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Persone normali

Persone normali

Autore Sally Rooney

Casa editrice Einaudi, 2019

Pagine 239

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di Lettura sezione soci Coop Tavarnelle Val di Pesa

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Persone normali racconta la storia di Marianne e Connell, due giovani irlandesi che si conoscono durante il liceo e che continuano a incontrarsi, perdersi e ritrovarsi negli anni successivi, tra l’università e l’ingresso nell’età adulta.

Il romanzo segue il loro rapporto nel tempo, fatto di attrazione, incomprensioni, silenzi e difficoltà di comunicazione. Non c’è una vera trama tradizionale: la narrazione procede per scene, dialoghi e momenti quotidiani, concentrandosi soprattutto sulle emozioni, sui pensieri e sulle fragilità dei protagonisti.

Sally Rooney racconta una relazione complessa e irrisolta, inserita in un contesto sociale e generazionale ben definito, dove il disagio emotivo e l’incertezza sembrano essere elementi costanti della vita dei personaggi.

La citazione degna di nota

“La vita è davvero tanto peggio qui che nel letto? No, la vita è esattamente la stessa. La vita è quella cosa che ti porti appresso nella testa”

Le nostre riflessioni

La reazione del gruppo è stata unanimemente negativa: Persone normali non è piaciuto a nessuno. La critica principale ha riguardato la mancanza di una vera storia: molti lettori hanno avuto la sensazione che il libro proceda senza una direzione chiara, privo di una trama capace di coinvolgere.

Il romanzo è stato percepito come esistenzialista, ma fortemente generazionale, molto legato a un certo modo contemporaneo di raccontare le relazioni e il disagio giovanile. Questo aspetto, anziché avvicinare, ha creato distanza, rendendo difficile l’immedesimazione.

La scrittura è stata giudicata ossessiva, concentrata su descrizioni minuziose di elementi ritenuti irrilevanti, come oggetti o piccoli gesti quotidiani, a scapito dello sviluppo narrativo. I personaggi sono

apparsi tristi e grigi, spesso incapaci di reagire o di cambiare, e l’incomunicabilità tra di loro, insieme alla loro inerzia, è sembrata a tratti quasi esagerata, più costruita che naturale.

L’intera storia è stata percepita come deprimente, senza veri momenti di apertura o di speranza. È stato però riconosciuto un elemento positivo nella struttura del romanzo, considerata interessante per il modo in cui scandisce il tempo e i passaggi della relazione tra i protagonisti. Tuttavia, questa scelta formale non è bastata a compensare la sensazione di vuoto e di immobilità che ha accompagnato la lettura.

Nel complesso, Persone normali è stato vissuto come un libro che non coinvolge né consola, più attento all’analisi del disagio che al piacere del racconto.