La ricetta di questa minestra o zuppetta l’ho tirata giù dal ricettario artusiano, n. 61. Le lenticchie prendono il nome dal luogo di coltivazione: quelle di Castelluccio hanno come grande pregio l’avere la buccia finissima. Le lenticchie in passato godevano di un pregio maggiore rispetto a ceci e fagioli, tant’è che Esaù vendette al fratello Giacobbe la primogenitura, in pratica capre e cavoli, proprio per un piatto di lenticchie. Si sa la fame fa brutti scherzi, ma come doveva essere buono quel piatto biblico!?
Con questa zuppa lo scoprirete anche voi e sono certa che diventerà ricorrente sulle vostre tavole, perché sana, economica e squisita. La cucina furba ha sempre un barattolo di lenticchie in dispensa: proteine, ferro e cuore, tutto in un chicco.
Quando non sai cosa cucinare… loro sanno cosa fare.
E allora fatevi furbi, buone lenticchie a tutti e buon appetito,
la vostra Luisanna
La ricetta (x 4 persone)
Tempo di preparazione: 40 minuti
Ingredienti
- 400 g di lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP fior fiore Coop
- 2 scalogni
- 2 coste di sedano
- 2 cipolle
- Ramerino q.b.
- Sale e pepe q.b.
- Olio extravergine di oliva Coop q.b.
La preparazione
1. Passate sotto l’acqua le lenticchie e se avete tempo tenetele una mezz’ora a bagno. Sennò va bene lo stesso, ci vorrà qualche minuto in più per cuocerle.
2. Intanto preparate gli odori, tagliandoli a pezzetti regolari e fateli stufare, a fiamma bassa, fino a che non si ammorbidiscono: non devono prendere colore.
3. Scolate le lenticchie e versatele nella pentola, unite 1/2 di l’acqua calda, il rametto di rosmarino e fate sobbollire e cuocere per una mezz’ora. Col passaverdura passatene 1/3, mescolate, aggiustate il brodo, sale e pepe e, se vi piace, aggiungete anche un po’ di peperoncino: servitela bella calda brodosa, con un ultimo filo di olio buono a crudo.
P.S. C’è chi ci cuoce la pasta o chi ci aggiunge dei quadratini di pane tostato: io la preferisco così, semplice, sincera e senza fronzoli
