Trama
Bill Furlong, un commerciante di carbone nell’Irlanda del 1985, durante una consegna al convento locale, scopre una ragazza imprigionata e maltrattata in un deposito.
Tormentato da questa visione (riferita al tragico contesto delle Case Magdalene), e contro il tacito invito della comunità a ignorare la potente istituzione religiosa, Bill decide di agire con coraggio. Ritorna al convento, libera la giovane e la porta a casa con sé, compiendo un piccolo ma significativo atto di umanità e resistenza morale.
La citazione degna di nota
Si ritrovò a domandarsi che senso aveva essere vivi se non ci si aiutava l’un l’altro. Era possibile tirare avanti per anni, decenni, una vita intera senza avere per una volta il coraggio di andare contro le cose com’erano e continuare a dirsi cristiani, a guardarsi allo specchio?”
Le nostre riflessioni
Un romanzo delicato che affronta un tema forte (Case Magdalene). La trama è una critica al perbenismo e alla cultura dominante della religione cattolica in Irlanda.
La scrittrice scrive in maniera calma e tutto è sottotono, creando un’atmosfera sfumata e ovattata. Gran parte dell’orrore si suppone, si pensa e non viene descritto direttamente. La sensibilità del protagonista, Bill Furlong, è legata alle sue origini. Il paesaggio descritto spesso fa da sfondo. Il libro si chiude con un finale aperto.
Le parole chiave del libro
Perbenismo
ipocrisia
religione
