Trama
Romanzo di formazione, è la storia raccontata in prima persona dal protagonista, Luigi Bellandi ovvero Gigio, che ormai sessantenne ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, a partire dall’estate versiliese del 1972, quando, ragazzo di 12 anni, compie i passi importanti nel suo processo di maturazione e di conoscenza della realtà e della vita che lo porteranno a scoprire la nuova musica rock, la lettura, lo sport e l’amore. È in questa estate che all’improvviso si manifesta in lui per la prima volta il sentimento dell’amore verso Astel, una ragazzina sua vicina di ombrellone dalla pelle ambrata e dalle treccine nere come onice.
Intorno a lui si muovono vari personaggi, raccontati con maestria e struggente malinconia, così come vengono descritti con precisione ambienti, atmosfere, immagini, colori, suoni e soprattutto odori: è l’odore del sole quello che sovrasta e avvolge tutto, persone, sentimenti ed oggetti. Mescolate insieme alle microstorie (la morte per soffocamento di un ragazzo, il caso Lavorini, un fatto delittuoso, oltre naturalmente alle vicende familiari) c’è la macrostoria e cioè il racconto della strage avvenuta nel corso delle Olimpiadi di
Monaco, il 6 settembre 1972, quando un commando di guerriglieri palestinesi, il cui nome “Settembre nero” dà il titolo al libro, prese in ostaggio gli atleti israeliani, provocando la reazione delle forze tedesche che causò la morte di tutti gli atleti israeliani e degli attentatori. Ma il settembre è “nero” anche per quanto riguarda la vita di Gigio e di sua sorella Gilda, che viene travolta da un evento drammatico e irreversibile, che interrompe bruscamente il tran tran dell’estate e fa perdere al ragazzo “tutto quello che aveva”. Il trauma familiare viene superato e la ferita rimarginata in seguito alla costruzione di un percorso di vita soddisfacente (così racconta Luigi, ormai adulto, di se stesso e di Gilda), le cui solide basi si fondano sui valori che hanno ricevuto dai genitori.
Lo scrittore vuole rendere visivamente questa rinascita delle vite dei due ragazzi dopo il trauma subito e nell’immagine grafica che chiude il romanzo vengono rappresentati due polloni di olivo che, dopo una terribile gelata che ha colpito il loro oliveto, sono ricresciuti miracolosamente in modo autonomo appoggiandosi sui due lati opposti dello stesso tronco reciso, ma riunendo in alto le loro chiome.
La citazione degna di nota
Quando tutto è crollato a terra in una serie di pezzi sparpagliati, rimontali come puoi e forse il risultato potrebbe essere meglio di prima:riparti cioè dalle rovine per ricostruirti.
Anche se non si può dimenticare di essere stati infelici non è detto che si debba per sempre ricordare il perché.
Le nostre riflessioni
Il romanzo è denso di accadimenti, descrizioni, aneddoti, flussi di memoria quasi incontrollabile, ricordi infantili, flash di echi sensoriali che coinvolgono il protagonista nel breve lasso di tempo della sua età adolescenza. La narrazione di questa prima parte del romanzo è più ampia e ricca di dettagli rispetto al racconto successivo, in cui la storia cambia, “sterza” su contenuti non più sintonici con le promesse della vita vissuta sino ad allora. È come se lo scrittore volesse fotografare nei minimi particolari i comportamenti, i pensieri, il contesto e il profilo psicologico del personaggio preadolescenziale nelle sue interazioni con gli altri per poi imprimere al racconto un’accelerazione repentina, in cui si susseguono rapidamente lo shock dell’attacco terroristico e il drammatico epilogo delle vicende familiari dei protagonisti, di cui però non vengono particolarmente approfonditi gli impatti emotivi.
Si predilige mettere in luce gli aspetti positivi del successivo vissuto, come ad esempio il fatto che Gigio ormai adulto metta a frutto la sua abilità e inclinazione, manifestatesi fin da piccolo, a lavorare sulle e con le parole. Il ritratto del muflone che si vede in copertina è un’immagine (non particolarmente bella, va detto, anche se molto significativa) di questo suo particolare e sorprendente talento che lo farà diventare un abile ed esperto traduttore. Ripetere ossessivamente le parole nella solitudine della sua cameretta, come la parola muflone, serve al protagonista adolescente, a scoprire la natura magica e salvifica delle parole.
Il linguaggio del romanzo ha un doppio piano temporale e registro narrativo, dove si alternano i punti di vista di Gigio adolescente e di Gigio ormai maturo. Soprattutto nella parte dei ricordi della fanciullezza è semplice, fluido, riesce a far immergere il lettore nell’estate versiliana che il ragazzo sta vivendo. I periodi sono piuttosto brevi e con pochi incisi, le espressioni sono talvolta colloquiali, con coloriture toscane, e rispecchiano un preadolescente come Gigio, educato ad esprimersi in italiano e non in vernacolo, anche se non mancano termini e modi di dire popolari.
Lo consigliamo a...
a chi sa conservare il ricordo delle figure familiari, dei loro insegnamenti e valori, pur nelle vicende traumatiche della vita.
Le parole chiave del libro
Parole
traduzioni
musica
letture
riviste
figurine
sport
sofferenza e resistenza
inquietudine
tradimento
fioritura personale
affetti familiari
perdita dell’innocenza e della felicità infantile
resilienza
rinascita
