Trama
Durante una violenta tempesta di neve a New York, tre persone molto diverse si ritrovano coinvolte in un imprevisto che sconvolge le loro vite. Richard, un professore universitario solitario e abitudinario, tampona per sbaglio l’auto di Evelyn, una giovane immigrata guatemalteca senza documenti che nasconde un segreto pericoloso. Lucía, collega cilena di Richard, viene trascinata nella situazione quasi per caso, ma finisce per diventare il collante del trio. Il tentativo di aiutare Evelyn li costringe a un viaggio invernale che diventa anche un percorso interiore: ciascuno è costretto a fare i conti con il proprio passato, con le ferite ancora aperte e con ciò che teme di affrontare. Nel gelo della città e nelle difficoltà che incontrano, nasce però un legame inatteso che offre a tutti una possibilità di rinascita.
La citazione degna di nota
Nessuno invecchia dopo morto, figlia mia
Le nostre riflessioni
Allende si conferma una scrittrice di talento: il libro è scorrevole e piace molto la prima parte, quella dove l’autrice si dedica a descrivere il contesto storico e le dinamiche che ne susseguono.
Si ha la sensazione, però, che ad un certo punto questa scia venga abbandonata, per lasciare il passo alla parte “romanzata”: il finale è fin troppo semplice e banale per un romanzo che era partito così bene. I lettori avrebbero apprezzato maggiormente il libro se si fosse dato meno spazio al giallo: il romanzo risulta, infatti, un po’ troppo affollato.
Lo consigliamo a...
Ai veri appassionati di Isabel Allende.
Le parole chiave del libro
Migrazione
identità
speranza
integrazione
amore maturo
solidarietà
