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“Facciamoci spazio”: la campagna “Close The Gap” fa tappa al Centro*Ponte a Greve

Arrivata alla sesta edizione, la campagna per l’inclusione e la parità di genere di Coop rilancia il suo l’impegno. L’educazione alle relazioni arriva nei punti vendita con Enrico Galiano che il 21 marzo ha tenuto una lezione aperta nel Coop.fi di Ponte a Greve. Prosegue anche l’impegno di Coop per la Certificazione di Parità di Genere, ottenuta da Unicoop Firenze nel 2024 e confermata nel 2025. Rinnovato anche il Protocollo d’Intesa fra Coop e Fondazione Giulia Cecchettin per proseguire le iniziative sul tema della violenza di genere

“Close the Gap”, la campagna per l’inclusione e la parità di genere di Coop, arriva alla sua sesta edizione e rilancia gli impegni in più direzioni.

Sul fronte dell’educazione alle relazioni, Coop ha dato il via a un calendario di appuntamenti, organizzati nei punti vendita Coop, con Enrico Galiano, scrittore e insegnante che questa mattina, presso il Coop.fi di Ponte a Greve, a Firenze ha tenuto un incontro con gli studenti dell’ISIS Il Pontormo di Empoli.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di Maura Latini, presidente di Coop Italia, e di Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze che hanno aperto l’incontro e fatto il punto sull’impegno del mondo Coop e di Unicoop Firenze sui temi dell’inclusione, della parità di genere e dell’educazione affettiva come strumento di prevenzione della violenza, in particolare quella di genere.

Prossime tappe

La campagna di sensibilizzazione prosegue, con altri incontri aperti a scuole e cittadini nei punti vendita Coop: dopo Milano e Firenze, sono previsti altri appuntamenti a Modena (27 marzo), a Genova (17 aprile) e a seguire a Roma e Perugia.

Un impegno che continua

«Manteniamo con coerenza l’impegno che ci aveva caratterizzato un anno fa nel voler sostenere e amplificare il tema educazione alle relazioni proprio come strumento irrinunciabile di maggiore consapevolezza e prevenzione della violenza. Anche perché, benché il dibattito sia stato vivace e continuo, non si vedono risultati tangibili. Nel farlo quest’anno ancora di più mettiamo a disposizione ciò che è la nostra vera forza ovvero i territori. Ringrazio Unicoop Firenze e tutte le cooperative che nei prossimi giorni ospiteranno la riflessione pubblica di Enrico Galiano. Se vogliamo, una formazione in luogo inedito che potrà generare attenzione sul tema. Inoltre, i risultati della survey dell’anno scorso indicano le competenze come indispensabili quando ci si chiede chi, in una formazione scolastica continuativa, dovrebbe svolgere un ruolo centrale. E infatti da qui l’attenzione rinnovata nei confronti della Proposta di Legge sulla psicologia pubblica gratuita che inizia ora il suo iter, perché tra i luoghi delle comunità dove il servizio psicologico gratuito e pubblico è indispensabile c’è senza dubbio la scuola», dichiara Maura Latini, presidente di Coop Italia.

Educazione affettiva come strumento educativo e culturale

«Siamo davvero felici che la nuova iniziativa “Facciamoci spazio” segni una tappa qui, nel nostro Coop.fi di Ponte a Greve che oggi ospita una lezione davvero speciale di Enrico Galiano, dedicata a loro, ai più giovani, troppo spesso dimenticati, soprattutto nell’età in cui avrebbero più bisogno di supporto e riferimenti per esprimere al meglio il loro potenziale. In un’epoca segnata da un crescente disagio giovanile, con dati allarmanti su ansia, stress e difficoltà emotive tra gli studenti, la nostra cooperativa, insieme al mondo Coop, rilancia l’impegno sull’educazione affettiva come strumento educativo e culturale fondamentale per accompagnare i più giovani nella loro crescita.

Nella cornice della campagna Close the Gap abbiamo voluto aggiungere questo importante tassello, con un impegno che la nostra cooperativa ha portato avanti anche con i percorsi educativi nelle scuole: per combattere la cultura della violenza, e in particolare quella di genere, e promuovere una cultura del rispetto, dell’empatia e della parità, crediamo sia necessario adottare un approccio preventivo, che permetta agli studenti di essere più resilienti e pronti ad affrontare le sfide della vita adulta. È su questo terreno, quello della formazione anche nelle scuole, di una psicologia pubblica gratuita e della costruzione di una consapevolezza condivisa, che si innesta il nostro impegno per un cambiamento culturale, necessario e urgente, che coinvolga l’intera società», dichiara Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

Una questione che riguarda tutta la società

«L’educazione alle relazioni è una questione che non riguarda solo l’aula ma tutta la società: portarla nelle scuole è fondamentale per fare i conti con quel disagio che attraversa le giovani generazioni e non solo. Per costruire relazioni affettive sane bisogna capire le cause che spingono alla violenza di genere, bisogna affrontare la gestione della rabbia e dei sentimenti, in particolare nell’età più difficile, dai 12 ai 19 anni. È un lavoro che dovrebbe coinvolgere anche famiglie e insegnanti, perché siamo noi i primi a dover imparare a gestire le nostre emozioni, per poi arrivare a guidare i più giovani.

Nell’attività con le scuole e in incontri come quello di oggi, qui nel supermercato Coop.fi di Novoli, mi occupo proprio di parlare di emozioni e di scomporre le parole, per capire come smontare questo meccanismo il più possibile e scongiurare il pericolo che la violenza si perpetui. Nove volte su dieci, infatti, gli episodi più violenti scaturiscono da una mancata interpretazione delle proprie emozioni.

L’educazione sentimentale è come la grammatica: è una materia che dovrebbe essere studiata in modo curricolare a scuola. Non è un di più da fare saltuariamente, ma un elemento che rende il percorso di crescita un cammino protetto. Ringrazio Coop per avere acceso l’attenzione sul tema con la campagna “Dire, fare, amare” e con tante iniziative che, come questa di oggi, mi porteranno faccia a faccia con il grande pubblico, per diffondere consapevolezza sull’intelligenza emotiva, l’ascolto, l’empatia», dichiara Enrico Galiano, scrittore e docente.

L’educazione alle relazioni

L’educazione alle relazioni, secondo me” è il titolo della riflessione pubblica di Enrico Galiano, scrittore insegnante comunicatore sociale, che ha tenuto l’appuntamento di stamattina presso il Coop.fi di Ponte a Greve e terrà i prossimi in tutta Italia: con una sorta di tour in luoghi pubblici come appunto sono i supermercati, Galiano apre un dialogo con il pubblico di tutte le età, con una modalità inedita per diffondere consapevolezza sull’intelligenza emotiva, l’ascolto, l’empatia, il consenso cercando di scongiurare paure o pregiudizi.

D’altronde Galiano non è nuovo alla collaborazione con Coop avendo già fatto parte del Comitato Scientifico che esattamente un anno fa ha coordinato la ricerca “La Scuola degli affetti. Indagine sull’edu­cazione alle relazioni”, realizzata dall’Ufficio Studi di Coop.

Uno studio da cui è emerso che la maggioranza dei genito­ri (il 70% del campione) chiede che l’educazione alle relazioni diventi materia scolastica obbligatoria, come già accade in molti Paesi d’Europa, mentre 9 italiani su 10 pensano che pos­sa aiutare a prevenire fenomeni di emarginazio­ne, odio e violenza tra i giovanissimi.

L’educazione alle relazioni ha come principale obiettivo quello di rendere ogni persona consapevole di chi è, cosa desidera, come comportarsi al meglio con gli altri siano esse persone vicine, coetanei o partner. È una formazione a tutto tondo che coinvolge la sfera degli affetti e quella della sessualità. Potrebbe essere una materia scolastica affidata a specialisti competenti e certificati, ma in Italia non lo è e le ultime disposizioni ministeriali sembrano allontanarla piuttosto che favorirla.

La campagna “Dire, fare, amare”

Coop già un anno fa ha aggiunto la sua voce a quella di altre, avviando una campagna di sensibilizzazione che ora prosegue, con incontri che puntano a raggiungere migliaia di persone attraverso la rete dei punti vendita.

In parallelo prosegue l’impegno di Coop nel sostenere l’iter parlamentare della Proposta di Legge di iniziativa popolare per una psicologia pubblica gratuita nelle comunità (e quindi anche nelle scuole) per la quale sono state raccolte, anche grazie ai soci e consumatori Coop, 72.000 firme negli ultimi mesi del 2025. Tra settembre e ottobre nei punti vendita Coop sono stati attivati punti di raccolta firme da cui sono arrivate ben 7.810 firme in appena due mesi.

Anche Unicoop Firenze ha accolto l’iniziativa in venti punti vendita, con presidi che hanno visto il coinvolgimento dei volontari delle sezioni soci insieme ai volontari del Comitato promotore “Diritto a Stare Bene”. Una spinta decisiva al raggiungimento di un obiettivo comune che vede oggi la Proposta iniziare il suo iter Parlamentare. Alle azioni della campagna Close the Gap, si affianca l’impegno con i percorsi educativi promossi nelle scuole.

L’impegno di Unicoop Firenze con le scuole

Per l’anno scolastico 2025/2026 Unicoop Firenze ha proposto due percorsi rivolti a tutti gli ordini di scuole e incentrati sia sui temi di genere, che sull’educazione alle relazioni per promuovere lo sviluppo delle competenze relazionali attraverso una pedagogia dell’ascolto e del confronto.

Una vera e propria alfabetizzazione emotiva che considera le relazioni sociali “beni relazionali”, non intesi semplicemente come rapporti umani positivi ed altruistici, ma anche portatori di valore economico, politico, morale ed educativo. Esse sono indicatori “umani” del ben-essere di un’intera comunità, fondata sull’amicizia, la fiducia, la cooperazione, la coesione sociale, la solidarietà e la gentilezza.

Nell’anno scolastico 2025/2026 i percorsi hanno coinvolto 250 classi e 250 docenti di 148 scuole toscane, per un totale di 5.350 alunni.

Le azioni nel mondo Coop

Prosegue, e si intensifica inoltre, il cammino di Coop verso la reale uguaglianza di genere sociale ed economica all’interno del sistema delle cooperative di consumatori. In un movimento in cui le donne sono il 71% dei dipendenti, il 46% dei ruoli direttivi è ricoperto da donne (rispetto al 40% di un anno fa) e la presenza femminile è evidente anche nei Cda delle cooperative dove il 49,7% dei consiglieri è donna rispetto al 40,8% dello scorso anno come lo è il 54,8% dei soci eletti nei vari organismi rappresentativi dei territori.

A rendere ancora più formale questo percorso la Certificazione della Parità di Genere secondo la UNI PdR 125 che, una volta ottenuta, implica un monitoraggio costante per migliorare i dati di partenza. Conseguita prima da Coop Liguria e poi da Coop Italia, è ora ottenuta e rinnovata da 4 delle grandi cooperative di consumatori, fra cui Unicoop Firenze, mentre le due rimanenti si stanno impegnando nello stesso percorso.

L’impegno di Unicoop Firenze

Rispetto all’impegno per la parità di genere, nel 2024 Unicoop Firenze ha ottenuto la certificazione di parità di genere da SGS, ente certificatore leader nel panorama internazionale, che verifica la conformità agli standard di qualità e sostenibilità da parte delle imprese. La Certificazione è stata confermata anche per il 2025.

Nel corso del biennio, la Cooperativa ha rafforzato la formazione sui temi dell’inclusione e della diversità, ha esteso i servizi e gli strumenti del piano MyWelfare – in particolare quelli a supporto della genitorialità – e consolidato iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, come il percorso iniziato con il programma “Il Linguaggio del Rispetto”, che ha visto anche il contributo dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.

Il rinnovo della certificazione assume dunque un valore particolarmente significativo per la Cooperativa: non solo conferma la conformità agli standard richiesti, ma sancisce qualcosa che va oltre, la volontà di consolidare in modo permanente le politiche di diversità, inclusione ed equità. Unicoop Firenze è da sempre attenta a questo tema, negli ultimi anni ha portato avanti diverse azioni concrete, tra cui l’adozione di un Codice anti-molestie e, più recentemente, l’attivazione di un sistema di gestione per la parità di genere.

Questo ha previsto l’istituzione di un Comitato Pari Opportunità e l’introduzione di un piano strategico triennale. Il Comitato supervisiona l’attuazione di un piano strategico strutturato su sei aree chiave, tra le quali la promozione di una cultura inclusiva, la sensibilizzazione sulla diversità e l’inclusione e il miglioramento del bilanciamento vita-lavoro.

In questo ambito, in particolare, la cooperativa ha messo in campo alcune misure che hanno ricadute concrete positive sull’equilibrio vita-lavoro, anche attraverso una possibile redistribuzione delle attività di cura fuori dal contesto lavorativo.

  • Congedo di paternità: Unicoop Firenze garantisce 4 settimane aggiuntive di congedo di paternità retribuita al 100% per i padri lavoratori e altri 30 giorni di congedo parentale facoltativo
  • Sostegno alla genitorialità: in occasione della maternità e della paternità, oltre al congedo, Unicoop Firenze prevede la possibilità di chiedere ulteriori 6 mesi di assenza per aspettativa non retribuita.
  • Cura dei figli: Unicoop Firenze ha aggiunto fino a tre giorni di permesso non retribuito per le visite specialistiche e per i ricoveri dei figli fino a 14 anni
  • Sportello rete famiglia: Unicoop Firenze ha istituito un servizio che offre ascolto, orientamento e supporto nei momenti di cambiamento familiare, per prevenire situazioni di isolamento o sovraccarico di cura.
  • Tutela delle vittime di violenza: rispetto a quanto già previsto dalla normativa INPS; Unicoop Firenze ha introdotto un ulteriore periodo di 90 giorni in assenza di ferie e permessi, indennizzato al 100%.

Coop e l’accordo con la Fondazione Giulia Cecchettin

Siglato a settembre 2025, il Protocollo d’Intesa fra Coop e Fondazione Giulia Cecchettin si rinnova nel 2026 con durata annuale. La Fondazione Giulia Cecchettin sarà inoltre a fianco di Coop per continuare a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte a soci e consumatori e al tempo stesso volte a sostenere i progetti e le attività della Fondazione come già nel corso del 2025 quando, a partire da novembre, sono state diffuse nelle cooperative le borse di tela che riportano un disegno di Giulia concesso dalla Fondazione e di cui parte del ricavato è andato a loro favore per sostenere ulteriori nuove attività.

Il lavoro con la Fondazione Cecchettin proseguirà anche sul fronte della formazione sui temi della parità di genere estesa ai dipendenti. Dopo un primo progetto pilota, il percorso di formazione interna si amplierà coinvolgendo tutte le grandi cooperative di consumatori in Italia.

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