Trama
Clementina è una giovane vedova con una figlia e due figli che dopo la morte del marito – avvenuta nella prima metà del Novecento – torna a vivere a Lecce dalle sorelle. Sarà lì che incontrerà un professore francese che le suggerirà di cominciare ad aiutare nello studio degli altri ragazzi, visto che già lo ha fatto – egregiamente – con i suoi figli. Clementina vincerà le sue resistenze e insegnerà per più di vent’anni, trovando una via per realizzare se stessa.
La citazione degna di nota
«Insegnare l’aveva tenuta in vita per ventitré anni. Doveva tantissimo a quel mestiere che si era inventata nella disperazione e che, anno dopo anno, l’aveva fatta sentire sicura di sé e delle sue capacità. Non si era improvvisata maestra come aveva detto a sua sorella molti anni prima, non avrebbe mai potuto farlo. Aveva studiato, ripassando di notte, ogni notte, per mesi e mesi. Non si era mai chiesta se per lei insegnare fosse una missione o una vocazione. Era successo e basta. Aveva imparato sulla sua pelle che se rimugini troppo sulle cose che accadono rischi di affondare. E lei invece non era affondata. Per carattere e per educazione, e pure perché sapeva che, se l’avesse fatto, avrebbe portato a fondo con sé i vivi e i morti».
Le nostre riflessioni
Questo romanzo si legge rapidamente ma – come ha detto una di noi – : “l’ho letto volentieri ma non ci ho trovato granché di profondo…”. La figura della protagonista ci è risultata un poco noiosa, ma ci è piaciuto che la sua realizzazione personale fosse connessa alla decisione di “fare scuola”, e di mettere al primo posto l’educazione dei figli e della figlia. La vera protagonista ci è parsa la famiglia e ci è piaciuto il rapporto tra le tre sorelle così come abbiamo apprezzato i continui salti temporali nella narrazione. Osiamo dire che non siamo di fronte ad un libro “indimenticabile” ma che è stato – per quasi tutte – una lettura piacevole e scorrevole.
Lo consigliamo a...
Alle ragazze e ai ragazzi che frequentano la scuola superiore.
A tutte e tutti.
