“Pensiamo circolare” è il titolo della campagna 2026 di Coop per la Scuola, ispirata al modello Salute Circolare sviluppato dalla virologa Ilaria Capua, che ha contribuito anche ai contenuti della parte didattica.
Sul sito coopperlascuola.it ci sono materiali di approfondimento e guide didattiche, oltre a giochi e altri strumenti interattivi. Le classi che si iscriveranno tramite i loro insegnanti potranno partecipare ad attività mirate e differenziate per età. Ma il sito è aperto a tutti, non solo alle classi che partecipano ai progetti.
Come funziona
Dal 10 settembre al 18 novembre, ogni 15 euro di spesa e/o con l’acquisto di prodotti sponsor soci e clienti riceveranno 1 buono Coop per la Collezione Alessi, per poi collezionare prodotti di design per la cucina per preparare tante ricette, e un bollino Coop per la Scuola, da donare entro il 11 gennaio 2027 all’istituto scolastico scelto.
Donare è semplice e veloce, bastano pochi passaggi:
- Scaricare la app Coop per La Scuola 2026
- Scegliere la scuola che si vuole sostenere
- Inquadrare il codice a barre sul retro del Buono
Il concetto di Salute Circolare
«Vorremmo spiegare, dati e fatti alla mano, che ogni nostro gesto o abitudine non è ininfluente, e che salute e sostenibilità sono legate a doppio filo» dice la virologa Ilaria Capua.
Il concetto di Salute Circolare viene illustrato con i quattro elementi degli antichi greci – terra, aria, fuoco e acqua -, che già 2500 anni fa avevano compreso quanto l’equilibrio tra questi fattori influenzasse la nostra salute. «Il caldo, una delle rappresentazioni dell’elemento del fuoco, esercita una serie di effetti sulle popolazioni di animali e sui raccolti – afferma la studiosa -. Pensiamo alle zanzare tigre, sconosciute in Italia fino a qualche decennio fa. Per effetto della globalizzazione i primi esemplari sono approdati nel nostro Paese dal Sud-Est asiatico intorno a metà degli anni ‘80. Negli anni ‘50 la loro presenza sarebbe stata un evento eccezionale, ma oggi, per via dei mutamenti climatici e dell’innalzamento delle temperature, hanno trovato in Italia un ambiente adatto alla loro sopravvivenza e alla riproduzione. Giacché uova e larve sono riuscite a superare l’inverno, la loro diffusione è diventata esponenziale, e queste specie sono diventate endemiche».
Cosa comporta tutto questo per noi? «Non solo fastidio – prosegue Capua -. Ogni estate assistiamo qua e là a focolai di malattie infettive esotiche come Dengue, West Nile e Chikungunya, che si diffondono proprio a causa della presenza di zanzare tropicali. Oggi sono ancora malattie limitate ad alcuni distretti, ma si prevede che nei prossimi anni i focolai aumenteranno e potrebbero diventare malattie diffuse in zone ampie del Paese».
Anche le alluvioni – e qui passiamo all’elemento acqua e alle sue interazioni con la terra – che lasciano acqua stagnante sul terreno per giorni, influenzano l’agricoltura e il ciclo di vita delle zanzare che, si sa, amano il caldo e hanno bisogno dell’acqua ferma per deporre le uova. «E se passiamo all’elemento aria e alle tempeste di vento, quella di Vaia, che nel 2018 in Trentino ha abbattuto letteralmente 14 milioni di alberi, ha avuto un altro e etto inaspettato: le piante cadute hanno creato terreno di coltura ideale per un parassita del legno, che si è di uso così rapidamente da attaccare anche quelle sane», conclude Capua. Altra connessione, altro squilibrio.
