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Tatà

Tatà

Autore Valerie Perrin

Casa editrice E/O

Pagine 596

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Agnès viene informata del decesso della zia Colette, anche se questa risulta morta e sepolta tre anni prima. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta? È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia piena di audiocassette, Agnès ricostruisce la storia della sua famiglia, in cui il destino dei componenti è legato a una specie di circo degli orrori, all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata, alle vicende di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio.

Le nostre riflessioni

La scrittrice ha affrontato troppi argomenti in un’unica trama: pedofilia, violenza sulle donne, genocidio, omosessualità, infedeltà, maltrattamenti su persone e animali, ecc. veramente troppe storie dentro altre storie. Viene narrata la violenza in più forme, in situazioni diverse e così il romanzo diventa noioso e prolisso, poco credibile e molto prevedibile. Sicuramente andrebbe bene per una fiction televisiva, come romanzo di intrattenimento che, per sua stessa natura, incontra il gusto di tanti. Si prova la sensazione di assistere a un puzzle fatto a tavolino.

All’unanimità pensiamo che con circa 200 pagine di meno la storia avrebbe potuto essere piacevole e avvincente, se inoltre non avesse affrontato troppi temi che la rendono poco scorrevole e se non avesse introdotto personaggi secondari, non ben definiti, che non arricchiscono il contesto, ma creano solo confusione.

Le troppe coincidenze rendono inverosimili i fatti narrati, anche se la trama risulta piacevole e gli sviluppi sorprendenti incuriosiscono il lettore, spingendolo ad arrivare fino alla fine della storia; ma il continuo intrecciarsi di piani temporali alternati suscitano disorientamento rendendo la lettura dispersiva.

Si riconosce comunque all’autrice il merito di aver fornito utili spunti di riflessione, come quello del rapporto madre/figlia e di aver legato il tutto con una scrittura fluida, che ti porta a leggere tutto e che alla fine ti sorprende con un colpo di scena.

Lo consigliamo a...

A tutti coloro che vogliono leggere un libro di intrattenimento.