Unicoop Firenze: sguardo al futuro

Prospettive, priorità, e conferme. Intervista a Daniela Mori confermata presidente del Consiglio di sorveglianza e Maura Latini, la nuova presidente del Consiglio di gestione 

Daniela Mori

Nata a Empoli (FI) e laureata in Lettere, ha svolto la sua carriera tutta all’interno del mondo cooperativo. Presidente della sezione soci di Empoli sin da giovanissima, è stata nella direzione soci di Unicoop Firenze ricoprendo diversi ruoli. È presidente del Consiglio di sorveglianza dal 2014, confermata nel 2026 per il quinto mandato, e presidente della Fondazione Il Cuore si scioglie. Negli anni della sua guida, la cooperativa ha conosciuto un’importante espansione della rete di vendita e delle attività sociali in Toscana. Per il suo impegno per la cooperazione, la crescita sociale della comunità e la parità di genere, ha ottenuto riconoscimenti come il Fiorino d’Oro della Città di Firenze (2018) e il Pegaso delle Donne della Regione Toscana (2023).

Foto di Stefano Schirato. Daniela Mori

Quale sarà l’orizzonte dei prossimi tre anni?

Vogliamo garantire una cooperativa solida e capace, non solo di mantenere la forza acquisita in 53 anni di attività in Toscana, ma di rilanciare il suo ruolo e quello della cooperazione. I numeri del 2025 e degli ultimi dieci anni confermano la nostra solidità, ma il contesto è cambiato, non possiamo ignorarlo.

A partire dall’impoverimento delle famiglie, con la crescente forbice tra salari e prezzi e l’invecchiamento della popolazione, con la Toscana tra le regioni più anziane, cui si aggiungono la trasformazione digitale, una concorrenza più agguerrita e, non ultimi, il cambiamento climatico e una geopolitica turbolenta: elementi, questi ultimi due, che incidono direttamente e quotidianamente sulla nostra attività caratteristica.

Per rimanere stabili occorre un cambio di passo, anche alla luce della nostra crescita con la recente acquisizione di sedici punti vendita sulla costa toscana e l’integrazione, che stiamo avviando, di trenta negozi gestiti finora dalla società Terre di Mezzo nelle province di Siena e Arezzo.

Soci al centro, con quali priorità?

Da sempre lo sono, in particolare per la tutela del potere d’acquisto che per la cooperativa è un imperativo e una responsabilità da marcare ancor di più nel prossimo triennio. Vogliamo lavorare con una strategia di massima attenzione: lo faremo sul fronte della convenienza ma non solo. Proveremo a dare risposta a un pubblico di soci e consumatori sempre più vario, informato e tecnologizzato, più esigente e fluido nelle scelte di acquisto.

In controtendenza rispetto al presente, la parola guida per noi sarà “fiducia”: sosterremo la partecipazione attraverso un ascolto costante dei soci, incrementeremo le relazioni con gli attori istituzionali e con gli oltre 800 fornitori toscani, e valorizzeremo l’intera organizzazione, che oggi conta oltre 9900 lavoratori.

Quali saranno i prossimi passi?

Gli obiettivi sono molti e su più fronti: dal consolidamento nei nuovi territori sulla costa allo sviluppo ulteriore della rete di vendita, dal miglioramento dell’efficienza interna ai nuovi servizi per i soci, ai progetti sul fronte del benessere delle persone, tema che tiene insieme cibo, salute e prevenzione, cultura, socialità, alfabetizzazione digitale.

In questo panorama di grande cambiamento, il Consiglio di sorveglianza ha nominato presidente della gestione Maura Latini, una manager di grande esperienza nella cooperazione e che può consentirci di affrontare il futuro, dando gambe solide alle linee che, entro fine anno, delineeremo con il Consiglio di sorveglianza.

Foto di Stefano Schirato. Maura Latini

Maura Latini

Diplomata con maturità artistica, vanta una lunga esperienza in Unicoop Firenze, dove ha iniziato partendo dai punti vendita e arrivando a ricoprire l’incarico di direttrice commerciale e direttrice vendite. Nel 2010 è stata nominata vicepresidente di Coop Italia, di cui nel 2013 è stata direttrice generale. Dal 2014 al 2017 è stata anche presidente di Cpr System, cooperativa attiva nel riciclo e recupero degli imballaggi. Nel 2015 è entrata a far parte del Consiglio di amministrazione di Coopernic, Centrale cooperativa europea dove, dal 2017 al 2019, ha ricoperto il ruolo di vicepresidente e dal 2024 al 2026 di presidente. Nel 2019 è stata nominata amministratrice delegata di Coop Italia. Nel 2023 ha lasciato questo ruolo, dopo la nomina a presidente di Coop Italia, incarico che ha ricoperto fino a giugno 2026.

Con questo incarico Maura Latini ritorna alle origini?

Un ritorno sì, ma non alle origini perché ho trovato una cooperativa completamente cambiata: più grande, molto organizzata, presente in nuove aree. È un’organizzazione che devo imparare a conoscere e lo faccio con grande entusiasmo visti i risultati molto positivi che sono stati raggiunti anche negli ultimi anni.

Arrivo in una realtà che non si accontenta del suo buon andamento, ma ha la volontà di andare oltre, consolidando la difesa del potere d’acquisto per tutti i territori, garantendo anche per il futuro l’elevata qualità dei prodotti e potenziando il rapporto con il territorio, già molto forte e capace di fare da volano economico e sociale per tutto il contesto toscano. È partendo da questo valore, un solido pilastro che la cooperativa ha costruito nel tempo, che inizio il mio mandato per percorrere un nuovo pezzo di strada insieme.

Con che spirito guarda al futuro e al suo nuovo ruolo?

Davanti a uno scenario complesso come quello attuale, come cooperatrice di lunga data provo un grande senso di responsabilità rispetto all’impegno di andare avanti in modo coerente, ma con una forte spinta all’innovazione. Ho sposato con assoluta convinzione la visione tracciata dalla presidente Mori e dal Consiglio di sorveglianza, secondo cui ora è il momento di cogliere la sfida e l’opportunità per un salto in avanti. La cooperativa è arrivata fin qui e continuerà a lavorare con il massimo impegno, orientato alla tutela dei soci. Oggi, però, questo sforzo va coniugato con la capacità di essere più efficienti e di rinnovarsi. 

Quali le leve per consolidare la cooperativa sul territorio? 

Le leve sono molte e il 2027 sarà un primo banco di prova. In questo percorso, un pilastro centrale sarà la nostra rete di vendita perché l’innovazione non è solo digitale, logistica o di prodotto, ma passa soprattutto attraverso i punti vendita, che sono il cuore pulsante della cooperativa.

I negozi non sono semplici luoghi di scambio commerciale, ma vere e proprie antenne sul territorio, capaci di ascoltare e intercettare ogni giorno i bisogni reali dei soci e dei consumatori: qui lavorano migliaia di persone che custodiscono competenze, saperi e mestieri straordinari. Penso alla gestione dei freschi, alla conoscenza del prodotto, alla capacità di dare accoglienza: un patrimonio umano che oggi vogliamo valorizzare ancora di più. 

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