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Sette Opere di Misericordia

Sette opere di misericordia

Autore Piera Ventre

Casa editrice Beat, 2020

Pagine 414

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Il libro narra di una famiglia, gli Imparato, che vivono in una Napoli fuoriuscita dal terremoto dell’Irpinia del 1980, una città ferita, incattivita, dipinta come un girone infernale. La famiglia vive all’interno di un cimitero, dove Cristoforo fa il custode – suo malgrado, ma con una buona dose di rassegnazione- dopo aver visto dissolversi il suo progetto di vita.

La moglie Luisa accetta con dolore la situazione che si è venuta a creare e guarda con apprensione la crescita dei due figli, Rita e Nicola. Anche in questi ultimi si manifesta una sorta di pesantezza del vivere, concetto reso dall’autrice attraverso la descrizione di difetti fisici che li isolano dai coetanei (dai quali il piccolo Nicola viene ripetutamente bullizzato), ma soprattutto attraverso la restituzione di uno sguardo pensoso e preoccupato sulla realtà che li circonda.

Gli altri protagonisti del racconto – Rosaria, Lorenzo, Nino, Rosalba- entrano in vario modo in contatto con i membri della famiglia Imparato, mettendone alla prova le residue capacità di resistenza alle tentazioni, sia di carattere sessuale, che affettivo, che possono mettere in crisi i loro ruoli.

Su tutte le disavventure e i guai che la famiglia attraversa, si erge la figura del piccolo Nicola, che nella sua vulnerabilità e fragilità diviene la saggezza personificata, l’elemento critico senza giudizio, il principio stesso della Misericordia.

Alla fine, parallelamente a un intreccio di cose non dette, di pensieri inconfessati e inconfessabili, prende corpo la tragedia di Vermicino, con la forma di spettacolarizzazione della morte cui abbiamo assistito nel giugno del 1981.

Anche la famiglia Imparato si trova in un pozzo e solo il piccolo Nicola riuscirà a dare un senso di speranza alle loro vite; “sono la sua tenerezza e la sua sensibilità a preservare la speranza, l’unica cosa che resta sul fondo del vaso di Pandora quando ormai tutti i mali del mondo sono dilagati” (da un’intervista all’autrice)

La citazione degna di nota

La realtà non coincideva con il reale, poiché è reale solo ciò che la scompagina (pag. 276)

Le nostre riflessioni

Il libro ha avuto un forte impatto emotivo su tutti i membri del gruppo di lettura, anche su coloro che ne sono stati impressionati negativamente. È stata rilevata la crudezza delle descrizioni di una Napoli cadente e truce, come pure dei protagonisti, dipinti nelle loro manchevolezze, senza sconti.

La vicenda narrata si sviluppa senza una trama particolarmente significativa, eppure le vicissitudini della famiglia Imparato risultano avvincenti, grazie ad una scrittura molto ricca, che usa aggettivi incalzanti.

Il contesto del libro sembra prendere spunto dall’infelicità e concludersi, amaramente, in un pozzo, quasi a vanificare ogni ipotesi di riscatto.

In questo senso è emblematica la figura di Rita, per cui il reale è tutto quello che stona, la stortura, l’alterazione; l’unico rimedio per tenere in vita la realtà, come pure la famiglia, è la finzione, la menzogna. Rita sembra destinata simbolicamente al pozzo, vittima di circostanze avverse, senza nessuna chance di poter uscire da Napoli.

Eppure, contemporaneamente, si percepisce la presenza di un sentimento pietoso, una dirittura morale in questi personaggi, soprattutto i genitori, che hanno coscienza di sé e delle proprie azioni, che accolgono l’esistente con rassegnazione, ma anche in maniera dignitosa. Il piccolo Nicola incarna, e allo stesso tempo contrasta, questa mancanza di felicità, attraverso l’immaginazione di un bambino, in modo tenero e affettuoso, sicuramente misericordioso, veicolando lo sguardo dell’autrice.

Lo stile della scrittura è diretto ed efficace, con un gusto particolare per l’intreccio tra lingua letteraria e vocaboli dialettali, che rende molto suggestivo il racconto.

Lo consigliamo a...

Agli amanti di storie tenere e tremende insieme.

Le parole chiave del libro

Infelicità

riscatto

pozzo