Trama
La narrazione prende spunto dall’allagamento della scuola per bambini “speciali” frequentata dalla piccola Josephine, narratrice a ritroso nel tempo e protagonista insieme ai suoi cinque piccoli compagni.
Il loro trasferimento obbligato nella vicina scuola “normale” dà origine a varie avventure e disavventure, colpi di scena tesi alla scoperta del colpevole dell’allagamento e alle sue motivazioni. Ma la verità degli accadimenti sarà svelata solo dalla Josephine ormai adulta, decenni dopo, che ci racconterà ciò che era veramente successo in quel periodo della sua infanzia.
Nel frattempo, nel corso della narrazione, vengono fuori i caratteri e i tic dei vari personaggi, soprattutto degli adulti che ruotano intorni ai ragazzini, la maestra impegnata e preoccupata sinceramente della loro educazione, i genitori che sembrano vivere in una bolla lontana dalla realtà, il direttore opportunista e conformista – ma anche disposto a derogare per amore dalle regole e dai benpensanti – e chiaramente tutte le sfumature delle “specialità” dei ragazzini.
Le nostre riflessioni
La piccola Josephine è la protagonista indiscussa della vicenda, insieme ai suoi cinque compagni, ognuno ben caratterizzato nelle proprie piccole manie e si comprende subito – dalle intuizioni che hanno, dalla creatività e capacità di agire in maniera logica e appropriata- che sono dotati di sensibilità e capacità superiori alla media, il che li rende indubbiamente “speciali”, richiamando alla mente disturbi del neurosviluppo, come la sindrome di Asperger.
L’ incontro/scontro con gli altri arricchisce i due mondi, dando a entrambi l’opportunità di ampliare gli orizzonti conoscitivi e relazionali.
Una storia trattata a volte in modo serio e in altre ironico, riferita dal punto di vista dei ragazzini, che non hanno preconcetti e che sono interessati e curiosi; quindi molti temi importanti -anche difficili ma essenziali per la comprensione delle basi della vita comunitaria- vengono ampiamente trattati in quanto oggetto di sollecitazione da parte dei ragazzi nei confronti dei personaggi adulti, in particolare il Direttore e la Maestra- con esempi ben centrati. Si affrontano quindi principi come la democrazia, l’inclusione e la libertà, che è proprio l’essere diversi in mezzo agli altri, il rispetto reciproco, la solidarietà. Vengono messe alla berlina l’artificiosità degli adulti, la mancanza di flessibilità, l’incapacità di accettare gli altri, le loro frasi fatte. Viene anche evidenziata l’eccessiva ingerenza dei genitori nella realtà scolastica, che tende a frenare la spontaneità dei figli, nuocendo all’autorevolezza dei docenti.
Il libro ha una trama particolare e originale, che però non viene apprezzata da tutti, in quanto ha un messaggio troppo scoperto e ordinario. Inoltre il mettere insieme adulti e bambini, speciali proprio per le loro caratteristiche di disinibizione, può sembrare una furberia dell’autore.
Lo consigliamo a...
Appare adatto a tutte le fasce di età.
