. Scegliere di “ripulire” l’aria di uno spazio servendosi delle piante, con una tecnologia naturale, in alternativa ai consueti sistemi di filtraggio, ha un che di rivoluzionario. Significa riconoscere e attribuire alle piante un ruolo che per decenni è stato negato, oltre ad avere il merito di regalare a noi umani il privilegio di vivere meglio», ha ribadito Stefano Mancuso, professore dell’Università di Firenze.
Ha sottolineato l’Ing. Valerio Mari, Direttore generale Asl Toscana centro:
«Una donazione che rafforza il valore e il sostegno di Unicoop Firenze a favore dei nostri ospedali. Poter disporre, all’interno dei presidi aziendali di Pistoia e Prato, di una struttura in grado di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e, al tempo stesso, di rendere gli ambienti più accoglienti e confortevoli, rappresenta un valore importante per chi ogni giorno vive l’ospedale, dai pazienti ai loro familiari, fino ai professionisti che vi operano.
Desidero ringraziare, a nome dell’Asl Toscana centro, tutti coloro che hanno sostenuto questa preziosa iniziativa. La collaborazione con Unicoop Firenze si è consolidata nel tempo attraverso numerosi progetti condivisi e oggi trova un’ulteriore significativa espressione in un gesto di solidarietà e attenzione verso le persone e i luoghi della cura».
Infine, ha concluso, Maria Teresa Mechi, Direttrice di Presidio e della Rete Ospedaliera: «Creare spazi e ambienti ospedalieri sempre più accoglienti significa contribuire al benessere delle persone e del personale. Il verde e le piante, richiamando la natura, favoriscono infatti una sensazione di relax e possono offrire conforto a pazienti e familiari. Inoltre, il macchinario rende gli ambienti più salubri.
La scelta di collocare la Fabbrica dell’Aria nella hall dell’ospedale non è casuale: si tratta di un luogo di passaggio in cui speranze e timori spesso si intrecciano. Accogliere chi entra anche attraverso gesti come questo rientra pienamente nel percorso di umanizzazione delle cure a cui crediamo fortemente per migliorare il percorso di cura dei nostri pazienti».

Come funziona la Fabbrica dell’aria
La Fabbrica dell’Aria è un’installazione che sfrutta l’intelligenza delle piante per purificare l’aria degli ambienti chiusi. Agendo come una “biomacchina che respira”, incanala l’aria attraverso un substrato in cui le radici delle piante e i batteri benefici degradano le sostanze inquinanti.
L’aria, così purificata, viene poi rilasciata nell’ambiente e monitorata in tempo reale, grazie ad un sistema di sensoristica avanzata. In una combinazione di natura e tecnologia, la Fabbrica dell’Aria crea ambienti interni più salubri riducendo le sostanze inquinanti come i composti organici volatili (VOCs).
Inoltre, promuove una connessione sostenibile tra l’uomo e il mondo vegetale offrendo una soluzione tangibile per migliorare la qualità dell’aria e il benessere negli spazi chiusi. La Fabbrica dell’Aria è strutturata per essere completamente autonoma con sistema integrati di illuminazione, irrigazione e sensoristica.
Oggi ce ne sono molte già installate in negozi, uffici, in Italia e nel mondo, dall’ Inghilterra al Giappone.
Inquinamento indoor
Quello dell’inquinamento indoor è un reale problema di salute pubblica e la scienza si è messa al lavoro per trovaresoluzioni. Anche in questo caso le piante sono grandi alleate dell’uomo e possono essere di grande aiuto infatti hanno la capacità di degradare gli agenti inquinanti, filtrando e depurando l’aria.
Piante come Ficus, Monstera, Strelitzia, Kentia, Aloe, Dracena, Spatifillo, Pothos, Sansevieria, Filodendro, Falangio, sono in grado di “intrappolare” inquinanti come i VOCs rendendo più pulita l’aria di uffici, scuole, ospedali e luoghi ad alto afflusso di persone.
Queste piante vivono bene a temperature che sono ideali anche per l’uomo e hanno un valore estetico che arricchisce l’ambiente e garantisce uno spazio più salubre.
I benefici per la salute
Con le Fabbriche dell’Aria il vantaggio è doppio.
Il primo: l’aria depurata naturalmente riduce i VOCs, inquinanti dannosi rilasciati dai materiali da costruzione, dai mobili, dai prodotti per la pulizia e dai dispositivi elettronici.
Il secondo: la presenza di piante aiuta a star bene, migliorando l’umore, l’attenzione e anche i tempi di guarigione.
Come sostiene Stefano Mancuso, i benefici sono dimostrati da numerosi studi scientifici pubblicati da quarant’anni a questa parte: anche solo la vista del verde da una finestra contribuisce a migliorare lo stato fisico e mentale.
Le ricerche ci dicono che, essendo l’ospedale uno spazio di forte stress emotivo, le piante sarebbero di aiuto non solo per i pazienti, ma anche per le tante persone che ci lavorano: medici, infermieri, personale di vario tipo, oltre che per i visitatori.
