Trama
Niente di vero racconta in modo ironico e autobiografico la crescita della protagonista in una famiglia romana piena di nevrosi e regole assurde. Tra ricordi, relazioni e bugie, il romanzo riflette su identità, memoria e sul confine tra verità e invenzione.
La citazione degna di nota
La memoria per me è come il gioco dei dadi che facevo da piccola, si tratta solo di decidere se sia inutile o truccato.
Le nostre riflessioni
Testo diviso in due parti: una parte pseudobiografia di ricordi legati alla famiglia. Sentimenti suscitati: senso di oppressione emotiva, ansia, disgusto, noia, curiosità. La noia mi ha fatto spesso chiudere il libro, la curiosità mi ha spinto a finirlo. Genitori oppressivi, fratello geniale e insopportabile, anche lui scrittore in procinto di scrivere pure lui la storia della famiglia e spesso le confidenze narrative dell’una si ritrovano pari pari nella trama dell’altro.
Per fortuna i nonni sono strani ma simpatici! Soprattutto la nonna quando si prepara per mettersi davanti alla televisione per salutare con la manina Pippo Baudo! Nella seconda parte Veronika presenta amicizie e relazioni sentimentali, tutte finite male, che le hanno lasciato sentimenti di delusione e solitudine…. A questo punto mi vengono dei dubbi…c’è qualcosa che non mi torna… Si tratta di un romanzo biografico o di una biografia romanzata? Mi metto a leggere alcuni commenti della presentazione e soprattutto l’epilogo dell’ autrice e mi sembra di capire… Cos’è che non va? Qualcuno ha definito il testo un” monologo ustionante”…
Ustionante può essere solo una verità ferocemente crudele e scottante…ma l’autrice stessa dichiara che nel testo non c’è niente di vero! Nell’epilogo la scrittrice dichiara che un conoscente di sesso maschile ha definito la sua scrittura volutamente “algida” e glaciale ,mentre nella vita lei non è così…forse vorrebbe imitare Annie Ernaux? Se così fosse non riesce nell’intento.
Le parole chiave del libro
Famiglia
biografico
