Open

Open

Autore Andre Agassi

Casa editrice Einaudi, 2011

Pagine 502

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Un grande campione di tennis si mette a nudo e racconta la fatica e la sofferenza nascoste dietro un’eccellente carriera: gli allenamenti estenuanti, l’amore-odio provato nei confronti del tennis e anche la figura di un padre oppressivo che vuole a tutti i costi spingerlo verso la vetta del successo.

La citazione degna di nota

Sono giovane, relativamente parlando. Trentasei anni. Ma al risveglio me ne sento novantasei. Dopo trent’anni di scatti, di arresti in una frazione di secondo, di balzi e atterraggi sul duro, il mio corpo non sembra più il mio, soprattutto la mattina. Di conseguenza, neanche la mia mente sembra la mia.

Le nostre riflessioni

Quello che emerge dalla storia di Agassi è il sentimento profondo di odio e amore che egli sperimenta nei confronti del tennis; fin dall’inizio della narrazione comprendiamo che la sua carriera così illustre nasconde in realtà molta tribolazione e una grande solitudine.

Nel nostro circolo c’è chi ha amato molto questo libro e chi invece ha trovato noiose le tante descrizioni dei match e non ha apprezzato il fatto che il libro sia stato scritto a quattro mani con il giornalista, scrittore e premio Pulitzer J.R. Moheringer (per alcune/i di noi questo infatti toglie pathos alla narrazione).

Quello che tutte e tutti abbiamo notato è il condizionamento oppressivo che i genitori possono esercitare, proiettando sui figli dei sogni incredibili e spingendoli verso degli obiettivi faticosi e dolorosi.

Al di là delle opinioni individuali e personali, troviamo che questo libro sia un’interessante testimonianza umana che ci racconta una carriera (e una vita) passata per gran parte a lottare contro il senso di inadeguatezza, a lavorare sul controllo della propria mente pur di riuscire a battere l’avversario e a domare dolori fisici lancinanti.

Lo consigliamo a...

Alle appassionate e agli appassionati di tennis, ai genitori di ragazze e ragazzi sportivi, alle future educatrici e ai futuri educatori, a tutte e tutti noi per ricordarci che talvolta il troppo amore rende ciechi.