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Ogni mattina a Jenin

Ogni mattina a Jenin

Autore Susan Abulhawa

Casa editrice Feltrinelli, 2011

Pagine 400

La valutazione del Circolo

Che emozione ci ha lasciato il libro?

In collaborazione con Circolo di lettura sezione soci Coop Arezzo

I Circoli di lettura sono una comunità di lettori che si ritrovano, una volta al mese, per scambiarsi opinioni e sensazioni su un libro la cui lettura, individuale, è stata decisa di comune accordo.

Trama

Susan Abulhawa ci conduce alla scoperta della storia di una famiglia palestinese, quella di Amal, costretta nel 1948 ad abbandonare il villaggio dei propri antenati – Ein Hod- per andare a vivere al campo profughi di Jenin.

Veniamo poi letteralmente risucchiate/i dai fatti che si snodano tra il 1941 e il 2002: assistiamo alle dolorosissime vicende di due fratelli destinati a diventare nemici perché il primo viene rapito diventando poi un soldato israeliano, mentre il secondo dedicherà la sua vita a sostenere la lotta palestinese.

Parallelamente ci addentriamo nella storia della loro sorella Amal, ne leggiamo l’infanzia, la vita come profuga, i lutti vissuti, gli amori, fino all’esperienza della maternità e alla sua necessità di condividere proprio con la figlia l’intensa e intricata storia familiare…

La citazione degna di nota

Ripenso a quegli anni con nostalgia. È vero che non avevamo stufe per riscaldare le notti fredde o l’acqua dei bagni settimanali, ma avevamo molte delle cose che riscaldano l’anima. Eravamo amiche che all’occorrenza si sdoppiavano in madri, sorelle, insegnanti, aiutanti e a volte perfino in coperte. Condividevamo tutto, dai vestiti alle angosce. Ridevamo insieme e scolpivamo i nostri nomi nelle antiche pietre di Gerusalemme.

Le nostre riflessioni

Abbiamo amato intensamente questo romanzo, che ci è sembrato traboccante di dolore e poesia. Ci siamo trovate tutte e tutti d’accordo nel dire che sia una storia cruda, reale, molto ben documentata a livello storico, con un finale forse utopico.

Crediamo che l’autrice, attraverso questo libro, ci restituisca una denuncia impietosa delle ingiustizie subite dal popolo palestinese: il dolore diventa lirico e si fa poesia grazie anche alla narrazione in prima persona delle protagoniste e dei protagonisti.

Tra gli elementi che ci sono piaciuti di più c’è quello della forte condivisione tra le persone che emerge continuamente e il loro legame profondo con Dio. Abbiamo amato molto anche il rapporto di amore viscerale tra le persone e la natura, il clima, il cielo, la terra, le piante e le tradizioni. Mentre leggevamo, ci è sembrato infatti di sentire i profumi del pane, della cucina, del caffè, degli agrumi, dell’olio misto alla menta e basilico per mantenere bella la pelle, e ancora quello del tabacco al gusto di miele e mela.

Questo libro ci ha aiutate/i a ripercorrere la storia del conflitto israelo – palestinese, facendoci riflettere molto su una questione ancora così aperta e facendoci venire una gran voglia di approfondire e studiare quello che ancora non sappiamo.

Per concludere, vorremmo dire che non è la Terra a essere piccola, ma siamo noi esseri umani ad essere tanto, tanto ingombranti.

Lo consigliamo a...

A chiunque voglia guardare ad un mondo “senza confini umani”.
A chi vuole essere coinvolta o coinvolto emotivamente da una storia d’amore e dolore toccante.
A chi abbia voglia e desiderio di capire meglio il conflitto israelo – palestinese.
A chi “sa reggere” una storia davvero tosta.
Alle persone giovani e alle studentesse e agli studenti, perché possano discuterne in classe.
A chi vuole conoscere la Storia sotto diversi punti di vista e leggerla da diverse angolazioni.
A chi ritiene che la realtà sia molto complessa
A chi, sotto il comodo ombrello dell’”Occidente civilizzato” si crede assolto anche se è per sempre coinvolto.

Le parole chiave del libro

Amore

condivisione

conflitto israelo – palestinese

famiglia

gratitudine

sofferenza

solitudine

sradicamento