“Diamo linfa al bene”: l’iniziativa, promossa dall’associazione Libera, fa tappa in cinque Coop.fi che, dal 16 al 18 marzo, accoglieranno incontri aperti alla cittadinanza e punti di raccolta firme perché il 2% del Fondo Unico Giustizia sia destinato alla rinascita dei beni confiscati alle mafie, come nuovi luoghi di comunità, lavoro e futuro.
In prossimità della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e a trent’anni esatti dalla Legge 109/96 sulla destinazione dei beni confiscati alle mafie, l’iniziativa ha preso il via questa mattina, dal Coop.fi di Novoli che ha ospitato un incontro sul tema della legalità e della lotta alle mafie, con un focus sulla destinazione dei beni confiscati alle mafie e sulla raccolta firme rilanciata da Libera.
Come ulteriore sostegno a Libera e alle cooperative associate, fino al 25 marzo, Unicoop Firenze promuove un pacchetto di prodotti Libera Terra con uno sconto del 25%: legumi, pasta, passata, succo, vino, biscotti e altri prodotti disponibili in oltre 20 punti vendita della rete.

All’incontro del 16 marzo hanno partecipato Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, Mia Diop, vicepresidente Regione Toscana, e Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze. Sono intervenuti anche Domenico Fazzari, presidente della cooperativa Valle del Marro, e Alfio Curcio, socio della cooperativa Beppe Montana Libera Terra.
Presenti anche i volontari di Libera impegnati nella raccolta firme. È possibile firmare la petizione anche sul sito www.libera.it

Il coraggio di resistere
«A trent’anni dalla legge sulla destinazione dei beni confiscati alle mafie, rilanciamo la nostra richiesta: per resistere alle mafie ci vuole tanto coraggio e l’aiuto economico che potrebbe arrivare proprio dal 2% del Fug (Fondo unico giustizia). Sarebbe un segnale forte di fiducia e un sostegno concreto ai percorsi di riuso, che si sono dimostrati capaci di offrire ai territori opportunità di sviluppo e inclusione. Ogni anno circa 5 milioni di euro potrebbero tornare alla collettività per la via più diretta, cioè sotto forma di spazi resi disponibili per attività di interesse pubblico, servizi ai più deboli, nuovi posti di lavoro. Ringrazio Unicoop Firenze per il sostegno e il contributo all’iniziativa di raccolta firme», ha dichiarato Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera.
Ogni bene restituito alla comunità è una sconfitta per le mafie
«Trent’anni fa una legge storica ha contribuito a trasformare il modo in cui l’Italia lotta contro le mafie: restituire alla collettività ciò che le mafie le avevano sottratto. Un principio semplice e rivoluzionario, che oggi conta oltre 1.200 esperienze di riuso sociale in tutto il paese. Ma proprio come tre decenni fa centinaia di migliaia di cittadine e cittadini chiesero con la loro firma quella legge così innovativa, adesso occorre una nuova mobilitazione popolare e diffusa per sostenere con il 2% del Fondo Unico Giustizia chi, ogni giorno, trasforma i beni confiscati in presidi di legalità, lavoro e futuro. Per questo siamo qui oggi, accanto a Libera e a Unicoop Firenze, che ringraziamo per aver aperto le porte dei propri spazi a questa iniziativa e per aver scelto di mettere la propria rete al servizio di una causa così importante», ha dichiarato la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, che in queste settimane sta visitando numerosi beni confiscati in Toscana oggetto di riqualificazione per ribadire l’impegno concreto della Regione verso il recupero e la valorizzazione.
«Ogni bene restituito alla comunità è una sconfitta per le mafie e una vittoria per le cittadine e i cittadini», ha concluso Diop.

Ogni giorno contro le mafie e e per la legalità
«Da sempre siamo con Libera e con tutte le cooperative che, come la Valle del Marro e Beppe Montana, lavorano e lottano ogni giorno contro le mafie e per la legalità. Il presente ci chiede di avere coraggio e far sentire la nostra voce: per questo, a pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, abbiamo accolto nei nostri Coop.fi l’iniziativa di raccolta firme e chiamiamo tutti i nostri soci e clienti a firmare per dare un domani migliore e nuove opportunità di rinascita ai territori feriti dalle mafie. L’impegno contro le mafie significa costruzione di speranza, per chi combatte ogni giorno questa battaglia e per tutta la collettività», ha dichiarato Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

Le tappe
Dopo Firenze, l’iniziativa proseguirà con altre 4 tappe.
Martedì 17 marzo
- Coop.fi Lucca via Puccini: ore 17:00, incontro in sala soci. Presente il punto di raccolta firme.
- Coop.fi Pisa Cisanello: ore 17:00, incontro in sala soci con Alfio Curcio, socio della Cooperativa Beppe Montana e Giovanni Pagano, avvocato già referente per beni confiscati per Libera Toscana. Punto di raccolta firme dalle 14:30 alle 20:30.
Mercoledì 18 marzo
- Coop.fi Siena Grondaie: ore 18:00, incontro in sala soci con Alfio Curcio, socio della Cooperativa Beppe Montana. Presente il punto di raccolta firme.
- Coop.fi di Figline Valdarno: ore 17:00 incontro in sala soci. Punto di raccolta firme dalle 9:30 alle 12:30.
La legge 108/96
Il 7 marzo 2026 sono ricorsi i trent’anni della Legge 109/96 con la quale l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie le avevano sottratto. Una conquista fondamentale che ha trasformato i beni confiscati alle mafie in spazi restituiti alla comunità.
Oggi oltre 1.200 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presidi di democrazia e inclusione. Il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fug.
In occasione dei 30 anni dalla legge, Libera ha animato piazze e strade di tutta Italia con la campagna “Diamo linfa al bene”, un’occasione per celebrare le storie di rinascita e rilanciare una richiesta concreta, perché il 2% del Fug sia stabilmente reinvestito per cambiare volto ai patrimoni illeciti e per rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa. Basterebbe il 2% del Fug per far sì che il denaro sottratto alle mafie torni a far crescere il bene comune.
Il Fug
Il Fug (Fondo unico della giustizia) è stato istituito nel 2008 per gestire denaro, titoli, azioni, polizze, sequestrati nella lotta alle mafie. A settembre 2025 il Fug ammontava a 4 miliardi e quasi 800 milioni di euro – dal 2009 sono stati versati allo Stato oltre 3 miliardi di euro ripartiti fra Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia ed entrate del bilancio dello Stato.
Se anche una piccola parte, il 2% appunto, venisse destinata a chi è attivo sul territorio, sarebbe comunque un contributo tangibile.
Libera il 21 marzo festeggia 31 anni di attività, nel 1995 le firme raccolte a sostegno della legge per il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie furono oltre 1 milione. Oggi più che mai c’è bisogno di impegno e attenzione.


Resistenza quotidiana
Tante le storie di lotta alle mafie e resistenza, come quelle di Domenico Fazzari e Alfio Curcio, che portano avanti le due cooperative Valle del Marro e Beppe Montana. Lo scorso luglio le fiamme, dolose, hanno distrutto venti ettari coltivati a grano biologico dalla Beppe Montana a Lentini, in provincia di Siracusa. Poco giorni dopo sono stati danneggiati i macchinari agricoli.
Anche per la Valle del Marro, che opera su oltre cento ettari di terreni confiscati ai principali clan della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, il 2025 è stato un annus horribilis per la sistematica puntualità con cui si sono ripetuti gli attentati. L’ultimo il 12 dicembre, quando sono stati rubati 100 quintali di arance Tarocco per un valore di circa 25mila euro.
Questa serie di furti, come tutti i danneggiamenti passati, punta a scoraggiare l’iniziativa imprenditoriale proprio sui beni confiscati, per far credere che il loro uso sia destinato ad essere fallimentare. Nonostante gli attacchi ripetuti e i danni, le cooperative portano avanti la loro attività e la loro battaglia.
Tuttavia, è altrettanto vero che, con questo ritmo di azioni criminali, diventa ogni giorno più difficile risollevarsi economicamente. Il 2% del Fug servirebbe anche in casi simili, per aiutare chi deve ricominciare ogni volta da capo.
